Tu sei qui

La Superbike del passato: ecco 5 modelli che non tutti ricordano

Il mondiale SBK non è sempre stato in mano alle Kawasaki ZX-10RR, né c'è solo stato il ventennio Ducati a cavallo dei due secoli. Quanti di voi ricordano questi modelli passati in griglia di patenza del mondiale delle derivate di serie?

Moto - News: La Superbike del passato: ecco 5 modelli che non tutti ricordano

Share


Negli ultimi anni, solo tre case si sono alternate sul gradino più alto del podio del mondiale Superbike: Ducati, Aprilia e Kawasaki, con quest'ultima a dominare incontrastata con Jonathan Rea in sella alla ZX-10R. Ma oltre ai soliti nomi noti, quali sono stati gli altri marchi in griglia di partenza?

NON SOLO LE SOLITE NOTE

Il mondiale delle derivate di serie, chiamato Superbike, è stato istituito nel 1988 e le prime due edizioni sono state vinte dal pilota americano Fred Merkel, in sella alla giapponese Honda RC30 del team italiano Rumi RCM. Dopo le prime due edizioni, Ducati è stata la protagonista non solo degli anni '90 ma addirittura del ventennio successivo, con qualche incursione delle giapponesi Honda, Yamaha, Suzuki, mentre l'eterna incompiuta BMW, nonostante gli investimenti, ha solo sfiorato la vittoria. Successivamente, la moto da battere è stata la Aprilia RSV4. La casa di Noale ha lasciato lo scettro a Kawasaki, che ora sta dominando incontrastata il WorldSBK con 6 vittorie consecutive.

Ma la griglia di partenza non è composta solo dalle solite case: negli anni infatti abbiamo trovato altri nomi che a rileggerli ora, a distanza di un po' di tempo, vi faranno spalancare gli occhi dicendo “Ah già, c'è stata anche lei!”. O forse, nemmeno ve ne ricorderete. Ecco una lista di cinque nomi che hanno fatto la loro passerella nel mondiale Superbike. Meno una.

BENELLI TORNADO TRE 900

La fama della casa di Pesaro travalicava i confini nazionali, grazie anche ai suoi successi sportivi. Tonino Benelli, uno dei figli della fondatrice Teresa Boni Benelli, era noto con due soprannomi: "Girardengo della motocicletta" con riferimento al grande ciclista dell'epoca e "Cigno del motore", accostato al suo concittadino Gioachino Rossini, definito il "Cigno della musica". Sono ancora molti quelli che sognano un ritorno alle corse di Benelli, ma nel 2001 e nel 2002 la casa marchigiana ha portato in pista la tricilindrica Tornado Tre 900, curiosamente prima ancora di entrare in produzione, con la speranza di accelerare il processo di sviluppo e testando alcuni soluzioni.

La superbike pesarese scese in pista nelle mani dell'esperto pilota australiano Peter Goddard: nel 2001 solo dalla seconda metà della stagione ma capace di conquistare qualche manciata di punti, mentre la partecipazione alla stagione successiva fu più piena pur saltando i round iniziali, ma Goddard e la moto si dimostrarono un binomio affidabile. Tuttavia Benelli non proseguì con gli investimenti in SBK, mentre la Tornado è rimasta in vendita fino al 2010.

BIMOTA BB3

Uno degli episodi più strani degli ultimi anni è stato il breve ritorno nel WorldSBK di Bimota. Una delle tante aziende motociclistiche italiane ad aver preso la strada della distruzione e il viale del dimenticatoio, riemergendo con nuovi investitori e promesse di un ritorno ai vecchi fasti. La proprietà del 2014 ha voluto utilizzare il mondiale delle derivate di serie come strumento di comunicazione e di promozione del brand, senza ottenere i risultati sperati. In breve, Bimota aveva pianificato di inserire una coppia di BB3 motorizzate BMW nella nuova (e di breve durata) classe EVO del WorldSBK, ma per farlo avrebbe dovuto soddisfare la richiesta di omologazione di 1.000 modelli stradali.

Essendo un'azienda con capacità produttive tradizionalmente basse, ciò non era affatto possibile fin dall'inizio, ma il WorldSBK modificò il regolamento per consentire al team di partecipare. Le due BB3 pilotate da Ayrton Badovini e Christian Iddon erano anche competitive, collezionando diverse vittorie nella classe EVO e alcuni piazzamenti tra i primi dieci. Tuttavia, Bimota non era lontanamente vicino a quel totale di 1.000 moto, ma nemmeno alla quota ridotta di 125 esemplari che le era stato proposto in seguito: in effetti, uscirono dalla linea di produzione solo 30 Bimota BB3 e così il team venne cacciato dal mondiale SBK durante la pausa di metà estate.

ERIK BUELL RACING 1098RX

Per un campionato che a volte ha faticato a raccogliere troppo interesse da parte dei costruttori nel corso degli anni, la stagione 2014 del mondiale SBK si è rivelata ricca di iscrizioni con un numero record di nove diversi costruttori iscritti. Tra questi, oltre a nomi storici come MV Agusta e alla sopra citata Bimota, si aggiunse l'americana Erik Buell Racing. Simile nella mentalità a Bimota - sebbene con i mezzi effettivi per produrre motociclette - EBR ha portato in pista la sua nuova 1190RX grazie ai finanziamenti dei nuovi proprietari indiani di Hero Corp.

Ma sia la moto che i piloti, Geoff May e Aaron Yates, non si sono dimostrati abbastanza competitivi per disturbare i loro rivali più esperti: basti pensare che gli unici punti ottenuti sono arrivati grazie alla wild card privata Larry Pegram, finito 14° nel GP di casa a Laguna Seca. La EBR ha resistito per un secondo tentativo nel 2015 e ha persino ingaggiato il talentuoso Niccolo Canepa, ma il ritiro degli investimenti da parte di Hero Corp ha spento i sogni di Erik Buell, costringendolo a ritirarsi dal mondiale dopo solo quattro round.

MV AGUSTA F4 312 R

Altro nome che ha fatto la storia delle competizioni motociclistiche. L'eredità delle corse di MV Agusta non ha bisogno di presentazioni, anche se questo è più dovuto al suo successo sul palcoscenico del motomondiale che nelle derivate di serie. Nel 2017 ha cercato di impegnarsi proprio nella WorldSBK, purtroppo con risultati poco soddisfacenti e problemi di affidabilità. In precedenza la casa di Schiranna ha partecipato al mondiale Superbike del 2007 con la F4 312 R, completando una parte della stagione con il pilota austriaco Christian Zaiser. L'affidabilità non era un punto forte nemmeno allora: Zaiser terminò 4 gare su 14, prima di arrendersi. È interessante notare che la MV Agusta F4 321 R ha continuato a figurare nei ranghi della Superstock 1000 nel 2009, pilotata da un certo Alex Lowes, ma la squadra è stata costretta a ripiegare, prima di poter sfruttare il suo giovane talento.

KTM RC8 IDM

OK, stiamo imbrogliando un po' includendo questo modello perché, come saprete, la KTM RC8 non ha mai iniziato una gara del WorldSBK. Tuttavia, vale la pena sottolineare che l'azienda austriaca aveva tutte le intenzioni di portare la sua sportiva da 1.195 cc nella Superbike. Purtroppo, si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato: nel corso della gestazione per portare la RC8 dal concept alla modello definitivo - mostrata per la prima volta nel 2005 e scesa in strada nel 2010 - la SBK aveva fatto in tempo a cambiare il regolmamento, rendendo la RC8 inadatta alle competizioni delle derivate di serie.

Alla fine, il progetto non è proseguito, portando così KTM a spostare il suo obiettivo dalla SBK alla MotoGP. Nonostante questo, la RC8 ha trovato un certo successo nel campionato tedesco IDM Superbike, mentre ha anche iniziato alcune gare nella serie Superstock 1000, quello che nei piani iniziali doveva fungere da precursore per il passaggio al WorldSBK.

Articoli che potrebbero interessarti