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MotoGP, A Silverstone tante frenate, ma per le braccia non sono un problema

VIDEO - I tecnici Brembo descrivono il tracciato inglese come mediamente impegnativo, il carico sulla leva del freno durante l'intera gara è di 7 quintali, il più basso dell'anno

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Dopo un anno di assenza, torna il GP Gran Bretagna che era saltato pure nel 2018 per la pista allagata. In passato, in presenza di pioggia, i piloti della MotoGP impiegavano i dischi in acciaio, ma ultimamente si stanno orientando sul carbonio, grazie ai dischi di ultimissima generazione, adatti anche all’impiego sul bagnato. 

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con il 100 per cento dei piloti del Mondiale MotoGP, il Silverstone Circuit rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alle piste di Misano Adriatico e Valencia.

Fino a 300°C il fluido Brembo non bolle - Oltre a pinze, dischi, pastiglie, pompe freno e pompe frizione, Brembo fornisce a tutti i piloti della MotoGP anche il fluido freni. Due le tipologie a disposizione: l’HTC64 contraddistinto da maggiore resistenza alle alte temperature ambientali ma da minore igroscopicità. Con quest’ultimo termine si intende la capacità di assorbire l’acqua (l’umidità) presente nell’atmosfera. 

Per questo motivo laddove l’umidità è elevata il fluido freni viene sostituito ogni giorno. Un’operazione decisamente meno frequente in presenza di basse temperature con le quali i team optano per il fluido LFC 600, più stabile in termini di compressibilità e maggiormente igroscopico. Diversi sono anche i loro punti di ebollizione a secco: circa 315°C per LCF 600 contro i 335°C dell’HTC64.

Il fluido LCF 600 Plus è disponibile sul mercato, anche se è consigliato per l’utilizzo in pista: data la sua elevata igroscopicità, la sua durata è però limitata. Tale periodo dipende da diverse variabili ma è in genere compreso tra 2.000 e 4.000 km. Può essere miscelato con altri fluidi racing Dot3 e Dot4, ma non va inserito negli impianti frenanti con parti in magnesio. 

Sui 270°C a secco è invece il punto di ebollizione del Brembo Dot 4 Sport.Evo 500++, consigliato per chi utilizza la moto su strada senza lesinare sulle prestazioni. Le sue ottime caratteristiche permettono un lungo chilometraggio prima della sua sostituzione: in genere da 12.000 a 24.000 km. Non va però usato in impianti predisposti per fluidi minerali.

Braccia più rilassate in frenata - Nonostante superino in un solo punto della pista i 300 km/h, i piloti utilizzano i freni 10 volte al giro, anche se in tre di questi casi la decelerazione è inferiore ai 50 km/h. Ben 6 le frenate superiori ai 3 secondi che portano a 33 i secondi complessivi di utilizzo dei freni per ogni giro, parte al 28 per cento della durata della gara. 

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 7 quintali, il più basso delle gare in programma quest’anno. La ragione è nell’assenza di sforzi singoli di almeno 4,7 kg, soglia che invece in tutte le altre piste è toccata in una frenata al giro, talvolta in due, a Spielberg in tre.

Meno 200 km/h in 4 secondi e mezzo - Delle 10 frenate del Silverstone Circuit 3 sono considerate altamente impegnative per i freni mentre 4 sono di media difficoltà e le restanti 3 sono scarsamente impegnative. 

Complice la maggiore velocità massima, la Stowe (curva 7) è la più impegnativa: le MotoGP passano da 318 km/h a 118 km/h in 4,5 secondi in cui percorrono 253 metri, grazie ad un carico sulla leva di 4,5 kg e a una decelerazione di 1,5 g. La pressione del liquido freno Brembo HTC 64T arriva a 9,6 bar.

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