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MotoGP, Rossi: "Vinales non voleva fare danni, penso potrà tornare a correre"

"Darryn Binder in MotoGP? Ha il fisico giusto, ma il salto non è semplice. In qualifiche un problema con una gomma, Michelin si impegna ma a volte capita"

MotoGP: Rossi: "Vinales non voleva fare danni, penso potrà tornare a correre"

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Ormai Yamaha è l’argomento principe di questi giorni, prima per la sospensione di Vinales poi per l’annuncio di Petronas di ritirare la sua sponsorizzazione dal team satellite. Essendo Valentino uno dei simboli della Casa giapponese, è impossibile non parlare di questi temi con lui. A iniziare dalle scuse del suo ex compagno di squadra.

Oggi Vinales ha detto quello che doveva dire: era frustrato, gli si è chiusa la vena, ma non voleva fare danni - spiega Rossi - Sono cose che possono capitare e ha chiesto scusa. Io penso che probabilmente potrà tornare a correre già dalla prossima gara e sarebbe meglio per tutti.

Questa mattina è arrivata anche la notizia che dal prossimo anno Petronas non sarà più sponsor del team SRT, con cui tu stai correndo.
“Mi hanno detto ieri sera che chiuderanno i team in Moto2 e Moto3 ed è una notizia bruttissima, perché si trattava di due squadre di primo livello. Senza contare che Petronas è un nome importante per il nostro ambiente”.

Si pensa a Binder in MotoGP il prossimo anno.
Darryn ha molto supporto da parte della squadra e nel 2022 avrebbe dovuto correre in Moto2. Ha già il fisico giusto per la classe regina, ma passarci direttamente dalla Moto3 potrebbe non essere semplice”.

Il team satellite ne esce sicuramente indebolito, come vedi il futuro di Yamaha?
La squadra ci sarà ancora e sarà sempre allo stesso livello di ora. La cosa più importante è il team ufficiale e non sono messi male, Quartararo è fortissimo e giovane, se arriverà anche Morbidelli avranno due grandi piloti. Ci sono altre Case che hanno puntato maggiormente sui giovani per il futuro, ma non vedo la situazione di Yamaha così brutta, del resto sono in testa al campionato”.

Passiamo alla pista: domani partirai 18°.
Non sono molto contento, perché oggi potevo fare meglio. Purtroppo la seconda gomma morbida che ho montato in qualifica non aveva grip, non funzionava ed è stato un po’ frustante. Potevo migliorare, niente di eccezionale, ma di qualche posizione sì. Comunque, il passo che ho tenuto nelle FP4 non era male e siamo tutti molti vicini. Domani punto a prendere qualche punto”.

Non sei stato l’unico a lamentarti delle gomme oggi.
Purtroppo, nel corso della stagione, a volte succede: è così. Prima o poi capita a più o meno a tutti, è anche questione di fortuna, e in qualifica te ne accorgi immediatamente, ci sono pneumatici che vanno un po’ meglio e altri un po’ peggio”.

È così difficile fare le gomme per la MotoGP?
Evidentemente sì, alla fine devono garantire un grandissimo grip avendo pochissima impronta a terra e infatti, quando qualcosa non funziona, te ne accorgi al massimo angolo di piega. Ne ho parlato tante volte con Taramasso (il responsabile di Michelin ndr) e mi ha spiegato che fanno un sacco di test sugli pneumatici con dei macchinari super precisi. Appena vedono che qualcosa non va, non portano neanche quella gomma, ma a volte i numeri che vedono sono buoni e i piloti si lamentano. Oggi ho usato 4 gomme morbide posteriori fra mattina e pomeriggio: 3 andavano bene mentre la quarta no. Capita, parliamo di pochi decimi, ma in MotoGP fanno la differenza. Comunque so che l’impegno di Michelin è massimo.

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