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A volte anche la giustizia è dalla parte dei motociclisti

La Cassazione ha condannato la Provincia di Genova a risarcire tutti i danni subiti da un motociclista caduto a terra a causa di un avvallamento sulla strada

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La legge è uguale per tutti fatta salva la diversa interpretazione dei giudici. In questo caso hanno dato ragione a un motociclista, caduto per il cattivo stato di manutenzione dell'asfalto.

IL FATTO

Il fatto è successo a Genova un po' di tempo fa (sappiamo come sono i tempi della giustizia italiana): l'incidente stradale ha visto come sfortunato protagonista un motociclista, caduto dalla sua moto per colpa di una imperfezione dell'asfalto. Quel tanto che basta da rendere instabile la moto, perderne il controllo e provocare la caduta, con i relativi danni fisici, sia al motociclista che alla moto.

In questi casi la giurisprudenza si divide: c'è chi dice che se si conosce il cattivo stato della strada, dovono essere gli utenti della strada ad adeguare il proprio stile di guida, soprattutto se si è in sella e quindi in caso di sinistro non si può rivendicare alcun diritto.
C'è chi dice invece che è compito dell'amministrazione pubblica garantire un buono stato della viabilità e quindi ha il dovere di risarcire il malcapitato che, per colpa dell'imperfezione dell'asfalto, ha subito un danno. Nel caso di Genova, non importa che la buca fosse visibile ed evitabile con uno stile di guida adatto alle condizioni della strada. Questo non toglie la responsabilità dell'ente gestore, la Provincia di Genova, che deve garantire la manutenzione.

LA SENTENZA

Il 23 giugno scorso la sentenza della Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17947, ha condannato la Provincia di Genova a risarcire un motociclista, rovinato sulla strada per colpa di un avvallamento presente sulla carreggiata. Non si tratta di una sorpresa perché esiste un precedente della Corte d'Appello di Genova, che è stato così confermato. Secondo i giudici della Cassazione, l'ente gestore è responsabile dello stato e della manutenzione delle strade e la sua responsabilità nel garantire la sicurezza degli utenti della strada è superiore all'eventuale guida poco attenta.

Nell'eterna sfida tra condizioni delle strade e stile di guida, tra soggetto pubblico e soggetto privato, l'ordinanza della Cassazione ha dato ragione al motociclista, seppur distratto perché comunque la strada non era in perfette condizioni, e la responsabilità della sua manutenzione ricade su chi ne la gestione, perché non ha provveduto a sistemare il manto stradale. Di certo quella della Corte di Cassazione è un'altra sentenza che potrà aiutare qualunque utente della strada subisca un danno per causa delle cattive condizioni delle strade. In caso di giudizio sappiamo che i tempi sono molto lunghi e, a volte, si deve trovare un accordo ma, altre volte, non c'è questa possiblità, come abbiamo già visto .

LE REAZIONI

Soddisfatto il Codacons secondo il quale i giudici della Cassazione hanno fatto chiarezza anche sull’onere della prova a carico del motociclista, affermando come, nel caso di questo incidente, fosse sufficiente a dimostrare il nesso causale tra la condizione della strada e i danni che procurati. “La sentenza è di enorme importanza perché consente a tutti coloro che hanno subito un danno causato dalla presenza di buche, avvallamenti o comunque insidie sulla carreggiata di poter far valere le loro pretese in giudizio, ottenendo il corretto risarcimento per il danno patito, patrimoniale e non”, ha affermato il Presidente Nazionale del Codacons, Marco Donzelli. Un consiglio che possiamo dare è quello di indossare sempre l'abbigliamento tecnico da motociclismo, anche per spostamenti in scooter o moto urbani e di breve distanza. Se poi sapete che alcune strade non sono in buone condizioni, esiste una app per segnalarle.

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