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MotoGP, Dixon: "Non potevo avere nessuno migliore di Forcada nel box per debuttare"

"Ha tonnellate di esperienza, mi ha aiutato moltissimo con le sue indicazioni. Sono rimasto impressionato dal motore della mia Yamaha ed è stato bello seguire Marquez per un giro"

MotoGP: Dixon: "Non potevo avere nessuno migliore di Forcada nel box per debuttare"

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Probabilmente neanche nei propri sogni più arditi Jake Dixon avrebbe immaginato di debuttare in MotoGP sul tracciato di casa ed in sella alla Yamaha M1, una delle migliori moto del lotto. Eppure quel sogno oggi si è realizzato, per quanto fosse decisamente difficile da pronosticare, ed il britannico è stato protagonista di un debutto tutto sommato positivo. Oggi ha chiuso in 21a posizione, davanti al solo Lorenzo Savadori che però è menomato dal problema alla caviglia rimediato in Austria. 

Eppure le due sessioni di libere sono filate via senza commettere errori di sorta, quindi questo puà già essere considerato un ottimo inizio. Dixon più che cercare il limite si è dedicato ad accumulare esperienza, forte anche dei suggerimenti di Ramon Forcada, uno che di esperienza in MotoGP ne ha da vendere. 

Oggi hai fatto il tuo debutto in MotoGP, ed al tuo fianco avevi Ramon Forcada, uno che ha tantissima esperienza in MotoGP. Ti ha aiutato?
"Ramon è una persona incredibile con tonnellate di esperienza e penso che non avrei potuto scegliere una persona migliore da avere al mio fianco per scegliere il modo migliore di approcciarmi alla MotoGP. Mi ha parlato di alcune cose, mi ha spiegato come tenere in temperatura i dischi e come gestire le gomme, soprattutto l’anteriore che tende a raffreddarsi".

Come è andata in pista con gli altri piloti?
"Oggi mi hanno passato alcuni piloti velocissimi, uno di questi è stato Marc Marquez. Lui ad un certo punto ha commesso un errore ed è stato utile seguirlo per il resto del giro. Non direi che c’è qualcosa che ho visto che mi abbia fatto esclamare cose del tipo ‘o mio Dio, ma come fanno questa cosa’, penso semplicemente che ci voglia tempo per capire tutto. La moto, le gomme e penso che con il giusto tempo potrei anche arrivare a lottare con il gruppetto dei migliori in MotoGP, ma tutto risiede tempo". 

Cosa ti ha colpito di più oggi?
"La cosa più difficile a cui adattarsi è il motore. Le gomme ed i freni sono diversi, ma è stato senza dubbio il motore la cosa che mi ha richiesto più tempo per adattarmi. La velocità di questa moto per chi viene dalla Moto2 è impressionante, quindi sapevo che non sarebbe stato facile. Penso che capire bene le gomme anche richiede tempo, poi siamo anche su una pista molto lunga quindi ci sono molti dati su cui lavorare. Magari facendo una giornata di test, con 100 giri a disposizione per tutta la giornata, puoi fare dei passi avanti molto netti dalla mattina alla sera. Ma credo che essendo la mia prima presa di contatto con la MotoGP non sia andata poi così male". 

Dicono che il cervello debba quasi ricalibrarsi per quanto è veloce la MotoGP. 
"Penso che il nostro cervello sia una cosa potentissima. Anche quando sali su una macchina superveloce all’inizio ti senti strano, poi prendi confidenza ed inizi a spingere. E’ come se il cervello si fosse messo a lavorare per adattarsi velocemente ed infatti già dopo quattro giri le cose sono diventate sempre più normali, i tempi sono iniziati a scendere. Ci ho messo un po’, ma mi sento già molto meglio e so che andare a dormire stanotte e poi tornare qui domani mi aiuterà, perché quando torni in pista il giorno dopo le cose vanno sempre meglio, come se il cervello elaborasse tutto. Ho iniziato anche a divertirmi oggi dopo i primi giri. Mi sarebbe piaciuto poter rallentare tutto per capire tante cose in più, all’inizio sbagliavo tutte le frenate. Poi ho iniziato a capire e divertirmi". 

Senti la pressione, pensi che un eventuale promozione in MotoGP per il 2022 dipenda da questo weekend?
"Per adesso non sto ragionando sul 2022. Questa è solo una wild card, la squadra ha tanta esperienza e mi conosce quindi non penso che mi giudicherà in base a questo weekend. Sarà importante, ma in questo sport ci sono alcuni piloti che ci mettono giù di altri ad adattarsi. Io penso di potermi adattare a questa categoria, ma non so quanto velocemente. Non mi concentro sul futuro, ma solo sul fare il miglior lavoro possibile ed è tutto quello che posso fare in realtà".

Tu vieni dal BSB, hai corso con le SBK. Sono due mondi completamente diversi, oppure hai trovato dei punti di contatto?
"E’ un mondo completamente diverso rispetto alla SBK. Il modo in cui è rigida e quello che ci vuole per farla derapare è completamente diverso rispetto alla SBK. Ma la cosa buona è che mi trovo su un pacchetto incredibile. La Yamaha è una moto che definirei quasi facile e so che per domani potremo migliorarla ancora, magari rendendola più adatta al mio stile. Non credo che poi ci voglia chissà quanto tempo per adattarsi al meglio. Io penso che ogni giorno che passi sulla MotoGP serve per migliorare, ma credo che dopo cinque o sei giorni si possa raggiungere già un livello molto alto". 

Che obiettivo ti sei posto per questa prima gara? 
"Il mio obiettivo è migliorarmi ed anche migliorare la moto per le mie esigenze, per il mio stile. Ci sono alcune cose che potremo cambiare, ma penso che chi deve davvero fare dei passi avanti sia proprio io. Sono certo che domani sarà più facile per me. Non so cosa cambierà la squadra sulla moto. Ho parlato un po’ con Ramon Forcada, per capire quale possa essere il piano. Sono certo che basterà sistemare leggermente alcune cose e dopo toccherà a me cercare il limite". 

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