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MotoGP, Quartararo ormai è in fuga, Bagnaia e Mir non riescono a vincere

Pecco e Joan sono i rivali di Fabio più vicini in classifica, ma nessuno dei due è ancora salito in questa stagione sul gradino più alto del podio

MotoGP: Quartararo ormai è in fuga, Bagnaia e Mir non riescono a vincere

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Otto gare ancora da disputare, 200 punti in palio e 47 da  recuperarne, non si può dire che la matematica sia dalla parte di Bagnaia e Mir. Sembra proprio che abbia ragione Marc Marquez quando dice che “questo campionato lo può solo perdere Quartararo, io scommetterei su di lui”. Fabio lo scorso anno era riuscito a buttare via un titolo che sembrava suo di diritto, ma il francese è cambiato molto in questa stagione.

Basta guardare il suo ruolino di marcia e ci si accorge immediatamente che è l’unico pilota a essere andato a punti in tutte le gare, inoltre è quello che ha vinto di più (4 volte) e fatto più podi (7). Ci sono tre nei: a Jerez era stato limitato dalla sindrome compartimentale, a Barcellona era accaduto il fattaccio della tuta, mentre in Austria ha confermato la sua allergia per la pioggia. A conti fatti, solo al Red Bull Ring non è stato alla sua altezza, ma finché l’asfalto è stato asciutto ha dimostrato di lottare contro Honda e Ducati in uno dei peggiori circuiti per la Yamaha.

Se si avvolge il nastro e si torna a un anno fa, dopo 11 gare Quartararo ne aveva vinte 3 e quello erano stato anche il numero dei suoi podi: tutto o niente, per farla breve. Il Fabio di quest’anno è di tutt’altra pasta e ora che arrivano piste più amiche per la M1 (a partire da Silverstone questo fine settimana) il suo umore non può che migliorare.

I suoi avversari non molleranno, ma riuscire a metterlo in difficoltà non sarà semplice. Mir sembra stia seguendo la strategia attendista del 2020, ma se lo scorso anno i 137 punti in 11 gare gli erano bastati per  essere in testa al campionato, oggi con 3 in meno si trova lontano dal francese. Il pilota della Suzuki ha costruito ancora una volta la sua stagione su podi e piazzamenti, ma contro un avversario che sbaglia poco o niente il piano non sta funzionando. Vero anche che la sua GSX-RR ha avuto aggiornamenti importanti (l’abbassatore posteriore) solo dopo la pausa estiva, ma bisogna iniziare a vincere.

Lo scorso anno Joan ci era riuscito una sola volta, alla terzultima gara, quest’anno invece dovrebbe farlo subito e poi ripetersi. Salire sul gradino più alto del podio è una necessità per tenere aperti i giochi, questo vale non solo per lui ma anche per Bagnaia.

Più la stagione va avanti, più Pecco si sta ritagliando il ruolo di punta in Ducati, dopo avere sofferto la costanza di Zarco e l’exploit di Miller a Jerez e Le Mans. Il piemontese ha dimostrato di avere capito come va guidata la Desmosedici, anche nelle piste più ostiche, ma non è mai riuscito a centrare il bersaglio grande, anche quando sembrava essere scontato. La caduta al Mugello, una gomma che non funzionava e la pioggia in Austria, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, siamo qui a parlare di occasioni  sprecate.

Così il dato più sorprendente è che tutti e tre gli inseguitori di Fabio in classifica (c'è anche Zarco a -49) non hanno vinto nemmeno  una gara.

Bagnaia, sulla carta, può competere a livello di velocità con Fabio, ma bisogna trasformare quel potenziale in realtà, perché non si può sperare che sia il maltempo a fermare Quartararo.

Per Bagnaia e Mir non c’è un’ultima spiaggia ma 8, tante quante le gare segnate sul calendario. Non sbagliare e vincere non è un consiglio, ma un dovere.

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