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SBK, Rea: “Per battere Toprak non basta la costanza, serve di più"

“Il livello del Campionato si è alzato e ora bisogna rischiare. Purtroppo fatico col motore in curva e uscita. La pole? Spies stamani ha scritto a Toprak, sperava che non la facessi”    

SBK: Rea: “Per battere Toprak non basta la costanza, serve di più"

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Johnny Rea ha perso il confronto con Toprak in Gara 1, scivolando al secondo posto della classifica iridata a 5 punti di distanza dal turco. Il Cannibale ha provato ad attaccare, ma alla fine non ha potuto fare nulla di fronte alla supremazia del numero 54, tanto da dover tirare i remi in ballo.

Se da una parte non manca il rammarico, dall’altra Rea è consapevole che nulla è perduto. Nonostante l’esito di Gara 1, c’è la consolazione per aver battuto il record di sette pole di fila che apparteneva a Ben Spies.

“A dire il vero non avevo ben capito di aver fatto la pole stamani – ha detto – me lo ha detto Toprak nel giro in cui ci siamo recati in parco chiuso. Poi mi ha fatto vedere il messaggio che gli ha girato Spies, dove Ben sperava non la facessi, in modo da non battere il suo record. Alla fine però è andata diversamente (scherza). A parte questo il risultato di Gara 1 è positivo, non abbiamo vinto, ma ho portato a casa il massimo di quanto potessi fare”.

Johnny vede quindi il bicchiere mezzo pieno.

“Questa gara mi ha consentito di studiare molto i miei avversari e al tempo stesso di riscontrare numerosi dati da analizzare e confrontare con gli ingegneri. Al via mi trovavo bene, nel primo settore della pista ero competitiva, ma in curva cinque faticato. Non riuscivo infatti a frenare come volevo e in uscita di curva perdevo molto tempo, dato che non ero efficace come speravo”.

Ad una certo punto Johnny ha dovuto giocare sulla difensiva, incassando il colpo e tirando i remi in barca.

Nel momento in cui la gomma è calata non riuscivo più ad avere quella stabilità in frenata di cui avevo bisogno, inoltre faticavo a controllare la moto. Oggi ho forzato molto sull’anteriore, però in diversi momenti soffrivo, così come col motore in percorrenza e uscita di curva, dove Toprak scappava. Alla fine ho soltanto pensare a evitare rischi e consolidare la seconda posizione, che giudico un risultato comunque positivo”.

In questi anni Rea ha fatto della costanza il proprio cavallo di battaglia. Chissà mai non sia proprio questa la chiave per ribaltare le sorti del Mondiale?

“È vero che sono un pilota costante e proprio la costanza mi ha aiutato a vincere i Mondiali. Anche contro Toprak cerco di essere costante, ma può non bastare”.

Johnny spiega quindi il perché.

“In passato, quando ho lottato con Davies, Bautista e Redding, sono stato costante, ma al tempo stesso siamo anche migliorati con la moto nel corso della stagione, alzando l’asticella. Adesso però non basta solo essere costante, perché il livello del Mondiale è cresciuto e di conseguenza devi rischiare in certi frangenti, perché magari ti capita il weekend in cui ti ritrovi 5 piloti veloci e puoi finire fuori dalla top five. A Navarra e Most abbiamo visto Redding forte, ma oltre a lui anche Locatelli. Inoltre non dimentichiamoci di Gerloff. Vedremo quindi cosa accadrà. Di sicuro dobbiamo lavorare per crescere e fare dei passi avanti”.

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