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Petrucci: "Questa MotoGP non è più la stessa, ne ho parlato con Rossi"

"Il primo giro sembra l'ultimo, tutti i giovani sono davvero troppo aggressivi. Non ho visto bene quanto accaduto tra Marquez e Martìn, ma credo fosse presto per una manovra come quella. Soddisfatto di questa top ten"

MotoGP: Petrucci: "Questa MotoGP non è più la stessa, ne ho parlato con Rossi"

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Danilo Petrucci si è reso protagonista di una gara tutto sommato molto positiva a Silverstone. La top ten agguantata nel finale di gara rende giustizia all’ottimo lavoro svolto da team e pilota, che probabilmente avrebbe anche potuto raccogliere di più scattando da una migliore posizione in griglia. Ma nella MotoGP di oggi tante cose sono cambiate e pur avendo un ottimo passo gara, sono proprio i primi giri ad essere decisivi, così come avvenuto oggi. 

"Il fatto è che nell’attuale MotoGP si potrebbe fare un film solo su quello che succede nel primo giro - ha detto Petrucci -  In quella situazione si vede davvero la pazzia dei piloti, sembra che ormai sia diventato come era l’ultimo giro di gara una volta. Soprattutto, il fatto è che in quel momento non sai bene come sono le condizioni della moto, della pista. Hai il pieno nel serbatoio, le gomme non sono ancora perfettamente in temperatura. Però è quello che fa soffrire di più piloti come me, che corro da tanto tempo. I piloti più giovani si lanciano dentro come se fosse l’ultima occasione e ne succedono di tutti i colori. Ne ho parlato anche con Valentino Rossi qualche gara fa. Prima si aspettava qualche giro che si assestasse tutto per poi attaccare. Adesso invece dal primo giro partono tutti come se fosse un giro di qualifica". 

Ti riferisci anche all'episodio che ha coinvolto Marquez e Martìn?
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Non ho visto bene cosa è successo tra Marquez e Martìn in pista, ho visto delle immagini dopo. Marquez ha incrociato e magari era un po’ presto per farlo in quel modo, ma non so proprio bene come è andata perché in quel momento avevo davanti un paio di piloti prima di loro. Sicuramente i piloti che vengono dalla Moto2 e dalla Moto3 sono molto più aggressivi oggi". 

Parliamo della tua gara. 
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Ho perso tanto tempo per passare Nakagami, Zarco e Bagnaia. Altrimenti avrei potuto stare con Iker, perché avevamo lo stesso passo. Quando in rettilineo sto davanti offro troppa scia a chi mi insegue e questo è un problema in gara. Oggi mi sentivo davvero bene ed è una buona top ten, ma sono un po’ arrabbiato perché avrei potuto fare di più. Quando è così è difficile, perché quando su ogni rettilineo perdi decimi su decimi, a fine gara sono 6 o 7 secondo ed è un peccato perché penso che avrei meritato un po’ di più".

Ti sei divertito facendo tanti sorpassi oggi. 
"Ho fatto molti sorpassi, vissuto diverse bagarre e credo che qualcuno abbia avuto dei problemi con le gomme. Io ho cercato di gestirle al meglio, ma resto rammaricato perché l’unico punto della pista in cui perdo è quando metto la 4a, la 5a e la 6a, ovvero quel momento in cui il pilota non può fare niente. Sei in carena e basta. E’ un po’ avvilente, perché sai di poter andare più forte ma non riesci a farlo concretamente. Almeno mi tengo quanto di buono ho trovato qui, cioè delle buone sensazioni in frenata, nelle curve ed è già bene. Adesso aspetto piste dove si tiene meno il gas spalancato". 

Oggi non sei andato male nel confronto con gli altri KTM, anzi. Potrebbe essere una spinta verso un finale di stagione diverso?
"Sono l’unico pilota in KTM che proviene da un’altra moto e ci sto prendendo davvero confidenza solo adesso, sto iniziando a guidare in modo automatico. Non abbiamo avuto poi tanto tempo per sistemare le cose. Arriveranno piste dove il motore conta meno e lì ci potremo difendere. Ci vogliono magari delle condizioni particolari, come con la pioggia, ma mi piacerebbe chiudere questa stagione salendo una volta sul podio. Il meteo può aiutare da questo punto di vista. Penso che lo meritiamo sia io che la squadra".

Oggi è arrivata la conferma del ritorno del tuo ex compagno di team Andrea Dovizioso in Yamaha. Cosa ne pensi?
"Sono contento per Andrea, che torna sulla moto su cui sarebbe voluto andare con una mossa da scacchi. Penso che debba ringraziare Vinales ed il suo comportamento, perché altrimenti non penso che sarebbe successo. Ma adesso torna con la Yamaha e penso che possa andare forte". 

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