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MotoGP, Marquez: “Non so se tornerò il Marc di una volta, devo ritrovare il mio istinto"”

“Devo ritrovare quella competitività che avevo prima dell’incidente di Jerez. Ovvio che i miei avversari migliorano e diventano sempre più forti, qua al Red Bull Ring c’è da soffrire, e la spalla è un problema, bisogna avere pazienza”

MotoGP: Marquez: “Non so se tornerò il Marc di una volta, devo ritrovare il mio istinto"”

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L’esame è di quelli ad alto coefficiente di difficoltà e Marc Marquez non si nasconde. Un venerdì alla rincorsa quello del Red Bull Ring per Marc Marquez, costretto ad accontentarsi del nono tempo a oltre un secondo dalla vetta. Oltre ai limiti della Honda, c’è pure l’aspetto fisico a mettere in difficoltà lo spagnolo, chiamato a fare i conti con le condizioni della sua spalla destra.

Magic Marc non vuole però gettare la spugna, cercando di stringere i denti per trovare la giusta via da seguire.

“In questa prima giornata abbiamo cercato di portare avanti il nostro lavoro di sviluppo – ha commentato – ho avuto modo di confrontarmi con i tecnici giapponesi, provando alcune cose e utilizzando lo stesso telaio di domenica scorsa. Domani faremo nuovo valutazioni, cercando di compiere un passo alla volta. L’obiettivo è quello di essere più competitivi in vista del fine settimana”.

C’è però la spalla a metterlo a dura prova.
“Questa non è la pista migliore per me, c’è da soffrire, dato che ci sono frenate molto impegnative. Qua la spalla destra viene parecchio sollecitata, tanto che lo scorso weekend ho faticato, così come stamani. All’inizio mi sento competitivo, ma poi, col trascorrere dei minuti inizio a soffrire e devo sopravvivere. Questa però non è una novità per me”.

Una cosa è certa: Marc sta percorrendo un lungo cammino con l’intento di tornare ad essere quello che tutti conoscono.
“L’idea è quella di tornare il Marc di una volta, ma non posso prometterlo, dato che nessuno lo sa. Io lavoro sempre e conservo l’aspettativa di tornare il pilota che ero. Devo però avere pazienza, cercando di compiere un passo alla volta, senza avere fretta. Come ho detto più volte, l’intenzione è quella di tornare a ritrovare le sensazioni di prima. L’obiettivo non è vincere subito o il maggior numero di gare, ma tornare a  guidare seguendo quello che è il mio istinto e ritrovando quella competitività che avevo prima dell’incidente di Jerez. Ovvio che i miei avversari migliorano e diventano sempre più forti, ma io non devo essere frenetico”.

Parole chiare e trasparenti quelle pronunciate dal 93.  
“Io sono realista e so che la pazienza è una delle virtù che servono a un pilota. Ovvio che tutti i piloti vogliono arrivare il prima possibile a essere forti, ma l’esperienza mi ha insegnato che bisogna avere calma. Io comunque sto lavorando, sia sul mio corpo, che sulla moto, cercando di migliorarla”.

Marquez poi torna sul tema sicurezza, più volte discusso dai piloti.
“La curva 2 e la curva 3 devono essere riviste, ma anche la curva 1. Più che la curva è il modo in cui un pilota finisce a terra e capita che poi si ritrova la moto davanti. Abbiamo visto stamani cosa è successo con Beaubier, dove per poco non accadeva una cosa simile allo scorso anno. A parte questo ci sono anche altre piste su cui bisogna soffermarsi, tipo Jerez, dove le vie di fuga non sono ampie e il muro è vicino”.

La conclusione riguarda invece quanto accaduto con Mir, un sorpasso che ha costretto Joan a raddrizzare la moto.
“In FP2 ho avuto un piccolo problema di elettronica, ma abbiamo risolto tutto in un minuto. Mir? Ero due secondi più veloce e l’ho passato come ho sempre fatto. L’ho visto e l’ho passato”.  

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