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Marquez insegna: come funziona e quando serve il controllo di trazione

Dall'highside di Marc ad Assen alla vita di tutti i giorni: il traction control è uno dei più utili e complessi sistemi di ausilio al motociclista. Ecco perché

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Nonostante il pensiero integralista di alcuni motociclisti, che bollano come inutile qualsiasi ausilio tecnologico su una moto, l'elettronica oggi è fondamentale sia sul lato delle performance che su quello ben più importante della sicurezza.
E se a dirlo c'è un 8 volte campione del mondo come Marc Marquez c'è da crederci: il Cabroncito infatti, spiegando la sua caduta nel venerdì di Assen ha puntato subito il dito contro il funzionamento dell'elettronica sulla sua RC213V, e più nello specifico, contro il mancato intervento del controllo di trazione, che ha portato al violento highside da cui fortunatamente il pilota spagnolo è uscito illeso. "In quelle curve non dobbiamo cadere, l'elettronica dovrebbe evitarlo" ha sentenziato Marquez. Il controllo di trazione non serve solo a chi cerca il podio della MotoGP, ma anche ai motociclisti di tutti i giorni. Per sfruttarlo al meglio e soprattutto per non bollarlo come inutile orpello da disattivare (e non tutte le moto lo consentono) ecco cosa c'è da sapere.

Come è nato

Il controllo della trazione nasce a metà degli anni '80 in ambito automobilistico per evitare il pattinamento delle ruote motrici in accelerazione attraverso dei sensori. Divenne particolarmente popolare nel decennio successivo fino a diventare obbligatorio nella dotazione delle auto. Sempre negli anni '90, e più esattamente nel 1991 il controllo di trazione fece il suo debutto nel panorama motociclistico mondiale con la Honda ST1100 Pan European. Una moto sicuramente troppo avanti per i suoi tempi e che nella sua versione con TCS non venne capita probabilmente. Dopo il passo di Honda per molto tempo del controllo di trazione sulle moto non se ne parlò più fino ai primi anni del nuovo millennio.

Cos'è e come funziona

Sulle moto il controllo di trazione, o per dirla all'inglese il traction control, è il sistema che previene lo slittamento della ruota posteriore ma con una differenza sostanziale rispetto alle auto. Qui infatti il TC deve calcolare il cambiamento del diametro di rotolamento degli pneumatici in curva. Oggi i sistemi in dotazione a molte moto lo rendono più semplice, ma in passato il funzionamento del controllo di trazione veniva gestito dalle ruote foniche dell'ABS che potevano avvertire un'eccessiva differenza di velocità tra le due ruote andando a tagliare l'accensione semplicemente interrompendo l'accensione della candela. Sistema sicuramente efficace ma alquanto brusco.

L'arrivo dell'acceleratore elettronico e in seguito delle piattaforme IMU ha reso l'operazione progressivamente più raffinata. Il Ride By Wire permette infatti alla centralina di parzializzare la farfalla quando c'è una perdita d'aderenza, restituendo un effetto molto più morbido e meno spaventoso all'intervento del traction control. Oggi il processo è ancora più hi-tech grazie alle piattaforme inerziali che, grazie ai sensori capaci di leggere l'inclinazione e l'accelerazione della moto e di comunicare con le ruote foniche riescono anche a prevedere la perdita d'aderenza, funzionando perfettamente anche in curva.

A cosa serve

Il controllo di trazione è uno di quegli amici silenziosi che si fa sentire solo quando ce n'è veramente bisogno. Un corretto funzionamento del traction control, abbinato sempre a prudenza e conoscenza dei propri limiti, ci permette di essere più sicuri e veloci su strada, soprattutto nelle fasi di accelerazione in curva o in presenza di fondali sporchi o bagnati. Evita accelerazioni angolari inaspettate del posteriore, ovvero la gomma in "spinning", e anche il sollevamento della ruota anteriore (eh sì, con il traction control attivo diventa molto difficile impennare). In pista invece permette di migliorare il tempo sul giro proprio grazie alla parzializzazione del gas e lo scivolamento del posteriore che causerebbe un highside. Ecco, Marc Marquez venerdì non è stato così fortunato, ma almeno ci ha dato l'occasione di capire perché il controllo di trazione non è l'ennesima diavoleria inutile che le nostre moto portano in dote.

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