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Martin: "A 12 anni ho rischiato di smettere, oggi ho vinto in MotoGP"

"Non avevamo soldi, non potrò mai  ripagare i miei genitori pr quello che hanno fatto. In Ducati e Pramac sono nel posto giusto per me"

MotoGP: Martin: "A 12 anni ho rischiato di smettere, oggi ho vinto in MotoGP"

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Vincere alla sesta gara in MotoGP (anzi alla quinta e mezza, considerando che in quella di Barcellona si era ritirato per le sue condizioni fisiche) non è cosa da tutti. Jorge Martin ci è riuscito guidando il GP con il piglio del campione consumato, controllando un mastino come  Joan Mir che lo ha pressato fino agli ultimi giri. Quando lo spagnolo ha tagliato il traguardo, il team Pramac è esploso in una gioia covata da anni, innescata da quella vittoria a lungo cercata. Per assurdo, il più calmo di tutti sembrava proprio Martin.

Se avessi vinto all’ultima curva avrei avuto un’altra reazione, ma così ho avuto il tempo per pensare alla vittoria - ha sorriso - Negli ultimi giri non è stata facile, avevo promesso alla mia squadra che se quest’anno avessi fatto un altro podio li avrei puntati a Punta Cana, quindi pensavo al sole e alla festa, sicuramente a dicembre ci andrò con loro”.

Vincere una gara nella stagione di esordio in MotoGP non è cosa da tutti, te lo aspettavi?
Ieri mi sentivo super competitivo, soprattutto con gomme usate. Non avevo lo stesso passo di Quartararo o Bagnaia, ma ero loro vicino e ho poi ho fatto dei passi in giusta direzione. Nella prima gara  avevo qualche  problema con l’anteriore, ma ho cambiato gomme e nella seconda è andata meglio. Sapevo che questa sarebbe stata una gara in l’importante sarebbe stato essere costante, ma Mir era molto forte. Quando ho visto che avevo preso un piccolo vantaggio su Joan ho cercato di dare ancora di più. Sono molto felice per Ducati e per Pramac, non mi aspettavo di vincere”.

Quanto è importante questo successo per te e per la tua famiglia?
È impossibile ripagare i miei genitori per quello che hanno fatto per me. Prima di entrare nella Rookies Cup non avevamo soldi, quando avevo 12 anni ho rischiato di smetter e oggi ho vinto una gara in MotoGP.  Ho fatto una grande passo in passo, un sogno in più si è avverato ma adesso ho quello di diventar campione. Devo mantenere questa progressione per riuscirci, continuare a imparare”.

Non essere ancora al 100%  fisicamente dopo l’infortunio di Portimao ti ha condizionato in gara?
Quando mancavano 15 giri mi sono sentito male fisicamente, quello è stato il peggiore momento. Joan era molto vicino, poi quando visto crescere un po’ il mio vantaggio è andata meglio. Ho cercato di essere più morbido e rilassato nella guida mantenendo mio passo, ho potuto gestire un po’ il gap”.

Quanto hai pensato a questa vittoria?
Ho pensato tanto a come migliore per vincere. In Qatar forse ne avevo avuto la possibilità, ma dopo la caduta a Portimao tutti i miei pensieri erano per le due gare su questa pista, perché e la migliore dell’anno per la Ducati. Come ho detto, non mi aspettavo di riuscirci, ma l’ho fatto e nel prossimo fine settimana avrò un’altra possibilità. Ho ancora margine per migliorare di 1 o 2 decimi”.

Hai anche detto che il tuo prossimo sogno è il titolo…
Ho fatto solo 6 gare in MotoGp, non voglio pensare al prossimo anno, ma so che il c’è potenziale per fare grandi cose.  Non ci si può mai fermare con il livello che c’è in MotoGP, ma Ducati lavora tanto e sono nel posto giusto per me e per il mio stile di guida”.

Vincere con un team satellite ha un significato ancora maggiore?
Sono il primo pilota a vincere per Pramac e questo è qualcosa di speciale, ma non mi sento in un team satellite. Ho una moto ufficiale e quasi ogni gara arriva qualcosa di nuovo da provare, mi sento incredibilmente bene nel team e in Ducati. Sono nel migliore posto possibile per me”.

Come sei riuscito a gestire la pressione durante la gara?
Oggi non ho sentito molta pressione, in passato mi capitava ma sono maturato. In Moto2 ho imparato molto, sapevo che su questa pista è difficile andarsene, mi ricordo le gare con Bezzecchi e Marini, oggi sono riuscito a mantenere la concentrazione. Quella con Mir è stata soprattutto una una battaglia mentale”.

Fra pochi giorni ci sarà il GP d’Austria, cosa ti aspetti?
Tutti faranno un passo in avanti e saremo più vicini, voglio essere pronto”.

Questa è la terza gara consecutiva al Red Bull Ring interrotta da una bandiera rossa, è una pista pericolosa?
Ci sono dei punti critici, uno sicuramente è la curva 3, normalmente gli incidenti capitano lì e l’uscita è cieca. Penso che in futuro ne cambieranno il disegno e risolveranno problema, ma per il momento dovremo fare altra gara così”.

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