Tu sei qui

MotoGP, Cadalora: "Vinales in Aprilia? Non credo possa trovarsi bene"

"Ha sempre guidato MotoGP spinte da un 4 in linea, passare ad un V4 non è per nulla facile ed Aleix Espargarò è fortissimo. Marquez approfitterà del mese di stop per tornare quello di prima"

Iscriviti al nostro canale YouTube

Share


Luca Cadalora ha commentato con noi il Gran Premio di Assen, durante il nostro consueto Bar Sport. Come sempre, Cadalora si è dimostrato assolutamente informatissimo su quanto accade nel paddock della MotoGP ed ha offerto il proprio commento competente e puntuale su quanto abbiamo vissuto nel fine settimana olandese, compreso ovviamente il divorzio del tutto inatteso tra Vinales e la Yamaha.

Il primo pensiero della nostra chiacchierata è stato per Assen, o almeno per quella di una volta.
"Assen era una pista su cui non potevi fare errori. La pista finiva con una riga bianca e poi il verde, solo che era erba vera. Era una pista veramente fuori dal comune, ti sembrava di andare fortissimo anche con il 125, per non parlare di quando ci ho corso in 250 e 500".

La Yamaha ha mostrato di essere la moto migliore in Olanda, almeno con Quartararo.
"Questa è una pista che esalta le doti della Yamaha. Assen è una pista ottima per valutare una moto nel suo complesso e penso che la Yamaha abbia il pacchetto migliore in questo momento. Poi su altre piste le cose cambieranno, magari la Ducati ci metterà una pezza con i suoi pregi ad esempio in Austria. Ma ad Assen era in grossa difficoltà soprattutto nell’ultima parte della pista, gli ultimi due curvino erano un’impresa per loro e questo che ci può dire molto anche sulle differenze tra le moto. E’ stato molto interessante come Gran Premio. Le due gare in Austria saranno un buon momento per la Ducati". 

Cadalora: "La vera sorpresa di Assen è stato Marquez"

Chi ti ha sorpreso ad Assen?
"La prima parte di gara di Bagnaia è stata positiva, forse però avrebbe potuto portare a casa di più. Forzare tanto all’inizio non gli è servito, ma lui è giovane e lo capisco. In queste situazioni dovresti imparare ad accontentarti, ma capisco che non è facile. Pecco anche a fine gara aveva un ottimo passo, avrebbe potuto ottenere di più. Chi mi ha veramente sorpreso è Marc Marquez. Nonostante non ne abbiano parlato tanto, al primo giro era già 11° e partiva 20°. Io credo di poter capire cosa significa per lui guidare una MotoGP ad Assen in quelle condizioni e secondo me dopo la botta che ha dato in prova ha fatto una gran gara, senza mollare mai. E’ stato una sorpresa, non me l’aspettavo così forte in gara". 

Marquez sta tornando davvero?
"Marquez nella seconda parte del campionato potrebbe diventare uno che vince spesso e diventa fastidioso per il campionato. Secondo me ad Assen solo un Marquez in forma perfetta avrebbe potuto battere Quartararo e credo che questo mese di stop possa aiutarlo parecchio a tornare quello di prima".

E di Vinales cosa ne pensi?
"Vinales nonostante una scelta di gomma particolare, ha fatto una buona gara. Quando si è liberato di Nakagami e di altri più lenti, ha girato forte fino a fine gara. Questa indecisione nei sorpassi ad inizio gara è una caratteristica che già abbiamo visto da parte sua e questo oggi è stato penalizzante. Non se l’è potuta giocare per questo motivo con Quartararo, oggi sarebbe potuto accadere qualsiasi cosa. Per Yamaha fare questo uno due oggi era importante, la M1 ha dimostrato che va fortissimo".

Cadalora: "Avere Quartararo al tuo fianco può farti prendere certe decisioni"

Riguardo invece la decisione di lasciare Yamaha?
"Se Vinales vuole andare via dalla Yamaha, è difficilmente comprensibile come decisione, ma l’avere un pilota come Quartararo al tuo fianco può anche farti fare una cosa del genere. Nel 1993 nessuno voleva diventare il compagno di squadra di Rainey. L’anno prima al suo fianco c’era stato Kocinski ed i risultati erano stati abbastanza disastrosi. A me però è sempre piaciuto avere un compagno di squadra forte, perché questo ti fa crescere, ti fa diventare più forte. Secondo me Valentino nel 2016 con Lorenzo era una coppia che veramente faceva crescere entrambi. Per un team la cosa migliore è avere due piloti forti, ma a volte non si può. Devono soprattutto essere forti di testa". 

Pensi possa insinuarsi un dubbio sul trattamento tecnico non identico al compagno di squadra?
"Sull’aspetto tecnico posso assicurare che Yamaha da lo stesso identico supporto per i due piloti ufficiali e credo che siano poche le Case che hanno questo livello di correttezza nei confronti dei proprio piloti ufficiali e so quello che dico".

Come la vedi l'ipotesi Aprilia per il futuro di Vinales?
"L’Aprilia ha fatto una gran gara ad Assen e penso che Aleix Espargarò sia un pilota che va veramente forte. E’ uno di quelli che sa fare di tutto in sella, non è facile trovare uno da mettere al suo fianco. Quando ha corso con la Suzuki, la moto era agli inizi ed in realtà non l’abbiamo mai visto in una squadra MotoGP al top, ma sta facendo un bellissimo lavoro con Aprilia. Ha anche duellato con Marquez, sono stati due bei cagnacci in pista. Io non credo che Vinales possa trovarsi bene con l’Aprilia. Ha usato solo delle MotoGP spinte da un 4 in linea, passare sul V4 dopo aver corso tanti anni con questo tipo di moto non è facile". 

Cadalora: "I soldi non sono tutto, un pilota vuole anche molto altro"

Aprilia non potrebbe offrire lo stesso ingaggio di Yamaha. Questo peserà sulla decisione di Vinales?
"Sai, i soldi non sono tutto. E’ importante che tu ti senta voluto dalla Casa con cui corri, ma per i piloti è molto più importante avere l’ambiente giusto, le garanzie tecniche che ti permettono di esprimere il tuo talento. Ci sono tanti aspetti che fanno scegliere ad un pilota di fare una cosa piuttosto che un’altra, ma i soldi non sono per forza l’aspetto più importante". 

Di Ducati cosa dici? Questo tridente sta funzionando?
"Ducati si trova in questa situazione per una esigenza più che per una scelta ragionata secondo me. Magari ha fatto delle scelte guardando sul lungo termine più che sul momento attuale e secondo me uno tra Miller, Bagnaia e Zarco può diventare un vero top rider. Prima sembrava potesse essere Miller perché ha vinto due gare, poi si pensava a Bagnaia. Però il più costante resta Zarco, che a me sembra un pilota davvero importante per la Ducati. Mi sembra quello che capisce prima di tutti come sistemare la moto velocemente, è quello che sa dire più chiaramente degli altri cosa non funziona ed in certi casi è una cosa che fa molto comodo agli ingegneri. Con un aiuto del genere si fa prima a risolvere i problemi e Ducati ad Assen ne aveva decisamente bisogno. Forse in Austria dovremmo capire qualcosa in più, perché lì la Desmosedici avrà un piccolo vantaggio. Conosco Zarco dai tempi della Yamaha, ha delle qualità ed è un pilota sensibile. Ma ogni tanto non mi piace perché guida in modo troppo aggressivo a volte. Ha altre qualità e mi piace vederlo guidare". 

Articoli che potrebbero interessarti