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MotoGP, Vinales: si raffredda la pista Ducati, per Aprilia un'occasione d'oro

A Noale stavano cercando un top rider, ma per il 2023. Maverick ha sconvolto i piani e il suo arrivo avrebbe più pro che contro

MotoGP: Vinales: si raffredda la pista Ducati, per Aprilia un'occasione d'oro

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Dove correrà Maverick Vinales? È la domanda che si fanno tutti. Naturalmente, almeno di altri sconvolgimenti, lo spagnolo non ha grandi alternative se vuole essere in pista per il 2022. Ieri avevamo scritto che gli indizi portavano verso l’Italia, con Aprilia come possibilità più grande, ma anche un’affascinante ipotesi di un approdo in Ducati, attraverso il team dell’ex compagno di squadra Valentino.

Con il passare delle ore, però, questa strada sembra difficilmente percorribile. Innanzitutto perché, come dichiarato dallo stesso Rossi, la scelta dei piloti spetta alla VR46, diversamente da quanto avviene, per esempio, in Pramac, dove le decisioni sono prese di comune accordo con la casa madre, che anzi ha una posizione preponderante in questo. In cambio, naturalmente, è lei ad occuparsi del contratto (e quindi dello stipendio) dei piloti.

La squadra del Dottore, invece, come era già successo per quelle in Moto3 e Moto2, è nata a servizio dei piloti della Riders Academy e, in questo senso, significa completare il percorso che li porta dai campionati promozionali (come il CEV prima e il CIV ora) alla MotoGP. Pensare di ingaggiare un pilota esperto e formato come Maverick significherebbe cambiare i piani, senza contare che bisognerebbe anche trovare i soldi per pagarlo.

Inoltre c’è il problema moto. Perché Vinales forse accetterebbe anche di andare in un team satellite (ma di spicco dato il patrocinio di Valentino) ma logicamente vorrebbe una moto ufficiale e aggiornata. La VR46 una ne avrà, ma è destinata a Luca Marini e viene difficile pensare che gli verrà tolta. Sembrerebbe facile, per risolvere il problema, chiederne un’altra a Ducati, ma il prossimo anno a Borgo Panigale avranno il loro bel da fare per fornire e seguire 8 moto e produrre un’altra GP22, in termini di risorse umane ed economiche, oltre che di programmazione, in questo momento sarebbe un’impresa.

Quindi Aprilia sale di diritto alle luci della ribalta, avendo un’occasione che non si aspettava. Massimo Rivola, in un certo senso, si era messo l’anima in pace per il 2022, consapevole che di cosiddetti top rider sulla piazza non ce n’erano. Così, da buon manager di larghe vedute, si era messo già al lavoro per l’anno successivo, il 2023. Sul suo taccuino si era segnato due nomi: quello di Alex Rins e quello di Franco Morbidelli. Entrambe scelte intelligenti, perché si tratta di due piloti giovani, ma con già un’esperienza importante in MotoGP e che hanno già dimostrato di essere vincenti nella classe regina. Inoltre arrivano delle moto più equilibrate del lotto e potrebbero dare informazioni importanti per lo sviluppo della RS-GP.

Ora però c’è Maverick libero e questo cambia tutto. Significa potere avere uno di quei top rider che a Noale cercano e averlo subito. Aleix Espargarò sta facendo un’ottimo lavoro in questa stagione, ma il suo curriculum non lo mette fra i migliori del motomondiale, a differenza di Vinales. Con la moto veneta in crescita, avere la controprova di un pilota come Maverick in gara sarebbe perfetto.

Contro, per Aprilia, è difficile trovarne. L’ingaggio sicuramente dovrà essere adeguato, ma dopo le ultime vicissitudini probabilmente più basso che in passato. Il carattere del Top Gun potrebbe spaventare, ma se trovasse l’ambiente giusto gli spigoli potrebbero smussarsi.

Per Noale, Vinales sarebbe, più che una scommessa, una vera occasione. Come quel vestito che non credevi di poterti permettere prima di trovarlo nel saldi e della tua misura. Con l’unica differenza che, in questo caso, è il vestito, pardon il pilota, a decidere se potrà essere comprato.

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