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Monopattini: per evitare il Far West servono regole chiare

Dopo la tragedia di Sesto San Giovanni, con un ragazzo di soli 13 anni che ha perso la vita, torna d'attualità la regolamentazione dell'uso di questo tipo di veicoli

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Servono davvero nuove regole? In Italia sembra che per "tenere a bada" l'opinione pubblica, ogni tragedia debba essere seguita da un inasprimento normativo. Così è avvenuto anche con il recente caso del ragazzo di 13 anni che ha perso la vita provando il monopattino di un amico di 17 anni, con il sindaco Roberto Di Stefano che ha subito firmato un'ordinanza che prende di mira i monopattini e che estende anche ai maggiorenni l'obbligo del casco, oltre che abbassare il limite di velocità a 20 km all’ora sulle piste ciclabili, addirittura 5 km/h nelle aree pedonali.

Quello che però è chiaro, fermandosi un attimo ed analizzando la situazione con più serenità, è che così si rischia di ottenere esattamente il contrario di ciò che si vorrebbe, con singoli Comuni che regolamentano una tipologia di mezzi che deve invece essere inquadrata a livello nazionale con regole chiare e uguali per tutti. 

Dopo una forte espansione, ulteriormente accelerata lo scorso anno dagli effetti della pandemia, negli ultimi mesi il "fenomeno" monopattini ha visto un netto incremento anche degli incidenti. Da febbraio 2021 si contano cinque incidenti mortali e, mentre chi gestisce i servizi di sharing rassicura sulla sicurezza e sul fatto che le regole vengano rispettate, con sistemi che gestiscono centralmente la limitazione della velocità (ad oggi a 25 km/h), è piuttosto evidente che non tutti rispettino le regole che già esistono. Si, perchè forse è opportuno fare una riflessione tenendo per un attimo a freno le emozioni del momento.

Da più parti si chiede la riduzione della velocità massima dei monopattini, l'obbligo di assicurazione e del casco anche per i minorenni, oltre che un patentino per poterli utilizzare. Siamo sicuri che questo alzerebbe i livelli di sicurezza? Di certo andrebbe a frenare l'ascesa di un tipo di mezzo di mobilità urbana che potrebbe invece portare a dei vantaggi. Andando, ad esempio, analizzare il caso più recente, si evidenziano almeno tre comportamenti fuorilegge. Da quanto emerge (ma le indagini sono in corso e solo nei prossimi giorni si avranno conferme ufficiali), il monopattino che stava provando il ragazzo che ha perso la vita, era stato modificato e poteva raggiungere i 60 km/h, un 13 enne non può comunque guidare un monopattino elettrico e, tra i 14 ed i 18 anni lo può fare solo indossando un casco

Se andiamo ad analizzare i dati di monopattini e biciclette, emerge poi che la pericolosità dei primi è addirittura inferiore a quella delle seconde, quindi eventuali obblighi normativi andrebbero a maggior ragione applicati anche a queste. Potrebbe essere corretto, forse, ma la decisione deve essere figlia di una riflessione fatta con calma ed a mente serena. 

Allora ci sentiamo di abbracciare i concetti espressi dal collega Riccardo Luna sulle pagine de La Repubblica, perchè una legge fatta seguendo le emozioni e lasciandosi trasportare dai sentimenti che, giustamente, ognuno di noi prova di fronte alla morte di un 13 enne, si rischia solo di sbagliare ed eccedere, rispetto ad un fenomeno nuovo, una innovazione come l'avvento dei monopattini eletrici nella mobilità urbana, senza ottenere alcun beneficio.

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