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SBK, Rea-Petronas: cosa ci guadagna e cosa perde Johnny in MotoGP

“Never say never” ha detto il Cannibale ad Assen, ma una nuova sfida in MotoGP ha davvero senso per uno che a 34 anni è la leggenda della Superbike?

SBK: Rea-Petronas: cosa ci guadagna e cosa perde Johnny in MotoGP

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La notizia l’hanno data per primi i nostri colleghi di Sky Sport e nel weekend di Assen il diretto interessato è stato incalzato più volte sul tema. Johnny Rea, in merito alle voci di una eventuale avventura in MotoGP con Petronas nel 2022 non si è voluto sbilanciare: “Non posso parlare del mio contratto con Kawasaki”, ha detto. In seguito però ha rilanciato: “La MotoGP? È un’opportunità, never say never”, ovvero mai dire mai.

Pretattica, strategia, supercazzola stile Conte Mascetti: decidete voi che peso dare alle parole del Cannibale. Sta di fatto che Rea, durante il fine settimana del TT, non ha certo chiuso le porte della MotoGP. Anzi, a dire il vero le ha tenute aperte, anche perché Petronas è alla ricerca di un sostituto di Rossi per il 2022.

Sul tema Razali non si ancora esposto, nonostante la filosofia di Petronas sia quella di puntare forte sui giovani. A tal proposito Rea di anni ne ha ben 34 in confronto ai 20 di uno com Raul Fernandez, che per certi versi potrebbe addirittura essere suo figlio.

A parte le parole del Cannibale, cerchiamo però di capire quanto possa essere utile a Johnny una nuova avventura in MotoGP nel 2022.

Rea in MotoGP -> SI’ E PERCHE’

- L’approdo di Rea in MotoGP regalerebbe di sicuro nuova linfa al Campionato e al tempo stesso interesse a livello mediatico, dal momento che ci sarà non poca curiosità nel vedere il Cannibale all’opera in una competizione toccata in passato soltanto di passaggio mediante una semplice wildcard.

- Oltre al capitolo legato agli appassionati, c’è poi la sfida personale di Johnny, ovvero confermarsi in quello che è considerato come l’altro paddock. Questo, per lui, è sicuramente l’aspetto più suggestivo di una seconda vita nelle corse rappresentata dalla GP.

- Fino all’infortunio di Jerez, in questi ultimi anni la MotoGP ha vissuto del dominio in lungo e in largo di Marc Marquez. Con Johnny si affaccerebbe sulla scena un nuovo Campione dopo che negli ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti con i ritiri di Pedrosa, Lorenzo e in ultimo Dovizioso.

- Se dovesse accettare la sfida ed eventualmente riuscire vincere, smentirebbe il detto che la MotoGP è un Paese per giovani e non per ultra tentenni.  

- In MotoGP Johnny ripartirebbe dalla Yamaha, una moto tra le più facili da imparare, che sicuramente lo metterebbe a proprio agio a differenza di una Honda o KTM.

 - Infine, in un mondo come quello delle corse, dove a volte il denaro conta più della velocità, gli sponsor come Monster Energy si leccherebbero non poco i baffi.

 

Rea in MotoGP -> NO E PERCHE’

Adesso parliamo invece dei punti dolenti, per i quali è meglio che Johnny rimanga dove è.

- La MotoGP sta vivendo un vero e proprio processo di ringiovanimento, di conseguenza approdare a 34 anni nel paddock non è proprio la scelta migliore sulla carta d’identità.

 - Johnny sbarcherebbe in MotoGP con un team satellite, di conseguenza nemmeno in una squadra ufficiale. Con tutto il rispetto per la formazione di Razali, il cui impegno è massimo, siamo convinti che il Cannibale non gradirebbe particolarmente il fatto di dover attendere ben tre gare per aver gli aggiornamenti come accaduto quest’anno a Valentino.  

- In Kawasaki è Rea a dettare la linea da seguire, in MotoGP dovrà invece fare i conti con le indicazioni del team ufficiale, il cui peso sarà in gran parte sulle spalle di Fabio Quartararo. Siete così sicuri che la cosa gli vada a genio?

- Kawasaki è una seconda famiglia per Johnny, tanto che basta schioccare le dita per aver ciò che vuole. Con la Casa di Akashi ha scritto la storia e ora è un’icona a tutti gli effetti. Difficilmente potrà essere lo stesso per Yamaha.

- Nel team KRT Johnny lavora con una squadra collaudata da ben sette anni, basta infatti uno sguardo per capirsi e decidere come muoversi. In Petronas difficilmente potrà portare tutti i suoi uomini. Per maggiori info vedi quanto accaduto a Valentino.

- Nel caso in cui Rea dovesse finire in MotoGP e la domenica si ritrovasse lontano dai migliori, i sei titoli ottenuti ad oggi in SBK verrebbero sminuiti in un colpo solo, a tal punto che il titolo di leggenda della SBK inizierebbe a perdere di valore.  

- Oltre che la moto, Rea dovrà poi iniziare a conoscere circuiti a lui sconosciuti come Rio Hondo, Austin, Silverstone, Red Bull Ring, Mugello e via dicendo. In Superbike le date dei test sono nettamente maggiori rispetto alla MotoGP, di conseguenza ogni volta dovrà partire da zero e cercare di imparare molto velocemente.

- Ultimo ma non ultimo il tema gomme. Fino ad oggi Rea ha guidato con le Pirelli, con Michelin dovrà rimboccarsi le maniche.  

Queste alcune delle considerazioni legate o meno all’eventuale passaggio di Rea in MotoGP nel 2022 con Petronas. La trattativa andrà in porto? Secondo noi ,no! Nonostante il cambio di paddock possa essere altamente suggestivo, il prezzo da pagare rischia di essere maggiore rispetto ai benefici che si potrebbero trarre.

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