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SBK, Roberto Mercandelli, il padre di famiglia che guida il CIV SS600

Dopo un prolungato periodo di alti e bassi, quest'anno Roberto Mercandelli è sbocciato tra i ranghi del Team Rosso e Nero. In testa al CIV SS600, si presenta al prossimo round del Mugello come favorito per la conquista del primo tricolore in carriera

SBK: Roberto Mercandelli, il padre di famiglia che guida il CIV SS600

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Superato il giro di boa della stagione, in attesa del quinto round all’Autodromo del Mugello (in programma il prossimo week-end), anche in questa occasione la SuperSport 600 si sta confermando una delle categorie maggiormente bilanciata del Campionato Italiano Velocità. In virtù dei quattro piloti racchiusi in appena 20 punti, le restanti quattro gare si prospettano alquanto roventi, un equilibrio di massima dettato dal cambio di regolamento in atto dal 2014 a questa parte con moto in configurazione stock, ma, soprattutto, dall’elevato tasso tecnico dei partecipanti. Lista dove rientra senza dubbio Roberto Mercandelli, attuale leader, il quale si sta giocando concretamente il primo tricolore in carriera al termine di un prolungato periodo di maturazione fra alti e bassi.

Nato per le medie cilindrate

Un’espressione che calza a pennello. Infatti, guardando nello specifico il curriculum, il pilota di Carate Brianza ha corso prevalentemente in SuperStock 600 (2° posto nell’Europeo a Imola 2015 da wild card) e SS600. Dal 2014 presenza fissa della classe di mezzo del CIV, l’anno successivo si mise in mostra centrando un podio e un bellissimo trionfo in un testa-a-testa d’altri tempi contro avversari del calibro di Massimo Roccoli e Nicola Morrentino a bordo di una privatissima YZF-R6, concludendo al quarto posto. Ritornatovi in seguito alla brevissima nonché sfortunata parentesi nella SuperStock 1000 FIM Cup sotto le insegne del Team Pedercini, nel 2018 si legò alla rinomata Scuderia Improve/Firenze Motor, presente anche nel CIV SBK 2021 insieme a Luca Vitali.

Sodalizio con Improve

Nonostante il forte impegno di entrambe le parti, la “datata” CBR 600 RR non gli permetteva di lottare costantemente per le posizioni che contano. Una moto maneggevole, però che disponeva di un anteriore poco stabile, tradotto: spesso a ridosso della top-5, qualche exploit (specie in circuiti quali Mugello e Imola), un successo, due podi e la sesta posizione quale piazzamento di rilievo in campionato nel recente triennio. Come dimenticare quell’arrivo in volata sulle colline toscane nel 2018 dove l’allora 24enne beffò Stefano Valtulini per 54 millesimi, fino ad oggi ultimo hurrà della Casa di Tokyo nel CIV SS600. Anche se la supremazia dalle ben più aggiornate R6 era netta, questo è il suo atteggiamento tipico, ovvero buttare il cuore oltre l’ostacolo a prescindere dal pacchetto tecnico a disposizione.

Il passaggio al Team Rosso e Nero

Malgrado le offerte ricevute dalla top class dell’italiano, in vista della stagione corrente ha voluto proseguire in SS600 con un unico obbiettivo per sua stessa ammissione: conquistare il titolo. Quale miglior modo se non all’interno della struttura di Roberto Adami, con cui aveva già corso nel 2013. Un ritorno alle origini che ha dato vita a un progetto ambizioso, i risultati in pista lo hanno confermato. Pronti-via pole, vittoria per distacco e terza posizione nel round d’apertura al Mugello. Dopo due gare opache al Santa Monica, ecco il bis a Imola, mentre a Misano 2 un doppio podio da ragioniere, senza prendersi rischi inutili. Esatto, perché adesso comanda la classifica a quota 125 punti, 16 di margine su Roccoli e Bussolotti. Reputato fino allo scorso anno il grande incompiuto, messo a parità di condizione, Mercandelli è letteralmente sbocciato. In quattro manche può accadere l’imponderabile, tuttavia, partirà con i favori del pronostico nella speranza di coronare il sogno di una vita.

Padre e lavoratore

L’alloro rappresenterebbe la ciliegina sulla torta in un breve lasso di tempo di immense soddisfazioni, difatti a maggio dello scorso anno è diventato padre di uno splendido bambino: “La mia vita si è trasformata, mi sento più responsabile. Quando salgo in moto evito di pensarci, dal punto di vista psicologico potresti perdere dei decimi”, aveva ammesso in una precedente intervista. Una sorta di paters familias a tutto tondo considerato che Mercandelli, al di fuori delle corse, si occupa settimanalmente della sicurezza sul lavoro nella propria storica azienda. Un ruolo in ufficio dispendioso che, invece, non gli nega la possibilità di far conciliare i vari ruoli. Tra una settimana circa è il momento di cambiare veste, riallacciando tuta e casco per il decisivo rush terminale.

Photo credit: daniguazzetti.com

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