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Impennata del prezzo della benzina, stangata per i motociclisti

Ai distributori il prezzo dei carburanti è impennato: il prezzo medio della benzina è salito a 1,799 euro/litro con picchi sopra 1,8 euro/litro

Moto - News: Impennata del prezzo della benzina, stangata per i motociclisti

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Ve ne sarete accorti tutti facendo il pieno o buttando l'occhio ai distributori di benzina come i prezzi alla pompa siano aumentati velocemente nell'ultimo periodo.

IMPENNATA

Da maggio a luglio 2021, il prezzo al litro della benzina è passato da 1,590 euro a 1,651 euro, quello del gasolio da 1,449 euro a 1,508 euro, aumenti rispettivamente del 3,84% e 4,07%. contro un tasso di inflazione (l’indice nazionale dei prezzi al consumo) che l'Istat ha comunicato in aumento dello 0,5% su base mensile e dell'1,9% su base annua. Un incremento dovuto proprio alla crescita sostenuta dei prezzi dei beni energetici (che accelerano da +14,1% di giugno a +18,6%).
Come sempre noi consumatori finali e semplici cittadini, in qualità della sottocategoria di motociclisti, ci troviamo nella posizione di subire queste dinamiche, tra influenze politiche e leggi economiche che non fanno che alimentare trend al rialzo. L'esempio è proprio quello del prezzo al litro di benzina e gasolio che rende sempre più costoso il pieno e mette in difficoltà più di una famiglia.

CAUSE

Se nel 2020, a causa della pandemia da coronavirus – ma in questo caso è più corretto dire 'grazie' alla pandemia – il prezzo al litro dei carburanti aveva visto un calo (la benzina era scesa addirittura sotto 1,40 euro), provocato dal crollo della domanda nel periodo del lockdown, una volta tornati alla normalità (almeno per gli spostamenti) non si è perso tempo per aumentarlo arrivando ai livelli attuali. Così come le conseguenze del Covid-19 hanno diminuito il prezzo del carburante, così lo fanno salire, perché al virus si fanno ricadere le cause di queste impennate: infatti con l'allentamento delle restrizioni gli spostamenti sono aumentati e la richiesta di benzina, gasolio e GPL è aumentata.
Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, a giugno 2021, rispetto allo stesso mese del 2020, il prezzo della benzina è salito del 16,2% mentre il gasolio del 15,9%. Inoltre, oltre a scarseggiare (ci sono serie difficoltà di approvvigionamento per esempio di acciaio, alluminio, legno) le materie prime stanno diventando sempre più costose.

SPECULAZIONI

Aumenti di centesimi al litro che però si traducono in una stangata sul costo annuo del carburante e che seguono quelli già praticati nel periodo delle vacanze estive (vedi sopra). Dietro alle logiche (nel senso di sostantivo, non di aggettivo) di mercato però ci potrebbero essere altri motivi, meno logici, almeno per noi consumatori. Secondo i rilevamenti di Altroconsumo, ci sono oscillazioni evidenti del prezzo medio dei carburanti alla pompa: nella zona di Livigno è anche di 1,055 euro al litro (al servito e al self service) dovuto alla concorrenza della confinante Svizzera, nella provincia di Piacenza invece può arrivare anche a superare i 2,30 euro al litro (più del doppio che a Livigno).
In buona sostanza, per Altroconsumo a spingere verso l'alto il prezzo di benzina e gasolio non ci sono solo questioni di mercato e di materie prime, ma anche speculazioni dei singoli distributori, che cercano di recuperare proprio nel periodo di maggior volume degli spostamenti, dopo essere stati tra i più penalizzati dal lockdown e dalle restrizioni.
Una conclusione alla quale è giunta l'associazione dei consumatori facendo un confronto con gennaio 2020 quando, prima del Covid-19, il prezzo del petrolio europeo (il Brent) era di circa 65-70 dollari a barile, più o meno lo stesso di ora, ma al tempo il prezzo medio della benzina era di 1,59 euro al litro (com'è adesso al self service) e non 1,733 euro al litro, che invece è quello attuale al servito.

 

Fonte tabelle: Ministero della Transizione Ecologica DGISSEG - Analisi e statistiche energetiche e minerarie

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