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MotoGP, Martin: "Sulla Ducati un setup simile a quello che usavo in Moto3"

"Logicamente riferito ai parametri della MotoGP. Sulla Desmosedici mi sento bene, lottare contro Marquez in Austria mi ha reso orgoglioso"

MotoGP: Martin: "Sulla Ducati un setup simile a quello che usavo in Moto3"

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Non si può dire che sia una sorpresa, ma vedere Martin al 3° posto dopo la prima giornata di prove libere a Silverstone non è qualcosa di scontato. Il pilota del team Pramac, che ha ottenuto la sua prima vittoria in MotoGP tre settimane fa nel GP di Stiria, sta bruciando le tappe e anche in un tracciato tecnico e complicato come quello inglese sta dimostrando di avere la Desmosedici già in mano.

Jorge, al mattino eri 13° e al pomeriggio sei stato 3°, a cosa è dovuto questo passo in avanti?
Sono un debuttante e quando arrivo su un nuovo circuito all’inizio usiamo meno potenza per concentrarmi sul setup e sul capire le traiettorie. In FP1 non ero andato male, poi abbiamo migliorato l’elettronica e questo è stato il passo avanti più grande”.

Sei un pilota che modifica molto l’assetto da un circuito all’altro?
No, cerco di toccare la moto il meno possibile, alla fine non è molto diversa da quella che usavo in Qatar. Il setting che uso sulla Ducati e simile come stile a quello che utilizzavo in Moto3, chiaramente per i parametri di una MotoGP. Io mi sento bene in sella”.

Quindi non sei stupito della tua competitività?
Sicuramente il 3° posto è più di quello che sperassi, soprattutto perché è venerdì. Sono un debuttante ma le aspettative sono alte dopo i recenti risultati, però pensando alla gara, non al primo giorno di prove.

Ti senti pronto per lottare per la pole domani?
Non saprei, bisogna aspettare, sicuramente sono competitivo ma non è un’ossessione, devo lavorare sul ritmo. Ho ancora grandi margini di miglioramento, per esempio nelle curva 9 e 10 dove non sono ancora riuscito a trovare la traiettoria migliore. Quest’anno sarà difficile vincere la macchina per il migliore in qualifica, ci proverà il prossimo anno (ride)”.

Oggi sei anche caduto, le condizioni erano difficili?
Nel mio caso, sono stato troppo lento nel giro di entrata e in quello di uscita e le gomme erano fredde, mi mancano ancora esperienza. Bastava rallentare per due o tre curve perché la temperatura degli pneumatici scendessero, la cosa più sicura è non rallentare mai (ride)”.

Nei giorni scorsi hai pubblicato un post sui social con una foto dove eri in lotta con Marquez in Austria.
Essere in MotoGP è un sogno, ancora non ci credo, e due settimane fa mi sono trovato per la prima volta in battaglia con Marc. È stato bellissimo e mi ha fatto sentire orgoglioso.

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