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MotoGP, Ducati: la sfida non è solo contro Quartararo ma su chi comanda nel team

Zarco, Bagnaia e Miller inseguono Fabio in classifica, ognuno di loro ha mostrato pregi e difetti, il Red Bull Ring deciderà chio è il vero avversario di Fabio

MotoGP: Ducati: la sfida non è solo contro Quartararo ma su chi comanda nel team

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Dove eravamo rimasti? Dopo cinque settimane la memoria ha bisogno di una rinfrescata, ma basta una rapida occhiata alla classifica mondiale perché i ricordi riaffiorino precisi. Le vacanze sono finite e venerdì i piloti della MotoGP saranno di nuovo in pista per il primo dei due GP consecutivi in Austria, l’inizio dell’ultima parte della stagione 2021 che ha conosciuto un solo dominatore, Fabio Quartararo.

Scontato dire che è lui l’uomo da battere, il francese ha vinto 4 delle prime 9 gare e il bottino sarebbe potuto essere ancora migliore senza i problemi al braccio a Jerez e alla tuta in Spagna. Fabio non è stato solo veloce, ma anche molto costante e infatti è l’unico pilota ad essere arrivato al traguardo in ogni Gran Premio. In altre parole, si tratta di una bella gatta da pelare per gli avversari. Il plurale in questo caso è d’obbligo, perché al giro di boa non si può dire che ci sia un vero e proprio avversario per il pilota della Yamaha.

Affidandoci alla classifica, troviamo Zarco a 34 punti, Bagnaia a 47 e Mir a 55, tre piloti che però non sono riusciti a mettere in bacheca nemmeno una vittoria. Un punto più in giù (a -56) c’è invece Miller, che di gare ne ha vinte due, poi Vinales a 61 e Oliveira altri 10 punti più in giù. Qui ci fermiamo, perché il cuore potrebbe anche mettere Marquez tra i papabili, ma il cervello per il momento lo impedisce.

Quindi torniamo al Red Bull Ring, pista disegnata per la Ducati e per la KTM, meno per la Yamaha, che comunque così male non va neanche su quei rettilinei se Quartaro centro il podio nel 2019. Comunque sia, per Fabio, potrebbero essere due fine settimana di (relativa) sofferenza e per la Rossa un’occasione da non farsi scappare per continuare a cullare i sogni iridati. Perché la matematica, lo abbiamo visto, è dalla parte del francese e bisogna iniziare a ridurre drasticamente il suo vantaggio.

A Borgo Panigale hanno almeno tre piloti che possono vincere (Pecco, Jack e Johann) e devono farlo, magari anche monopolizzando il podio, a questo punto il volto del campionato potrebbe veramente cambiare. A quel punto, allora, anche KTM e Honda potrebbero metterci lo zampino, senza contare che Vinales è ormai un cane sciolto ed è difficile per lui pensare ad ordini di scuderia. Il vero problema è che con i ‘se’ non si sono mai vinti i Mondiali, quindi bisogna passare dalla teoria alla pratica e qui la doppietta austriaca assume ancora un altro valore. Non è più una sfida solamente contro Quartararo, ma anche interna a Ducati per prendersi i galloni di capitano.

Sulla carta, tutti possono riuscirci. Bagnaia è in costante crescita e, tolto l’erroraccio del Mugello, è riuscito a ben figurare anche su pista in cui la Desmosedici di solito ha faticato. Miller è stato l’unico a riuscire a vincere ma deve riuscire a trovare costanza, quella che non è mai mancata a Zarco, che infatti è il meglio piazzato in classifica. In altre parole, tutti e tre hanno mostrato pregi e difetti e ora è arrivato il momento per eliminare i secondi, proprio come ha fatto Quartararo.

Continuare con alti e bassi significherebbe solo fare il gioco di Fabio, quindi fra un paio di settimane si dovrà capire chi è il cacciatore rosso che insegue la lepre blu. Dando per scontato che la Ducati abbia mantenuto il suo vantaggio al Red Bull Ring, una domanda a cui (come abbiamo imparato in Qatar) solo la pista può rispondere.

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