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Derny bike: storia delle moto che fanno da "lepre" alle Olimpiadi

Da 20 anni ormai i Giochi Olimpici vedono impegnate le derny: lepri usate nelle gare di cilismo. Da Sydney 2000 a Tokyo 2020, ecco la storia curiosa di queste moto molto particolari

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Tornano sulle piste di ciclismo le derny, moto che lanciano lo sprint nel keirin, una specialità del ciclismo su pista presente anche alle Olimpiadi di Tokyo.

MOTO OLIMPICHE

Perché in un sito di moto, e di motorsport in particolare, scriviamo delle Olimpiadi? È vero, le moto non sono ammesse ai Giochi Olimpici. O meglio, non sono previsti sport motoristici anche se, in un paio di occasioni, hanno fatto una comparsa a titolo dimostrativo: il motociclismo alle Olimpiadi di Parigi del 1900 e la motonautica a quelle di Londra nel 1908. Eppure, a partire dal 2000 ci sono delle moto che fanno una loro apparizione costante in una precisa specialità del ciclismo, il keirin.

Tralasciando come questo sport, nato in Giappone ancora nel 1948 un po' per creare un nuovo mercato per i tanti produttori di bici del paese e un po' per dar sfogo alle scommesse sulle gare, sia arrivato ai Giochi Olimpici Estivi debuttando in quelli del 2000 ospitati da Sidney in Australia, tra qualche giorno vi capiterà di vedere delle moto particolari alla partenza.
Sono le cosiddette derny, moto che fungono da lepre ai partecipanti (di solito da 6 a 9) tirando la volta partendo da 30 km/h (per gli uomini elite, 25 km/h per le donne e la categoria juniores) arrivando ai 50 km/h (per gli uomini elite e 45 km/h per le donne e juniores) e che a seconda della lunghezza della pista a un certo punto (a 600/700 metri dal traguardo, cioè 2,5 giri dall’arrivo per le piste da 250 metri, a 2 giri per le 333,33 metri e 1,5 per le 400 metri) escono per lasciare i concorrenti allo scatto finale.

RUOLO FONDAMENTALE

Il keirin è una specialità che mette in evidenza diverse capacità degli atleti, come velocità, resistenza fisica e mentale: in una gara di sprint il canadese Sam Whittingham ha raggiunto la velocità massima di 133 km/h. Finché le moto derny sono in pista, i ciclisti non possono superarle né mettere la ruota anteriore davanti la parte più arretrata della motocicletta, pena la squalifica. Inoltre, fino a qualche anno fa, la posizione del pilota delle derny era una particolarità di queste moto, perché non si siede sulla sella ma resta in piedi, su delle pedane laterali, in modo da fendere maggiormente l'aria e permettere al ciclista di seguire la scia con più facilità. Insomma, in questa specialità del ciclismo, le moto alle Olimpiadi hanno un ruolo fondamentale.

Una delle moto derny più conosciute era una Triumph TR65 Thunderbird, modello realizzato nello stabilimento di Meriden dal 1981 al 1983, modello derivato dalla 6T Thunderbird del 1949. Il keirin è una specialità del ciclismo su pista praticata anche in Europa, con il nome di derny e si differenzia per la pista (in legno come quella del mitico Vigorelli in Europa, in cemento in Giappone) e per la moto che tira la volata. Infatti, se in Giappone è una bicicletta normale, come quelle a scatto fisso, nella competizioni mondiali può essere una moto normale, ma a volte si può anche trovare una moto elettrica se non addirittura una e-bike.
Un'altra differenza è la scuola per diventare ciclisti di questa specialità: in Giappone infatti è molto rigida e richiede diverse caratteristiche, sia fisiche ma anche morali e solo il 10% degli atleti che fa domanda riesce a diventare un atleta di keirin.
Queste moto in passato hanno ispirato Deus Ex Machine a realizzare uno scooter molto special, sulla base di un Peugeot Django.

PERCHÉ LE MOTO NON SONO AMMESSE ALLE OLIMPIADI

Il motorsport non è considerato uno sport Olimpico per una ragione: non soddisfa un requisito della Carta Olimpica, cioè quello fondamentale che prevede una competizione a parità di condizioni. Ogni monoposto di F1 come ogni moto di MotoGP, m anche ogni imbarcazione del mondiale offshore, sono differenti una dall'altra. Inoltre, anche se le federazioni degli sport motoristici sono riconosciute dal CIO, i piloti hanno una considerazione diversi dagli atleti, perché il mezzo condiziona le prestazioni.

 

 

Photo Credits: meriden.triumph

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