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MotoGP, Addio a Aurelio Longoni, il Re della Regina

Se ne è andato a 71 anni lo storico tecnico della casa di catene, lavorò con Agostini, Hailwood, Sheene in tutte le specialità del motociclismo e dal Tourist Trophy al motomondiale

MotoGP: Addio a Aurelio Longoni, il Re della Regina

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Ci giunge la brutta notizia che Aurelio Longoni ha lasciato il paddock per sempre, e non ce n’è uno che non lo rimpianga. Aurelio per quasi 50 anni ha rappresentato la catene Regina. Dal Tourist Trophy, dove lo incontrai le prime volte, al motomondiale era il re della trasmissione.

Le moto hanno ancora questo, insostituibile, vecchio sistema per trasmettere la potenza alla ruota, e sembra impossibile che anche con le crescenti potenze di oggi funzioni alla perfezione. Ma se è così è anche grazie all’esperienza di Aurelio che, negli anni, ha rappresentato la memoria storica dell’evoluzione.

Gli bastava una occhiata per capire lo stato di una catena. Ma non era solo la sua esperienza che portava nei box, ma anche la simpatia, la gentilezza. Un personaggio unico.

Ha lavorato con Agostini, Hailwood, Sheene e quando Moser fece il record dell’ora a Città del Messico nel 1984 fu lui a portargli catena e rocchetto, in titanio. Ce lo raccontò benissimo Alice Margaria, QUI.

Aurelio, originario di Dolzago (Lecco) aveva 71 anni e si era diplomato perito meccanico. Dopo il diploma faceva l’operaio e la Regina lo assunse affiancando al tecnico che andava in pensione.Gli chiesero se gli andava di girare il mondo e lui rispose: “va bene”. Dal 1974 non smise più. Un lavoro che lo appassionò e che interpretò nel modo giusto del Continental Circus di allora: Aurelio Longoni recuperava le catene che i team ricchi usavano, magari, una sola volta, le controllava e poi le passava ai team meno facoltosi.

Ciao Aurelio, mi mancheranno un bel po’ le chiacchiere con te nella pitlane, la tua arguzia, i ricordi e soprattutto il sorriso.


 

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