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MotoGP, Petrucci: "Guadagnerò meno alla Dakar? Mai scelto per i soldi"

"Non abbiamo ancora messo niente nero su bianco, ma nel 2014 se avessi dovuto scegliere per soldi non sarei andato in Pramac. Invece loro mi hanno cambiato la vita correndo gratis"

MotoGP: Petrucci: "Guadagnerò meno alla Dakar? Mai scelto per i soldi"

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Danilo Petrucci sperava forse in un venerdì migliore in sella alla sua KTM, ma era abbastanza preparato al peggio conoscendo molto bene le insidie del tracciato britannico. Il Petrux ha chiuso la giornata con una 18a posizione nella combinata che di certo non può esaltare, ma che lo pone davanti a Miguel Oliveira, teoricamente il caposquadra di KTM in MotoGP. Si potrebbe dire mal comune, mezzo gaudio, ma Binder e Lecuona hanno mostrato quanto possa essere efficace la RC16 a Silverstone, quindi la voglia di fare meglio non può venire meno. 

Ormai però Danilo è anche un pilota pronto ad affrontare una nuova fase della propria carriera, andando a correre nell’off-road per KTM e trovandosi dunque a reinventarsi in una categoria completamente diversa. Due mondi molto lontani quelli della MotoGP e dei Rally anche dal punto di vista meramente economico. Ma quanto siano diversi, Danilo ancora non lo sa. 

"Non abbiamo ancora parlato davvero di soldi - ha spiegato Petrucci - per ora abbiamo fatto solo chiacchierate informali. Ci dobbiamo ancora sedere attorno ad un tavolo e decidere mettendo tutto nero su bianco. Onestamente non ne ho idea al momento, ma spero che sia un rapporto tipo 10 a 1. Però devo anche dire che se avessi dovuto correre per soldi, avrei smesso nel 2015, quindi non me ne faccio un vero problema. A fine 2014 potevo andare in SBK guadagnando con Althea, oppure restare in MotoGP con Pramac senza stipendio e scelsi questo. Poi Pramac mi ha cambiato la vita e li ringrazierò per sempre. Però dovendo scegliere solo per soldi, probabilmente non sarei qui adesso, quindi non sarà solo una scelta economica la mia".  

Petrucci: "La Dakar non è una scelta economica, non ho mai deciso per questa ragione"

Oltre alla Dakar, hai definito il programma di gare del 2022?
"Devo parlare chiaramente con KTM ancora, ma penso che il piano sia fare tutto il Rally Raid Championship. Sfortunatamente la Dakar è la prima gara in calendario ed è anche la più difficile. Io andrò lì solo per guardare, per capire come funziona tutto e sarebbe già un sogno finirla. Poi farò altre gare per imparare durante l’anno, ma dobbiamo ancora parlare e mettere nero su bianco con KTM". 

KTM sul fronte piloti sta attuando una politica molto aggressiva, mettendo sotto contratto a lungo termine tanti giovani piloti. Tu che ne pensi?
"In effetti KTM crea un percorso per i piloti, hanno tante moto in Moto3 e molti piloti. Da lì ne prendono tanti e li fanno crescere, anche dalla Rookies Cup. Sicuramente si affezionano molto ai piloti ed al loro talento e non vorrebbero farli scappare. A volte è difficile lasciar andare un pilota quando ha fatto bene con le tue moto, quindi li capisco. Non mi sento di criticarli, il fatto è che hanno solo quattro moto in MotoGP e sembrano poche oggi se guardiamo ai piloti che potrebbero arrivarci nei prossimi anni. Magari in futuro avranno più moto, non ne ho idea. Sicuramente danno la possibilità anche a dei bambini di arrivare alla MotoGP, è un po’ come faceva la Honda qualche anno fa con i giapponesi". 

Parliamo del venerdì di Silverstone, come è andata oggi?
"Stamattina mi sentivo bene sulla moto e pensavo che sarei stato in top ten, avevo anche un ottimo passo con gomme usate. Il problema però c’è sempre quando metto la gomma morbida, perché non succede niente, quasi non sento differenza. La gomma è troppo morbida per me, la moto si muove troppo. Questo è un problema che ho dal 2019, ho sempre un bel passo gara ma non miglioro con la morbida e per questo poi parto troppo lontano. Il punto è migliorare sul giro secco, sul passo sono messo bene. La gomma morbida ha grip, ma è come se non supportasse il mio peso. Quando sono usate non ho questi problemi, perché c’è meno grip ma sono più fluido. Peccato, è una cosa su cui posso migliorare anche perché non è venuto un giro perfetto. Però non sento di poter migliorare di un secondo con la morbida nuova". 

Per te risulta ancora difficile arrivare su una pista nuova con la KTM?
"Non è particolarmente difficile gestire una nuova moto sulla pista, si tratta più di gestire te stesso. Questa è una pista molto lunga e infatti c’è molta differenza tra il mio giro ideale e quello che ho segnato, questo significa che posso migliorare. Ormai conosco abbastanza bene la RC16, devo solo prendere i riferimenti in frenata e poi capire il livello di grip, ma ormai sono abituato alla moto. Devo solo capire come funziona su ogni pista, ma non è un grosso lavoro. Stamattina stavo andando anche molto bene su gomme usate, quindi ho fiducia". 

 

 

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