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Benelli TRK 502: in 7 mesi venduti 5.000 esemplari

La Benelli TRK 502 è sempre più regina del mercato, superando già il totale degli esemplari immatricolati in tutto il 2020

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Che la Benelli TRK 502 sia in cima alle classifiche di vendita in Italia non è più una novità, neanche una notizia in realtà e nonostante sia circondata dalle maxi-enduro che superano i 100 CV e il litro di cilindrata, la crossover media di Pesaro continua a macinare numeri incredibili.

Già a quota 5.000

Ieri sulle sue pagine social italiane Benelli ha annunciato che la TRK 502 da gennaio a luglio 2021 ha superato i 5.000 esemplari venduti. Un bel balzo in avanti nelle proiezioni annuali, visto che nel 2020 la Benelli TRK 502 ha chiuso l’anno con 3.569 immatricolazioni. Un dato importante che si avvicina più ai volumi degli scooter, come Honda SH 150 che lo scorso anno è stato in grado di sorpassare le 10.000 unità vendute, che a quelli delle moto che fino al 2020 avevano ottenuto il primato di vendite annuali.

I segreti del successo

Definire il trend positivo della Benelli TRK 502 un colpo di fortuna o un fuoco di paglia, ad oggi, è quantomeno riduttivo: già da 2 anni infatti la crossover pesarese è in vetta alle classifiche e la sua genesi ha rilanciato Benelli dopo l’acquisizione da parte del colosso cinese QJ Motor. Anche noi ci siamo chiesti quali fossero i segreti del successo della Benelli TRK 502, coinvolgendo anche i proprietari, e abbiamo provato il model year 2021, quello che ne ha confermato il successo indiscusso dopo il boom del 2020. A trainare i numeri è la TRK 502 X, la versione più avventurosa del modello, che ha uno scarico più alto, una luce da terra maggiore (210 mm contro 190 mm) così come l'altezza della sella da terra (860 mm contro 835 mm).

La 502 X ha una ruota anteriore da 19” mentre la sorella stradale da 17” e cambiano anche gli pneumatici: 110/80-19 e 150/70-17 per la X, 120/70-17 e 160/60-17 per la TRK 502. La ciclistica dell'avantreno non varia: per entrambe una forcella upside-down con steli da 50 mm da 140 mm di escursione, mentre cambia il retrotreno: se tutte e due hanno un forcellone oscillante con mono centrale regolabile nel precarico molla, la 502 X vanta un freno idraulico in estensione e compressione mentre la 502 solo in estensione, con escursioni rispettivamente di 62 e 45 mm.

Diversi anche i freni anteriori: la versione più adventure monta un doppio disco da 320 mm con pinza flottante a 2 pistoncini mentre quella stradale un doppio disco semiflottante da 320 mm con pinza a 4 pistoncini. Non cambia invece il freno posteriore, che è un disco singolo da 260 mm con pinza flottante a singolo pistoncino. Il motore è lo stesso per entrambe, un bicilindrico in linea da 500 cc raffreddato a liquido con distribuzione a doppio asse con camme in testa, capace di una potenza di 47,6 CV a 8.500 giri e una coppia di 46 Nm a 6.000 giri.

Il Made in China che convince

Certo, molti detrattori della Benelli TRK 502 punteranno il dito contro la provenienza della crossover, che viene disegnata e sviluppata in Italia ma assemblata in Cina. E a chi la definiva e la definisce una “cinesata” è Yan Haimei, CEO di Benelli: “Ormai il pubblico ha la chiara percezione che dire ‘moto cinese’ non significa più ‘prodotto di livello mediocre. Il livello dell’industrializzazione in Cina muta radicalmente di mese in mese. Oggi le fabbriche sono robotizzate, ad altissima efficienza, capaci di sfornare una grande quantità di prodotti con livelli di qualità eccellenti. Anche superiori a quelli europei. E tenendo bassi i prezzi. Nella nostra industria sta accadendo ciò che è successo al mercato degli smartphone, con le aziende cinesi che sono diventate leader mondiali per numeri me soprattutto per qualità”. Dichiarazioni del 2019, quando quello della TRK 502 era un successo agli albori: è cambiato molto da allora, ma non il prezzo della moto, che rimane a 5.990 euro. A proposito di segreti del successo…

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