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MotoGP, Martìn: "Dopo un time attack più stanco che a fine gara, questo il segreto"

"Non so di preciso cosa mi porti ad essere più veloce, ma so quanta forza e concentrazione riesco a mettere in un giro secco. Non credo di poter vincere domani, ma il podio è a portata di mano"

MotoGP: Martìn: "Dopo un time attack più stanco che a fine gara, questo il segreto"

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Jorge Martìn aveva stupito il mondo conquistando la pole position in Qatar al suo secondo Gran Premio in MotoGP, ma l’infortunio rimediato a Portimao aveva semplicemente impedito di passare dallo stupore alla consapevolezza di trovarsi davanti ad uno dei più grandi talenti in griglia. Lo spagnolo però non si è fatto attendere, una volta messi alle spalle i guai fisici, oggi ha espresso tutto il proprio fenomenale istinto per la velocità conquistando la pole del Gran Premio di Stiria.

Il rookie spagnolo ha messo in riga tutti ed ovviamente anche il resto dello squadrone Ducati. Gli altri tre piloti in sella alla GP21 non sono stati in grado di contrastare l’esplosività di Martìn, che con la performance di oggi si candida a diventare una spina nel fianco di tutti i rivali fino a fine campionato, confermando l’intuizione avuta dai vertici Ducati che hanno puntato fortissimo su Jorge. 

"E’ stato un bel giorno oggi - racconta un raggiante Martìn - sono sempre stato veloce qui, ma non pensavo di essere così veloce, ma già stamattina con la gomma media ero stato molto efficace, poi è bastato mettere la prima morbida per stare davanti. In FP4 avevo fiducia di poter conquistare questa pole. Nel primo tentativo sono andato sul verde ed avevo segnato un ottimo tempo, poi nel secondo tentativo pur essendo quasi caduto, ho controllato la moto conquistando una pole incredibile. Mi sento fiducioso per domani".

Sembra che la pausa ti abbia fatto bene. 
"La pausa estiva mi ha fatto bene. In Assen mi sono dovuto ritirato per i miei problemi fisici. Ero davvero molto arrabbiato con me stesso ed ho trasformato quella rabbia in voglia di fare qualcosa di buono allenandomi duramente in questo periodo. Non sono ancora al 100% e di certo soffrirò negli ultimi giri, ma mi sento bene. Dopo il podio in Qatar, mi sono potuto rilassare perché avendo conquistato il podio avevo già raggiunto un obiettivo importante. Adesso ho la mente libera". 

Pensi che la vittoria sia alla tua portata?
"In Qatar ero alla seconda gara, non mi sentivo abbastanza forte per competere per la vittoria pur scattando in pole. Anche qui, penso che possa essere difficile combattere per la vittoria, ma credo che il podio sia alla mia portata. Credo di poter avere un buon passo, magari anche per tentare di scappare. In ogni caso so di avere il passo per stare con quelli davanti". 

Cosa è successo dopo Assen, i problemi fisici sono alle spalle?
"Durante la gara di Assen ho avuto un grosso infortunio al bicipite, quindi i medici mi hanno consigliato di fermarmi con l’allenamento per una o due settimane, ma dopo ho lavorato in modo molto specifico sui punti del corpo dove soffrivo. Ho faticato e provato dolore, ma adesso sto bene ed è la cosa davvero importante". 

Sei sempre velocissimo sul giro secco, lo sei stato per tutta la tua carriera. Qual'è il segreto?
"Di solito sono molto veloce sul giro singolo. In Moto2 ho fatto solo una pole, quindi non ero fenomenale lì. Non so da cosa dipenda, ma posso dire che a volte alla fine del mio giro lanciato mi sento più stanco che dopo un intero Gran Premio. Forse perché metto tutta la mia forza e concentrazione in quel giro. Credo che sia per questo che riesco a stare davanti". 

E' stato emozionante sfidare in pista Pedrosa?
"Sono felice per Dani, è bello vederlo così veloce. Prima ne stavo parlando con Pecco e ce lo siamo immaginati in pista con la Yamaha Petronas nel 2022, ma la vedo dura. Sono felice per lui e sono anche orgoglioso del fatto di correre domani con una leggenda come Pedrosasan". 

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