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Le auto elettriche si diffonderanno negli sport motoristici tra 5 anni?

L’elettrico può reggere il confronto con così tanta passione? Non del tutto, perché velocità e rumore fanno ancora la differenza a favore del motore tradizionale

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L’industria automobilistica si appresta a vivere la più grande rivoluzione dall’invenzione del motore a scoppio: l’auto elettrica, un’evoluzione che piano piano ruberà la scena ai veicoli alimentati con combustibili non rinnovabili.

Da sempre il settore degli sport motoristici è un banco di prova per ogni tipo di innovazione: gli ingegneri, i progettisti e i meccanici utilizzano i bolidi di F1 e di MotoGP per testare gli sviluppi da applicare su scala industriale. Lo stesso principio vale per le auto e per le moto elettriche.

La spinta ecologica resta la motivazione principale per la diffusione del motore elettrico nei motorsport, con alcune realtà che si stanno già facendo largo nel cuore degli appassionati. Ecco quali sono e quale futuro ci riserva lo sport di velocità a motore.

 

 

Elettrico negli sport motoristici: serve più cuore?

La sfida per la velocità non conosce pausa e le auto elettriche, come anche le moto elettriche, provano ad erodere il gap con le loro ‘cugine’ tradizionali. Ma non conta solo la tecnologia, perché nei motori il cuore svolge una parte importante. La MotoGP lo dimostra con il seguito televisivo, la passione sugli spalti, il tifo generato da piloti di fama mondiale come Valentino Rossi e Marc Marquez.

Il mondo del gioco sta al passo con questo successo crescente, permettendo agli appassionati di scommettere sulla vittoria del loro beniamino, oppure sul distacco fra primo e secondo classificato. Un modo sia per partecipare al circo delle 2 ruote scoprendo tutto sulle scommesse MotoGP, sia per farsi coinvolgere emotivamente vivendo l’emozione del Gran Premio come parte in causa.

L’elettrico può reggere il confronto con così tanta passione? Non del tutto, perché velocità e rumore fanno ancora la differenza a favore del motore tradizionale.

Formula E e MotoE Vs Formula 1 e MotoGP: chi vince?

La Formula E la MotoE sono la realtà dell’elettrico nel campo degli sport motoristici: due campionati mondiali riservati ad auto e moto da corsa ad alte prestazioni e zero emissioni che, come detto sopra, provano a colmare la distanza emozionale e tecnologica con F1 e MotoGP.

Il primo aspetto è la velocità: a differenza delle e-bike, sebbene siano in grado di raggiungere i 100 km/h in poco più di 2 secondi, come le loro antagoniste convenzionali, le cose cambiano sulla velocità massima che per i piloti di Formula 1 raggiunge i 370 km/h, mentre per quelli Formula E sfiora i 290 km/h.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la sfera emozionale: il rumore assordante dei motori di F1 e di MotoGP fa parte dell’esperienza elettrizzante per gli appassionati. Anche in questo caso, il gap è molto marcato: le auto di Formula E raggiungono circa 80 dB, ovvero poco più della metà degli oltre 130 dB dei bolidi di F1.

Quale futuro per i motori elettrici nello sport?

E mentre la tecnologia dell’auto elettrica continua la sua avanzata inarrestabile, i produttori di auto o di moto sportive, i team e i piloti provano a guidare la transizione anche in pista. È il caso di Max Biaggi, due volte campione del mondo della classe 250 e due volte campione mondiale di Superbike, che proverà a battere nuovamente il record di velocità per moto elettriche con la Voxan Wattman.

Nel frattempo, i guidatori di auto e moto guardano con sempre maggiore curiosità e fiducia alla rivoluzione delle auto elettriche: un sentimento positivo che sarà sicuramente cavalcato anche negli sport motoristici del prossimo futuro.

 

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