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MotoGP, Gran Premo di Assen: il Bello, il Brutto e il Cattivo

La festa Yamaha rovinata dalla caduta di Rossi e dall'addio di Vinales. Bagnaia ci prova, ma non ci riesce. Marquez salva ancora la Honda

MotoGP: Gran Premo di Assen: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Una bella giornata di sole fra i prati di Assen, il luogo ideale per un picnic domenicale. A portare le vettovaglie ci pensa alla massima velocità Quartararo, così alla Yamaha non rimarrebbe che stappare il prosecco. Però in ogni gita, ci sono degli imprevisti. Ha iniziato Valentino decidendo di non partecipare, ha finito Vinales che, una volta arrivato, ha detto che se ne sarebbe andato via.

Nessuna nuvola per Dennis Foggia e Romano Fenati, accoppiata azzurra con tanto di bandierone. Loro sì che andranno in vacanza senza pensieri.

IL BELLO – Non sarà più la cattedrale dei bei tempi andati, ma non si è trasformata nemmeno in una parrocchia di campagna. Anche dopo i tagli, Assen è rimasto un gran bel tempio dedicato al culto pagano della velocità. Non è un caso che lì ci siano sempre belle gare ed è riuscita addirittura nel miracolo di fare mettere la testa a posto agli scalmanati della Moto3 (anche se solo la domenica). Chi vince in Olanda non sarà più laureto, ma un diploma lo può attaccare alla parete.

IL BRUTTO – Un pilota in cerca di autore, o di una moto, o di un po’ di tranquillità. Neanche una pole e un 2° posto sono serviti a calmare Maverick Vinales, ora in cerca di nuove fortune lontano da Yamaha. Speriamo che alla fine del suo viaggio trovi, se non la felicità, almeno il successo. Il suo potenziale è enorme, ma ancora inespresso.

IL CATTIVO – Steward e Direzione Gara erano stati lodati al Sachsenring per avere fatto semplicemente il loro lavoro, ma considerato il recente passato era già una notizia. Ad Assen hanno distribuito un po’ di penalizzazioni assortite, ma hanno mancato l’unica importante. Oppure non abbiamo letto bene il regolamento e non sappiamo di quella postilla che invita i piloti di infischiarsene della bandiera a scacchi a fine turno, a continuare a tirare come fosse l’ultimo giro di una gara che esiste solo nel loro cervello e infine di provocare un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime. Avremo tutta l’estate per trovarla.

LA DELUSIONE – Una fiammella di speranza c’era, ma si è spenta nella ghiaia di Assen. Valentino Rossi ha collezionato un’altra caduta, che nessun pilota vuole mai esibire. La pista olandese a lungo amica si è rivelata traditrice e lo ha fatto nel peggiore momento possibile, l’inizio dei pensieri sul futuro. La passione c’è ma i risultati mancano, sarò il Dottore a decidere quale piatto della bilancia sia più pesante.

LA CONFERMA – Fabio Quartararo ha fatto bene i compiti a casa nell’inverno, recuperando in tutte le materie in cui era stato debole lo scorso anno. Manca solo migliorare lo swing, nel senso del colpo del golf, sul ballo non ci esprimiamo. Poco male, la palla in buca l’aveva già messa, ed è stata la quarta della stagione.

L’ERRORE – Alla fine dei conti, la strenua resistenza nei confronti di Quartararo è servita a poco e senza quei tanti piccoli errori che hanno portato alla penalità la posizione finale di Bagnaia avrebbe potuto essere diversa. Però ha avuto il merito di averci provato, che non vuole dire riuscirci ma mettersi a posto con la coscienza. Quella di Pecco è immacolata.

LA SORPRESA – Non è sempre il Sachsenring, ma un Marc Marquez acciaccato vale comunque più di tutti gli altri piloti Honda, anche ad Assen. Non è bastata una botta in prova da togliere il fiato, e neanche un circuito che è una tortura per la sua spalla. Marquez ha stretto di denti, lottato e superato. E tutto con (quasi) un braccio solo.

IL SORPASSO – Due quelli discussi: Zarco su Rins e Mir su Nakagami. Non esattamente un esempio di pulizia, come se ne è accorto chi li ha subiti.

LA CURIOSITA’ – Circuito vecchia scuola e livrea vecchia scuola. Sulla passerella della sfilata olandese, la reginetta è stata la MV Agusta. Peccato non si prendano punti per l’estetica.

IO L’AVEVO DETTO – Abbiamo avuto la tentazione di spulciare fra le dichiarazioni di Vinales, ma prima delle vacanze siamo tutti più buoni. In compenso chi scrive aveva storto il naso (e non solo) per quella gomma morbida all’anteriore scelta da Maverick. Ha avuto ragione lui, con l’augurio che faccia lo stesso anche per il suo futuro.

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