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SBK, BSB: La seconda giovinezza del trio Danny Buchan, TAS Racing e BMW

Entrambi reduci da un periodo in chiaroscuro, Danny Buchan e il Team SYNETIQ BMW by TAS Racing hanno conquistato una magnifica doppietta nel week-end del BSB a Knockhill, regalando alla nuova M1000RR i primi-storici successi

SBK: BSB: La seconda giovinezza del trio Danny Buchan, TAS Racing e BMW

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Dall’esordio in pianta stabile nel contesto del British Superbike, la Casa di Monaco di Baviera ha vissuto delle stagioni altalenanti, contraddistinte da un numero esiguo di vittorie, qualche podio, occasionalmente l’accesso allo Showdown e svariate prestazioni poco incoraggianti. Considerata a tutti gli effetti la grande incompiuta del circus, con il solo Ryuichi Kiyonari in grado di portarla in modo costante nelle zone nobili della classifica nel 2014, lo scorso week-end sono stati sovvertiti detti e pronostici attraverso la magistrale nonché storica doppietta messa a referto sul “corto” di Knockhill da Danny Buchan in sella alla nuovissima M1000RR del SYNETIQ BMW by TAS Racing.

Il team manager Philip Neill (a sinistra) insieme a Danny Buchan (a destra) festeggiano al box nel post-gara

Performance al di sotto delle aspettative

Come detto, inizialmente “King Kiyo” (vuoi grazie al proverbiale talento, vuoi vuoi per l’esperienza maturata nella terra d’Albione) si era rivelato l’unico capace di salire sul gradino più alto del podio in sei distinte occasioni. Successivamente, a niente è servita la versione aggiornata della S1000RR, la quale ha faticato non poco nell’adattare il sistema ShiftCam (varia alzata e fasatura delle valvole di aspirazione) alla centralina unica MoTec. Malgrado il forte impegno del marchio dell’Elica, nell’ultimo biennio non si è andati oltre un misero terzo posto quale miglior piazzamento. In tal senso, in vista del 2021, BMW ha deciso di rivoluzionare i propri piani attraverso l’introduzione della M1000RR, aggiornata in termini di motore e aerodinamica, le cui potenzialità hanno stuzzicato l’occhio a vari protagonisti del BSB fin da subito, Danny Buchan compreso.

Carriera oscillante tra BSB e Stock 1000

Dai trascorsi nel campionato nazionale di Motocross, Aprilia Superteens, Formula 400 Kawasaki e British SuperStock 600, nel 2011 concluse al terzo posto la Stock 1000 d’oltremanica. Passato a metà dell’annata successiva alla top class, pronti-via l’alfiere dell’Essex impressionò gli appassionati grazie al quarto posto in quel di Cadwell Park. Fatta eccezione per una breve parentesi nel British SS600, nel 2014 vinse il titolo Stock 1000 sotto le insegne Morello Racing a cui seguì il bis nel 2017 con la medesima struttura, inframezzato da alti e bassi nel BSB. Rientratovi in pianta stabile assieme a FS-3 Racing, nel recente triennio Buchan ha centrato la bellezza di tre pole, due affermazioni, otto podi e il quarto posto finale nel 2019. Tuttavia, era giunto il momento di cambiare aria: portato a termine il prolungato sodalizio di oltre dieci anni con Kawasaki, la scelta è ricaduta sul glorioso TAS Racing, formazione di riferimento BMW negli UK, anche lei in cerca di riscatto.

L'apoteosi di Knockhill

Se il round di Oulton Park si è trattato di un banco di prova nel tentativo di comprendere meglio le qualità della moto, in Scozia è letteralmente scoppiata la scintilla. In testa in ambedue le sessioni di libere, terzo in qualifica e Gara 1, con jolly, nell’arco di 24 ore. Infatti, se l’è vista brutta quando ha dovuto compiere un salvataggio-alla-Marquez mentre si trovava al comando. Accantonata questa magra delusione, nelle contese domenicali ha fatto di un sol boccone degli avversari, adottando due diverse strategie: bravo a infilare e allungare su Iddon in Gara 2, fortunato a sorpassare in rimonta Skinner in Gara 3 proprio qualche istante prima della decisiva bandiera rossa. Ciò ha rappresentato la doppietta della liberazione nonché della rinascita di pilota e squadra: quarto successo in carriera per Buchan, che alla compagine di Philip Neill mancava addirittura da Thruxton 2016, dal 2017 invece alla BMW. Troppo tempo, quasi un’eternità.

Il 28enne ha un feeling particolare con lo “short track” scozzese, basti pensare che vi ha ottenuto tre dei quattro trionfi, ciononostante ha finalmente mostrato il (reale?) valore della M1000RR contro progetti già assestati, vedi Panigale V4-R e Yamaha YZF-R1, e in rampa di lancio, Ninja ZX-10RR (a dimostrazione dell’equilibrio di massima in atto nel BSB), oltretutto rilanciando le personali quotazioni di classifica (-20 da Iddon, ma detentore di 11 Podium Credits, vitali ai fini dello Showdown). Adesso non resta altro che la prova del nove: confermarsi competitivo su qualsiasi tipologia di circuito affinché il tabù-titolo non si trasformi in utopia. 

Photo credit: Double Red Photography. 

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