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MotoGP, Rossi: "Nessun sa come funzionano le gomme, nemmeno Michelin"

"Sembrava che nessuno usasse la dure, in FP4 ero 6 decimi più veloci che con la media. In gara spero di stare nel grupppo di quelli buoni, dal 3° in poi siamo tutti vicini"

MotoGP: Rossi: "Nessun sa come funzionano le gomme, nemmeno Michelin"

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Assen è il paradiso per ogni pilota di MotoGP”, la definizione di Valentino, ma può rivelarsi anche un inferno considerata l’incertezza che domina nella classe regina. Se si aggiungono le bizze del meteo e la scelta delle gomme, il risultato della gara di domani potrebbe essere tutt’altro che scontato. È quello che spera in cuor suo Rossi, che ha fatto fin qui un buon fine settimana, guadagnandosi l’ingresso diretto in Q2 anche se partirà 12°.

Oggi è stata una giornata abbastanza positiva per me, mi sono trovato bene sulla moto fin dal mattino e, al pomeriggio, con più caldo avevo un buon passo. Speravo di migliorare di 2 o 3 decimi il mio tempo in qualifica, ma mi sono trovato da solo e non ce l’ho fatta - il rammarico - Ora bisogna aspettare, perché siamo stati fortunati a trovare asciutto tutto il giorno, speriamo lo sia anche domani”.

Ti sei fatto un’idea dei livelli in campo?
A occhio Quartaro e Vinales sono i più forte, ma dal 3° fino a me abbiamo un passo simile, siamo tutti in 3 decimi. Io sarei contento di avere le stesse sensazioni in sella di oggi e di stare con il gruppo di quelli buoni”.

Hai citato Vinales, come ti spieghi la sua trasformazione dall’ultimo posto al Sachsenring alla pole di oggi?
Ora è molto, molto difficile per tutti. Ogni moto e ogni pilota è competitivo e la pista fa molta differenza, ma conta anche come va il fine settimana. Fra essere un po’ sfortunato o commettere un errore e riuscire a mettere la gomma giusta al momento giusto possono ballare anche 12 posizioni, questo rende tutto molto complicato anche psicologicamente. Ad Assen Maverick ha sempre avuto qualcosa in più, credo che questa pista lo abbia aiutato a dare il massimo.

Parlavi di gomme, la scelta è aperta?
Qui l’asfalto è molto buono e questo rende le differenze tra le tre opzioni meno marcate del solito. Domani vedremo differenti scelte al posteriore a seconda dei vari stili di guida e moto. Faccio fatica a dire che tipo di gara sarà, in MotoGP può cambiare tanto anche da un giorno all’altro e dipenderà molto anche dal meteo”.

Michelin si aspettava che nessuno usasse la dura al posteriore, invece in molti l’hanno usata in FP4.
Neanche loro sanno quale pneumatico funzionerà. Ci fate sempre molte domande sulle gomme e sembra che non vogliamo rispondervi o che siamo stupidi, ma la verità è che anche per noi è sempre una sorpresa totale. Taramasso si aspettava che nessuno usasse la dura al posteriore, invece nelle FP4 con quella avevo un passo migliore di 6 decimi rispetto alla media, significano 20 secondi in gara: una vita! Questo però valle per oggi, non so cosa accadrà domani in gara. A Barcellona il sabato con la dura ero stato 7° in FP4 e giravo in 1’40”3, il giorno dopo, con le stesse condizioni, il mio passo era di 1’41”2 e sono anche caduto. Le cose stanno così, le carte si rimescolano sempre”.

Prima dicevi di avere girato in qualifica senza nessuno davanti, hai visto quello che è successo in Q1 con tanti piloti che aspettavano la scia buona?
Tutti sperano di avere qualcuno davanti, ma poi ognuno sceglie quanto aspettare, ha il proprio modo di pensare. Per me va bene se trovo un riferimento, altrimenti faccio da solo, non sto li ad aspettare. In Q1 mi sembra che qualcuno lo abbia fatto per molto tempo”.

E in Moto3 è successo un altro brutto incidente…
I rischi sono altissimi e non solo in gara, perché sono sempre tutti attaccati fin dal primo turno e se uno scivola c’è sempre qualcuno subito dietro. La gara sono 20 giri al cardiopalma, ma ormai anche le prove sono così ed è un bel rischio”.

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