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La sfida infinita: Rea contro Quartararo, Superbike contro MotoGP ad Assen

Quale migliore occasione dell'ultima gara vista per entrambi i campionati? Una analisi, con qualche numero e grafico per capire dove si posiziona(rebbe) Rea. Quel che è certo: non arriverebbe ultimo

MotoGP: La sfida infinita: Rea contro Quartararo, Superbike contro MotoGP ad Assen

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Da sempre il confronto tra i prototipi e le derivate di serie divide e infiamma le rispettive “tifoserie”. Guardando i due calendari, ad oggi, entrambi i campionati mostrano come ultima gara, quella sulla (ex) Cattedrale. Quale migliore occasione per provare ad imbastire un confronto fra le due categorie a pari circuito e condizioni meteo?

Scritto da Piersalvo Patanè

280/300 cavalli per 157 kg contro 230/250 cavalli per 168 kg: questi freddi numeri caratterizzano rispettivamente i prototipi e derivate di serie. A questo si aggiungono i freni in carbonio, cambio seamless e mille altre “diavolerie” permesse in MotoGp e di cui la SBK non può disporre. Di contro, sospensioni ed elettronica, anche a detta dei piloti che hanno corso in entrambe le categorie, sono molto simili. Capitolo gomme: Michelin Prototipali per le MotoGP e Pirelli di animo stradale ma con prestazioni elevatissime per le derivate. Beh, con questi presupposti il confronto sembrerebbe (ed è in parte lo è) improponibile. In Realtà il doppio appuntamento olandese (inizio luglio per la MotoGP, fine luglio per la SBK) ci fornisce degli spunti interessanti.

La domanda che spesso si chiedono gli appassionati è: in una ipotetica gara insieme, quanto avrebbe preso Rea da Quartararo? E come si sarebbe classificato in gara? Ma non solo! C’è stato un pilota che in 2 settimane ha corso in entrambe le categorie: parliamo del 25enne americano Garrett Gerloff. Giudizioso al suo debutto in gara in MotoGP, autore di un autentico patatrac in gara 2 SBK. Bene: è andato più forte con la “sua” R1 oppure con la M1 2019 di Morbidelli?

Andiamo a vedere qualche numero. Nel grafico in basso il confronto tra i due rispettivi vincitori: Rea e Quartararo. Per il primo, viene considerata gara 2, in quanto interamente corsa. Il confronto si interrompe al giro 21, visto la durata minore della gara SBK rispetto a quella MotoGP. La curva indica il distacco tra i due tempi di gara cumulati, dove i numeri positivi indicano che Quartararo è ovviamente più veloce del campione nordirlandese che sarebbe arrivato staccato di circa 40 secondi. Va comunque ricordato che il cannibale nei primi giri di gara 2 (quella considerata nel grafico) si è trovato a dover inseguire dalla 5.a/6.a posizione a causa del contatto Gerloff-Razgatioglu mentre Quartararo ha sempre avuto pista libera. Nonostante ciò, il suo distacco medio nei primi 10 giri si attesta sul secondo e mezzo. Poi, la maggiore tenuta delle gomme Michelin sulla distanza (Pirelli da sempre manifesta un drop più marcato da metà gara in poi), fa si che il distacco medio su tutta la gara sia di poco inferiore ai 2 secondi al giro.

Differenza dei tempi cumulati: tempo Rea – tempo Quartararo

L’altra domanda è: Rea, sarebbe arrivato ultimo? La risposta è assolutamente no! Nel grafico successivo il confronto con l’ultimo arrivato, ossia Luca Marini. Ebbene, Johnny in un’ipotetica gara insieme, lo avrebbe preceduto di oltre 10 secondi. Anche in questo caso, sembra che sulla distanza il distacco medio si riduca. Se nei primi 10 giri il fratello minore di Valentino incassava circa 7 decimi al giro, nel totale dei 21 giri (considerando la durata gara della SBK), il distacco medio è di poco inferiore al mezzo secondo.

Differenza dei tempi cumulati: tempo Marini – tempo Rea

L’altro confronto interessante vede protagonista l’americano Gerloff che, chiamato a sostituire Morbidelli sulla M1 2019, ha finalmente fatto il suo debutto in gara in MotoGP (ricordiamo che a Valencia, nel 2020, sostituì Rossi alle prese con le vicende COVID, solo per i turni del Venerdì, tra l’altro sul bagnato). Garrett ha dichiarato che l’aver corso pochi giorni prima in MotoGP, è stato più uno svantaggio che un vantaggio, visti i due differenti stili di guida richiesti. L’americano ha ammesso di trovarsi più a sua agio sugli avvallamenti in sella alla R1 rispetto alla sorella maggiore M1, cosa tra l’altro prevedibile vista la maggior rigidezza di quest’ultima. Per quanto riguarda le prestazioni, nel grafico in basso è riportata gara 1 (accorciata di 2 giri causa incidente di Folger). La prestazione però è inficiata dal fatto che Gerloff sia partito ultimo a causa caduta in Superpole. L’americano si è poi prodotto in una bella rimonta ma chiaramente se fosse partito più avanti, il risultato sarebbe stato diverso. Per contro, in MotoGP è stato autore di una gara regolare girando mediamente in 35 basso/34 alto, con qualche giro “storto” in 36/37. In un’ipotetica gara con se stesso sarebbe arrivato avanti con la M1 di circa 4 secondi, tutti guadagnati negli ultimi giri in quanto, fino al giro 13 i tempi erano praticamente identici.

Differenza dei tempi cumulati: tempo Gerloff SBK– tempo Gerloff MGP

In definitiva, il confronto tra i “due mondi” è come sempre difficile ma se consideriamo i costi di progettazione, sviluppo e produzione di una MotoGP rispetto a quello di una derivata di serie  probabilmente balla uno 0 in più in favore dei prototipi. Come si vede dal confronto tra i due piloti più in forma dei due rispettivi campionati (Rea e Quartararo), i prototipi permettono di guadagnare in una pista come Assen, meno di 2s al giro ma, con un pilota valido, una SBK non sfigurerebbe nella parte bassa della classifica MotoGP. L’altro spunto interessante è che la MotoGP richiede una conoscenza probabilmente più approfondita del mezzo, come dimostrato da Gerloff, soltanto marginalmente più veloce con la M1 rispetto alla “sua” R1.

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