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Moto classiche: ora vengono bandite anche dalle piste

E’ quello che è successo al Circuit d’Albi in Francia, tempio della velocità vintage: più di 70.000 euro di multe da pagare per il rumore e rischio fallimento

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A tutti sarà capitato di avere vicini poco simpatici e tolleranti, pochi però a causa loro si trovano con oltre 70.000 euro di multa da pagare, come è capitato  a DS Events, gestori del Circuit d’Albi a causa delle lamentele dei residenti della zona.

La storia

La pista di Albi è nei pressi di La Sequestre, un comune dell’Occitania che già dagli anni ’30 è stato messo sulla mappa mondiale del motorsposrt. Qui vennero disputate tappe del motomondiale e alcune gare fuori campionato della Formula 1. Oggi il circuito non è più quello degli anni ’30, ma ha ospitato la Superbike francese ed è famoso per gare amatoriali di moto e auto vintage e storiche, che però potrebbero non avere più seguito.

Le multe e la chiusura

Quello dei rumori eccessivi provenienti dalla pista è un problema che perseguita i gestori da tempo, tanto da convincerli ormai 5 anni fa a investire 800.000 euro per dei lavori che potessero permettere loro di proseguire l’attività. Una spesa che ha dato i suoi frutti, visto che l’inquinamento acustico si è ridotto del 30% per i residenti della zona, ma non è bastato. Ci sono infatti due abitazioni vicine l’angolo nord della pista dove si avvertono rumori di 5 decibel superiori alla norma. Tanto è bastato per far scattare le multe, con i residenti sempre sul piede di guerra che hanno rilevato 58 infrazioni al limite acustico consentito tra aprile e giugno 2019. La cifra è di quelle importanti, 70.000 euro appunto, e il rischio di chiusura è dietro l’angolo.

Naturalmente il problema dell’inquinamento acustico non si pone solo per le moto classiche che varcano l’entrata del circuito, ma sicuramente l’eventuale serrata sarebbe un duro colpo per gli appassionati di mezzi storici e sorprende un accanimento tale da parte della popolazione, visto che la presenza di un circuito con una storia del genere ha avuto e ha sicuramente un impatto anche nell’indotto locale.

I gestori stanno già cercando di evitare di chiudere i battenti con una soluzione drastica: offrirlo come ambiente di test e sviluppo dei prototipi a produttori di veicoli elettrici.

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