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MotoGP, Marini: “Stiamo giocando col fuoco: va rallentata curva 3 con una variante"

“Curva 3 pericolosa. Fin qui è andata sempre bene, in futuro accadrà lo stesso? Vanno cambiati gli standard di sicurezza. Ho cercato di fare meno errori possibile, ma mi mancava grip al posteriore”  

MotoGP: Marini: “Stiamo giocando col fuoco: va rallentata curva 3 con una variante"

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La convulsa contesa domenicale al Red Bull Ring ha proiettato Luca Marini in 14esima posizione sulla linea del traguardo. Alla sesta zona punti della stagione (adesso sale a quota 16 punti in campionato), il rookie del Team SKY VR46 Avintia è giunto non troppo distante dal compagno di squadra Enea Bastianini e dal fratello Valentino Rossi, ma il risultato è stato inficiato in modo negativo da un’anomala mancanza di grip dello pneumatico medio posteriore.

“Nella prima partenza sentivo di avere buone sensazioni in sella alla Desmosedici. Purtroppo, dal successivo giro di ricognizione ho accusato insoliti problemi di aderenza alla gomma posteriore che avevamo deciso di sostituire durante la prolungata sosta - ha esordito - forse è dovuto al fatto che la Michelin non l’avesse indicata come possibile soluzione per la seconda ripartenza, in tal senso si sono rivelati fortunati coloro che sono passati ad esempio dalla soft alla media anziché utilizzare una nuova mescola della medesima specifica. Per fortuna non sono stato l’unico, ho saputo che è capitata la stessa cosa a Marquez e Bagnaia. Ho cercato di fare meno errori possibile, sono un po’ deluso perché avrei potuto ottenere qualcosa di meglio. Tuttavia, guardando nel complesso, la posizione d’arrivo è discreta, anche se mi sarebbe piaciuto girare più forte soprattutto nelle battute iniziali”.

Al contempo, ha avuto la possibilità di provare ulteriormente (e per la primissima volta in gara) l’inedito abbassatore ideato dai tecnici di Borgo Panigale, oramai presente su ogni moto della griglia.

“Mi sono trovato a mio agio nell'arco degli interi 27 passaggi. Abbiamo già a nostra disposizione numerosi pulsanti, di conseguenza ho dovuto abituarmi a premere quello relativo all'holeshot, specie in gara dove ho tenuto d'occhio maggiormente le mappature considerato che qui siamo tirati con i consumi. In ogni caso sono felice, ci consente di essere allo stesso livello degli avversari e di non perdere troppo terreno nella fase di accelerazione.

Ciononostante, quest’oggi ha tenuto banco il violento impatto di Lorenzo Savadori con la KTM di Dani Pedrosa, rimasta lungo il tragitto dopo la caduta dello spagnolo. Insomma, ascoltando i piloti, tre red flag nel giro di un anno non sono di certo una novità.

“In questa pista le bandiere rosse sono statisticamente probabili. Gli incidenti avvenuti fino a questo momento sono sempre andati per il verso giusto, però giochiamo con il fuoco. Andrà così pure in futuro? Bella domanda. La curva tre è assai pericolosa e stretta, dove se finisci a terra è molto probabile che la moto resti in traiettoria come avvenuto oggi. Dal prossimo anno dovrebbero inserire una chicane proprio in quel punto, ciò aiuterebbe a diminuire la velocità d’ingresso. Comunque, pure altri impianti lo sono, servirebbero degli standard di sicurezza più elevati in parallelo all’incessante sviluppo tecnologico della MotoGP, ha concluso.

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