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Delusi e scontenti: l’anomalia del mercato MotoGP e Superbike 2022

In MotoGP siamo arrivati al punto che ci sono più selle che piloti, mentre nel paddock delle derivate le porte sembrano chiuse, ma è davvero così?

MotoGP: Delusi e scontenti: l’anomalia del mercato MotoGP e Superbike 2022

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C’è chi è deluso, chi scontento, chi avverte poca fiducia e chi ancora vuole nuove sfide avvincenti. Ne abbiamo un po’ per tutti i gusti nel paddock del Motomondiale, dove giunti in piena estate ci sono non pochi nodi da sciogliere. Se fino a qualche anno fa i giochi erano praticamente fatti di questo periodo, tanto che rimanevano giusto gli ultimi tasselli da sistemare, adesso le trattative sembrano essere incandescenti.

A dare uno scossone all’estate è stato senza dubbio l’addio di Maverick Vinales alla Yamaha, al quale si unisce la decisione di Rossi in ottica 2022, senza dimenticarsi della telenovela Dovizioso. Al momento lo scenario vede quindi ben cinque selle non ufficializzate per la prossima stagione. È il caso della Yamaha ufficiale, a cui segue quella di Petronas, così come quella della Ducati VR46, senza scordarsi di Aprilia fino ad arrivare alla KTM di Tech 3. Alzi la mano chi avrebbe mai immaginato ad uno scenario del genere in pieno luglio? Probabilmente pochi o nessuno.

Invece i manager sono chiamati a fare i conti con un mercato pazzo e imprevedibile, dove i piloti recitano come sempre la parte di protagonista. C’è chi come Dovizioso resta alla porta per capire l’evolversi della situazione e chi come Vinales cerca un attimo di schiarirsi le idee su cosa fare il prossimo anno, nonostante di selle ufficiali ce ne sia solo una, ovvero Aprilia a meno di clamorosi ribaltoni. Una situazione non certo facile da vivere per Lorenzo Savadori, il quale si trova sulla graticola proprio come l'amico Danilo Petrucci, quest'ultimo in attesa di avere una risposta da KTM visto l’interesse della Casa nei confronti del baby talento Raul Fernandez.

Già, perché in questo mercato ci sono anche i rookie a giocare un ruolo non da poco. Fernandez è senza dubbio il più gettonato, visto il rendimento mostrato nella prima parte di stagione. KTM gli ha presentato l’offerta per salire in MotoGP, ma anche Petronas ha sondato la strada che porta allo spagnolo. Non possiamo poi dimenticarci di Marco Bezzecchi, ambizioso di compiere il salto di categoria il prossimo anno, nonostante il suo futuro penda dalla scelta del proprio maestro, ovvero Valentino Rossi.

Sta di fatto che Raul e Bezz sembrano essere i principali candidati al salto, anche perché i vari Roberts, Dixon e Vierge sono stati ad oggi semplici spettatori in pista, tanto da aver deluso le aspettative. Questo è quindi il quadro generale della situazione, in una MotoGP dove ci sono ben cinque selle libere al momento e pochi piloti pronti a saltarci sopra.

Un discorso che per certi versi va in controtendenza con la Superbike, dove per il 2022 i team ufficiali sembrano già essere tutti sistemati. Kawasaki confermerà la coppia Lowes-Rea, mentre Ducati ripartirà da Rinaldi e Redding, così come BMW da Sykes e van der Mark. Non possiamo poi scordarci di Yamaha, che riporrà nuovamente fiducia in Locatelli e Toprak,  quest’ultimo fresco di rinnovo. La mosca bianca potrebbe invece essere Honda, dal momento che Haslam è in scadenza e di conseguenza si potrebbe optare per un cambio. Ci chiediamo però: a parte il trattamento economico, chi ha il coraggio di accettare una sfida del genere con una moto che è riuscita una sola volta a rimanere nei primi cinque posti?

A tal proposito, possiamo quindi ben capire Danilo Petrucci, quando qualche settimana fa ci disse che alla SBK avrebbe preferito un’esperienza alla Dakar con i colori KTM. Parole chiare a conferma del fatto che in SBK tutte le selle ufficiali siano praticamente occupate e l’unica alternativa pare non essere particolarmente allettante. 

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