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MotoGP, GP di Austria: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Piove sulle gomme slick e Binder vince, Bagnaia (ancora una volta) no. Il Red Bull Ring rende omaggio a Valentino che dimentica la sua età

MotoGP: GP di Austria: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Il meteo austriaco ha dimostrato grande ospitalità tenendo fede alla tradizione italiana dei gavettoni a ferragosto. Trasformata la pista in un fiume, Binder ha scoperto di avere doti da equilibrista e la KTM che per festeggiare l’acqua è a volte meglio della birra. L’unico a non avere particolarmente apprezzato è stato Bagnaia, che dopo avere fatto i compiti alla perfezione si è visto cambiare la materia di esame.

Meglio comunque di Quartararo, a cui la pioggia proprio non piace, ma la roccaforte costruita in classifica ha ancora muri saldi. Pecco e Mir sono rimasti a tentare l’assedio, ma aprire una breccia nelle difese del francese non sarà facile.

IL BELLO – La fortuna non aiuta solo gli audaci, ma anche i folli. Brad Binder ne è stato il re domenica. Più che una vittoria, un premio Nobel per la fisica infischiandone di tutte le sue leggi. Con le slick sotto il diluvio, senza freni, mancavano solo i coccodrilli nelle vie di fuga e il numero da circo sarebbe stato perfetto. Dalla paura alla gioia in due giri.

IL BRUTTO – Piloti che cercano di rompere i motori e poi si scusano, sponsor che se ne vanno, il fine settimana austriaco di Yamaha è sembrato un horror estivo, di quelli in cui incappi a tarda notte in cerca di brividi. Passato lo spavento, ora le due squadre di Iwata devono cercare di arrivare al lieto fine, servirà un altro colpo di teatro.

IL CATTIVO – Nella mattina di sabato Rodrigo centra Yamanaka, che nella caduta si rompe un braccio. Lo fanno partire dalla pit lane, le qualifiche per lui sarebbero inutili, ma cerca di dare loro un senso buttando a terra Suzuki.  Non basta comunque per meritarsi la squalifica, perché Gabri sarà stato il cattivo del GP, ma gli Steward della FIM gli hanno rubato la scena grazie alla loro inadeguatezza.

LA DELUSIONE – Flag to flag, pista umida, slick sul bagnato, non fai in tempo a mettere insieme queste parole che appare l’immagine di Miller. Jack si è sempre esaltato nelle lotterie metereologiche, ma nemmeno loro sono bastate a salvarlo in Austria. Spento sull’asciutto, ha sbagliato a cambiare gomme troppo presto. Non c’è altro da aggiungere.

LA CONFERMA – Come quando salta la connessione internet negli ultimi minuti di un film, come quando quello in fila davanti a te prende l’ultima fetta di torta, come quando sei Bagnaia e cerchi di vincere la prima gara in MotoGP. La gestione sulla gara sull’asciutto è stata da applausi, altrettanto la rimonta sul bagnato, per fare quel passo in più sul podio non manca molto.

L’ERRORE – Due settimane fa era arrivato al Red Bull Ring nei panni dell’avversario di Quartararo, se ne va ridimensionato dal compagno di squadra Martin e dalla classifica. L’errore di domenica doveva essere evitato, Johann Zarco ha tanto su cui rimuginare.

LA SORPRESA – Elicotteri che portavano in cielo il suo volto, striscioni di ringraziamento da parte degli avversari, giallo ovunque sulle tribune, ma queste non sono state sorprese. Semmai lo è stata vedere Valentino Rossi virtualmente sul podio per un giro, anche lui con le slick sotto la pioggia, alla faccia dell’età che porta consiglio e toglie coraggio.

IL SORPASSO – Difficile fare parlare di sé in Moto3 con Acosta che si prende tutto lo spazio, ma Sergio Garcia ha avuto i numeri giusti per meritarsi la citazione. Una gara di testa, i sorpassi giusti al momento giusto: così ha vinto.

LA CURIOSITA’ – Qualche statistica dedicata a Martin: è il terzi pilota ad essere riuscito a fare la pole passando dalle Q1 dopo Marquez e Vinales, è il primo pilota Ducai a farne due consecutive dopo Lorenzo.

IO L’AVEVO DETTO –Al Red Bull Ring non ho mai vinto, figurarsi se potrò riuscirci quest’anno”. Marc Marquez ha avuto ragione, ma ha fatto di tutto per smentirsi da solo ed è una bella notizia.

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