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Da McGregor a Nespoli: 100 anni di storie firmate Moto Guzzi

Per celebrare il secolo di vita del marchio di Mandello del Lario è nato un libro a più voci che racconta non la storia ma la passione

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Ci sono libri di storia e libri di storie. Moto Guzzi, per festeggiare i suoi 100 anni, ha scelto di scriverne uno del secondo tipo. O meglio, lo ha fatto scrivere, a 9 personaggi molto diversi da loro ma accumunati dalla passione per le moto dell’aquila. Il risultato è un bel tomo color alluminio, con la 8 Cilindri in bella mostra, edito da Rizzoli. Più di 220 pagine tutte da sfogliare, gustarsi con gli occhi e anche con il cuore, perché il marchio di Mandello del Lario è uno dei pochi che fanno muovere lo spirito e non solo il corpo.

Un libro di storie, dicevamo, perché la Moto Guzzi ha scelto di non raccontarsi, ma di farsi raccontare. Ci sono degli intermezzi con le foto dei vari modelli e le curiosità, anche un capitolo (curato da Marco Masetti) con tutte le date della sua storia, ma questo progetto, curato da Jeffrey Schnapp, guarda oltre. Nove sono gli autori e non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, alcuni addirittura insospettabili. A prendere in mano la penna (o meno romanticamente la tastiera del computer) sono stati l’attore Ewan McGregor, la scrittrice Melissa Holbrook Pierson, il designer Tom Dixon, il professore di Harvard Schapp, l’architetto Greg Lynn, il DJ Ringo i giornalisti Mat Oxley e Akira Nishimura, oltre al già citato Masetti, e c’è perfino un’astronauta, Paolo Nespoli. Ne viene fuori un racconto corale, tenuto insieme dalla passione e dalle moto. Perché va bene scrivere, ma bisogna guidare e ogni capitoli è accompagnato da una cavalcatura.

In ogni storia ci si rispecchia, come quando Melissa Holbrook Pierson scrive che in moto fa le due cose che considera una benedizione: “pensare e non pensare affatto”, oppure quando Dixon racconta la nascita della Tomoto, la moto di Tom, la sua. Oppure ci stupisce quando riconoscendosi nella stessa passione di McGregor, una star del cinema ma soprattutto un motociclista come ognuno di noi, che si emoziona nel percorrere le sale del museo Guzzi. Da Star Wars alle stelle vere, Nespoli ha visto la Terra dall’alto, ma non rinuncia a scoprila con il vento sul viso.

Così, arrivare alle note finali è come fare un viaggio e, se si chiudono gli occhi, sembra di sentire in lontananza il borbottio di un bicilindrico a V. Chiuso il libro, viene voglia di mettersi il casco, oppure andare alla ricerca di qualche curiosità su internet, o magari pensare a come personalizzare la propria moto. Perché in fondo Moto Guzzi ha soddisfatto tutti nella sua storia, dai pistaioli, ai fuoristradisti, ai viaggiatori.

Abbiamo un solo appunto da sollevare, ci sarebbe piaciuta una pagina bianca prima della fine, così che ognuno avrebbe potuto aggiungere la sua storia. Moto Guzzi ne ha scritte tante nel suo primo secolo di vista, chissà quante altre ne devono ancora nascere.

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