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Vent gamma e-bike e moto 2021, la casa italiana fa sul serio

Siamo andati in Svizzera per scoprire le novità (e le conferme) di Vent, azienda con sede a Introbio (Lecco) che punta forte sulle due ruote, sia a benzina (o meglio miscela per le 2 tempi) che bici con pedalata assistita

Moto - Test: Vent gamma e-bike e moto 2021, la casa italiana fa sul serio

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Da appassionato di due ruote a motore, quando ti propongono di provare una Vent LDV500 RR, una bicicletta da circa 12.400 euro (oltretutto dicendoti che il prezzo è una sorta di promozione, perché potrebbe costarne tranquillamente anche 17-18 mila per quello che offre), la curiosità di capire cosa possa giustificare una tale cifra c’è tutta.  In realtà il ciclismo è un mondo in cui la componentistica iper raffinata va oltre addirittura a quanto non si veda nel campo motociclistico. Parliamo di carbonio, alluminio ricavato dal pieno, soluzioni uniche o modelli al top di gamma per quanto riguarda cambi e tutta la componentistica delle migliori aziende del mondo, tutto può far lievitare il prezzo di una bici, facendone al contempo diminuire il peso ed incrementandone il fascino e, si spera, l’efficacia nel suo utilizzo.

Facciamo però un passo indietro, perché forse non tutti conosceranno il brand Vent. Si tratta di un’azienda italiana, con sede in Valsassina, in provincia di Lecco e precisamente a Introbio. Il marchio è relativamente giovane, ma si tratta dell’ultimo capitolo di un libro che vede il suo inizio nell’ormai lontano 1983. Nasceva allora Moto Spa, azienda legata ai marchi Montesa ed Honda, che diventano “HM”, una realtà in grado di conquistare 12 allori mondiali nel fuoristrada. Le cose evolvono, da Honda si passa a Yamaha prima, ma nel 2017 nasce Vent, che diventa costruttore vero e proprio di moto e poi di e-bike.

Noi la conosciamo bene la Vent, perché con una Baja 125 RR ci abbiamo vinto lo Swank Rally di Sardegna lo scorso anno (qui il racconto di Alberto De Bernardi), mentre nel 2021 abbiamo partecipato (“accontentandoci” di due secondi posti con il tester Gianluca Cuttitta, di fatto primo degli “umani” dietro allo specialista e campione di Motard Davide Gozzini – qui il nostro articolo).

UNA PERLA NATA A 500 ANNI DALLA MORTE DI LEONARDO DA VINCI

Fatta una doverosa parentesi, torniamo alla protagonista del nostro “primo contatto”, la LDV500, dove la sigla sta per Leonardo da Vinci, 500 perché il 2019 (anno in cui nasce il progetto di questa e-mtb) è stato l'anniversario dei 500 anni dalla morte del Maestro. Rappresenta per Vent un nuovo inizio, il debutto del mondo delle biciclette, con una MTB a pedala assistita come nessuno l‘aveva mai fatta prima. Invece di entrare in questo settore in punta di piedi, l’azienda lecchese ha deciso di farlo “a gamba tesa”, con una bicicletta con soluzioni uniche o quasi, come l’ammortizzatore annegato nell’elemento centrale del telaio (soluzione brevettata da Vent) in carbonio, a sua volta unico perché realizzato con la tecnica del sottovuoto (processo “vacuum bagging”), raffinata modalità usata anche in campo automobilistico, che ne incrementa le caratteristiche di resistenza e rigidità. Poi troviamo ruote da 29”, top di gamma per tutta la componentistica, a cominciare dalla forcella Fox da 150 mm, per proseguire in cambio, freni e tutto ciò che trovate sulla Vent LDV500. Un dettaglio che non passa certo inosservato, venendo dalle moto, è la particolarità di avere appunto un‘impronta motociclistica. Ad esempio, i freni non sono girati come sulle normali biciclette (che hanno il freno anteriore a sinistra è quello posteriore comandato dalla leva destra), ma sono esattamente come su uno scooter (più che una moto, dove a sinistra troviamo la frizione), con il destro che frena l'anteriore ed il sinistro il posteriore. La bicicletta ha ovviamente un prezzo impegnativo, perché parliamo di oltre 12 mila euro (12.390 per la precisione), viene prodotta in serie limitata di 120 pezzi, che sono venduti solo online, anche per contenerne il costo. Con quel tipo di componentistica, potrà sembrare quasi curioso per chi non è tecnico e non conosce i prezzi delle biciclette di fascia alta, potrebbe infatti finire in negozio a cifre molto più elevate.

DOPPIA VERSIONE, CON SFUMATURE PIÙ RACING O ELEGANTI

Sono due le versioni, la LDV500 “standard” e la RR, dove la prima offre soluzioni più eleganti, come il cambio ed il reggisella wireless, la seconda è più racing. Nell'utilizzo più estremo la RR si fa apprezzare dai più tecnici ed è una bicicletta sicuramente dalle prestazioni leggermente più elevate, mentre la standard sia dal punto di vista estetico che nell'utilizzo un po' meno esasperato, si fa apprezzare per la precisione e la velocità delle cambiate (grazie al cambio wireless) e per la pulizia regalata dall’assenza dei cavi. Entrambe sono raffinate e esteticamente sono oggetti dalla rara bellezza, con telai che sembrano quasi opere d’arte, esercizi dell’utilizzo del carbonio e realizzate quasi come pezzi unici. Tant’è che gli acquirenti sono chiamati a passare in azienda per definire le misure ed i dettagli del loro esemplare, prima di andarlo a produrre. Anche gli strumenti sono parte di un progetto che vede una estetica pulita e raffinata, quindi quello della RR è ridotto all’essenziale, leggermente di più concede la standard, ma sempre per le sole funzioni legate all’utilizzo della parte elettrificata delle bici. Il peso di circa 21 kg fa infatti capire che si tratta di una e-MTB, dotata del propulsore Brose Mag S da 250 W, con la generosa coppia di 90 Nm, mentre la batteria è una 630 Wh.

VENT LDV500: LE NOSTRE CONCLUSIONI

Nel nostro pur breve test abbiamo scoperto un oggetto che si fa apprezzare anche da un “non tecnico”, ci siamo infatti divertiti a scoprire da prima le differenze tra le due versioni, poi presa la mano, a tentare l’inserimento via via più aggressivo nelle curve del fettucciato che era stato teatro dei test per la gamma moto di Vent poche ore prima.

Abbiamo apprezzato la maneggevolezza di una taglia in meno (una M anziché la L da cui abbiamo iniziato) in un circuito così stretto e tecnico), ma siamo entrati subito in confidenza con la frenata della LDV500, proprio perché le leve erano come se le aspetta un motociclista e non invertite. Il limite qui è tutto nostro, perché via via che alzavamo l’andatura ci accorgevamo che lei andava ancora a spasso, senza essere minimamente in difficoltà. In uscita di curva (con l’aiuto elettrico settato al massimo) basta l’input del pedale per scaricare la generosa coppia a terra ed essere fulmineamente proiettati verso la curva successiva. A quel punto ci si può concentrare sulle traiettorie, quasi come se fossimo su una moto invece che in sella ad una bici, oppure sui tratti rettilinei ci si gode anche il bel panorama. Il nostro breve test alla fine ci ha detto molto più di quello che ci aspettavamo, sia perché abbiamo apprezzato un prodotto che non è affatto scontatato debba essere obbligatoriamente comprato da un professionista, infatti ad avere ed a voler spendere i soldi che costa è un “giochino” davvero interessante anche per un ciclista poco esperto, ma soprattutto ci sarebbe tanto altro da approfondire, cercare il limite, ma anche sfruttare tutte le funzionalità che abbiamo scoperto solo parzialmente. Ad esempio i livelli dell’assistenza elettrica ne includono uno denominato “walk” per portare la bici a mano nei passaggi più estremi, senza dover spingere oltre 20 kg di bici. 

VENT, ENDURO E MOTARD, MA ANCHE UN FUTURO ELETTRIZZANTE

Tornati alla base possiamo dismettere i panni del ciclista “con la bici da urlo” e scoprire la gamma 2021 Vent, che inizia a puntare anche sulle e-bike, ma che resta solida ed anzi si allarga, in campo motociclistico.

Di fatto la gamma delle biciclette è ancora neonata, ma a fianco della LDV500 prodotta in serie limitata, stanno arrivando una variante più votata al down hill ed all'uso estremo, con telaio in alluminio, ma anche una Gravel con assistenza elettrica, la bella Frontier, sempre full-suspended.

Per i più piccini troviamo invece la Mini Baja, bici senza pedali fondamentale per capire i primi concetti legati all’equilibrio e debuttare nelle due ruote (preziosa anche per arrivare a quelle a motore).

Passando alle moto le famiglie sono due, quella Baja per la parte enduro, le Derapage per il motard. Si parte con le mini cross, Baja 50 Kids e per i più grandicelli la 85 2T competition, mente le “targate” (che possono anche circolare su strada) vanno dalla 50 alla 125, sia per Baja che per la Derapage. Quest’ultima in versione 50 viene preparata passando a 100 cc per il trofeo Motard al quale abbiamo partecipato qualche settimana fa.  L’azienda lecchese lavora in partership  con Minarelli, che attualmente è il fornitore dei motori dell’intera gamma, ma per il 2021 conferma la gamma consolidando quanto visto negli anni scorsi, regalando a tutti i modelli una veste grafica nuova, che va ad affermare una identità precisa del marchio, uscendo da concetto di replica che si era visto agli esordi. In attesa di scoprire presto altre novità, qualche indizio ci porta a pronosticare anche un qualcosa di elettrico nel futuro di Vent, non solo per via dell’esperienza che sta maturando con le e-bike. Lato moto va infatti ricordato che l’azienda è anche distributore esclusivo per l’Italia del marchio Horwin e delle sue interessanti proposte elettriche, come lo scooter EK3 e la moto CR6.  

 

 

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