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Harley-Davidson: le vendite salgono, ma non in Europa

I risultati finanziari del secondo trimestre delineano una forte tendenza al rialzo rispetto all’ultimo biennio. Ma a tirare le vendite sono gli USA

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Buone notizie per Harley-Davidson, che dopo 2 anni difficili e una serie di cambi in corsa al piano di sviluppo vede finalmente i numeri in crescita per il secondo trimestre 2021. La cura “Hardwire” sembra aver fatto effetto e infatti i ricavi sono saliti del 77% rispetto allo scorso anno, che comunque vedeva un pesante -33% a bilancio. A chiarire meglio il concetto di crescita della Motor Co. però ci sono gli utili netti, quantificati in 206 milioni di dollari. Un segnale più che positivo se si pensa che nello stesso periodo del 2020 Harley-Davidson era in perdita di 92 milioni.

Le moto al centro del progetto

Sembra scontato scrivere che a trainare i numeri positivi di una casa motociclistica siano i suoi modelli, ma non è così. Il business di Harley-Davidson infatti ha dei volumi d’affari importanti anche per gli accessori e per i servizi finanziari. Il 2° trimestre 2021 però fa registrare una crescita importante nelle vendite delle moto, con un +131% sul 2020, con ricavi da 1.030 milioni di dollari, mentre è stata più contenuta quella degli accessori, comunque aumentata del 32%, e quella dei servizi finaziari cresciuta del 2%.

Leader negli USA, scende in Europa

Il motivo di una crescita così forte sta nell’aumento delle spedizioni, raddoppiate rispetto all’ultimo biennio, che hanno permesso di raggiungere una crescita dei volumi di vendita in Nord America del 43%. Il numero è positivo anche se si guarda al mercato mondiale, con 65.300 moto vendute e un +24%, ma se guardiamo all’Europa il segno cambia: -7% rispetto allo scorso anno. Negativi anche i numeri riguardanti i mercati asiatici (-13%) e dell’America Latina (-31%).

Suona come un paradosso la decrescita in Europa per un brand che sta “europeizzando” la sua gamma a grandi falcate: Harley-Davidson Pan America 1250 è infatti una moto creata per strizzare l’occhio all’utenza del Vecchio Continente ed evolvere il marchio, ma c’è da dire che la scomparsa delle Sporster 883 e 1200 e della gamma Street ha pesato e continuerà a pesare in Europa, dove questi modelli trainavano i volumi di vendita della casa. E’ ancora presto per vedere l’effetto Pan America sui mercati nostrani e soprattutto su quello italiano, e magari la maxi-enduro aiuterà a colmare il gap lasciato dall’addio delle entry-level americane, aiutata dal debutto dello sport-cruiser Sportster S. Le previsioni per il 2021 danno comunque segnali positivi e ricavi tra il 30 e il 35% a livello mondiale, e se la rotta di Harley-Davidson non subirà intoppi è possibile che vedremo anche il debutto asiatico di un modello di piccola cilindrata, che potrebbe gonfiare ancor più i numeri.

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