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Triumph Street Triple R 2021 | Perché comprarla... E perché no

Media tutto pepe della Casa inglese, la Triumph Street Triple R rappresenta la versione mediana delle famiglia da 765 cc di Hinckley, che grazie a ciclistica azzeccata e motore affilato punta a battere la concorrenza

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Uno sguardo che rapisce, un accento inconfondibile e quella nuda bellezza che lascia a bocca aperta: le sensazioni che provoca la Triumph Street Triple al colpo d'occhio (o d'orecchio) ormai sono note, ma il presente della naked media di Hinckley vive una seconda giovinezza, a cifre invertite. Il tre cilindri in linea da 675 cc si è evoluto nel più adrenalinico e moderno 765, che muove anche i prototipi della Moto2. Ma la Street Triple R è molto di più del suo motore, ecco perché.

Pregi e difetti

Non servono certo carta d'identità o loghi in bella vista per capire che viene da Hinckley. A definirla è infatti la cura dei dettagli e quello sguardo accigliato creato dal doppio faro con DRL che ormai è una firma che non teme imitazioni. Sul telaio a doppia trave in alluminio le sovrastrutture sono minimal: oltre al serbatoio dal 17,4 litri ci sono i nuovi fianchetti e l'inedito codino che hanno debuttato sulla più sportiva RS. Cotanta nudità oltre a mettere in mostra il tre cilindri da 765 cc lascia gli spazi giusti per ammirare la ciclistica, dove il reparto sospensioni firmato Showa con forcella a steli rovesciati da 41 mm e mono posteriore, entrambi regolabili, lavora insieme all'impianto frenante marchiato Brembo con il doppio disco da 310 morso da pinze monoblocco radiali M4.32 a 4 pistoncini e la pinza a pistoncino singolo che agisce sul disco posteriore da 220 mm. La seduta rimane a 825 mm da terra, ma è disponibile anche una versione ribassata di 4 cm, il manubrio largo 755 mm mi piace molto perché offre la leva giusta e soprattutto non affatica oltremodo le braccia e anche le mie gambone trovano posto grazie alle pedane arretrate e alle scanalature del serbatoio. Lo strumento segna un passo indietro rispetto alla sorella RS, visto che per la R ritroviamo il mix LCD/analogico delle precedenti versioni, che comunque permette di selezionare 3 mappe motore e altrettanti livelli di traction control.

Più morigerate, ma neanche troppo, rispetto alla RS anche le prestazioni del Triple: raffreddato a liquido, 12 valvole con doppio albero a camme in testa con rapporto alesaggio corsa di 77,9 per 53,3 mm e un rapporto di compressione di 12,5:1 il tricilindrico che muove le protagoniste della Moto2 sulla Street Triple R esprime 118 CV a 12.000 giri e una coppia di di 77 Nm a quota 9,400. L'acceleratore elettronico permette di scegliere 3 mappature: Road, Sport e Rain e la frizione antisaltellamento multidisco in bagno d'olio aziona il cambio a sei marce che vanta il Triumph Shift Assist, ovvero quickshifter in salita e scalata. Numeri da media tutto pepe, e carattere che si svela nella sua sportività appena si gira la chiave: il sound infatti è da Grammy Award, soprattutto ai tempi dell'Euro 5, e anche le sensazioni di guida fanno gridare al miracolo, o quasi. Il manubrio non larghissimo, con i suoi 775 mm e gli specchietti posti nella loro classica sede, e non endbar alla fine del manubrio, aiutano parecchio nel tragitto casa lavoro insieme alla posizione delle pedane e all'altezza della sella. Il tre in linea scalda poco, quindi anche quando la pole position al semaforo è impresa impossibile l'attesa non diventa bollente,  e poi il tricilindrico con la sua erogazione fluida e infinita, e soprattutto esente da on-off, permette di usare la Street quasi fosse uno scooter, senza preoccuparsi del cambio. Ma non è certo per fare la spola tra casa e ufficio che è stata plasmata questa naked, e basta concedersi qualche curva fuoriporta per accorgersi di quanto ciclistica e propulsore siano taglienti nel misto.

Per giocare sulle sue origini potremmo dire che il comportamento nel misto è oxfordiano: veloce nel puntare la traiettoria, stabile e precisa nel mantenerla, esce in un amen ed è subito pronta a mangiare altre curve in successione. Il tutto in maniera bilanciata, senza sbavature o reazioni che possano intimorire. Naturalmente all'educazione della Street contribuisce il motore: elastico e all'apparenza infinito, riesce a spingere ad ogni regime senza dare l'impressione di essere indomabile o burbero nella risposta. Con lei si potrebbe dire che una marcia vale l'altra, anche perché la voglia di sentirlo urlare in alto frena la cambiata, se non fosse che il quickshifter è di burro, e snocciolare marce a gas spalancato diventa un piacere. Meno intuitivo selezionare le mappe o controllare i parametri di viaggio sullo schermo LCD, soprattutto se il primo assaggio della Street Triple è arrivato con la RS. Nulla da dire però sull'elettronica, che lavora in maniera invisibile e soprattutto può sonnecchiare vista l'ottima capacità dell'impianto frenante Brembo di gestire ogni situazione: modulabile ed efficace. Nel complesso la Street Triple R di Triumph è una moto completa per il suo segmento, che tiene il prezzo contenuto senza esagerare nella dotazione elettronica, ma che forse non si merita una strumentazione così anacronistica. I consumi sono un altro piccolo tasto dolente, ma è anche vero che chi la sceglie sa quanto possa essere appagante e accetta il compromesso.

Quanto costa

Una naked che fa la voce grossa, ma con un prezzo che non ti aspetti: il listino recita infatti 9.900 euro per la R, mentre il prezzo scende a 8.900 se si sceglie la Street Triple S, che nonostante il nome ha lo stesso propulsore della Trident, da 660 cc. Mentre ce ne vogliono 12.100 per la più tecnologica e performante RS

Abbigliamento

Casco X-Lite 903 Carbon
Giacca Alpinestars Hyper Drystar
Pantaloni Alpinestars Rogue Denim
Guanti Alpinestars Crazy Eight
Scarpe Alpinestars J-6 Waterproof

 

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