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MotoGP, Morbidelli deluso: "le possibilità di fare una buona gara sono pari a zero"

"Questa è la MotoGP più difficile di sempre, livello altissimo. Se non sei perfetto non sei al top. Tanti piloti giovani vanno forte e il regolamento ha permesso a tanti Costruttori di sviluppare moto veloci"

MotoGP: Morbidelli deluso: "le possibilità di fare una buona gara sono pari a zero"

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Non è stato di certo il sabato che sognava Franco Morbidelli. Il pilota della Yamaha non è infatti riuscito ad agguantare l’accesso dalla Q2 nelle libere. Negli ultimi istanti della Q1 è poi scivolato mortificando quello che sembrava essere il giro buono per andare in Q2 a giocarsi la pole. Purtroppo domani Franco scatterà in 18a posizione e di certo il tracciato del Sachsenring non è il migliore per tentare di mettere in piedi una rimonta. 

C’è almeno la consolazione di sapere di avere un ottimo passo e dunque il potenziale per cercare almeno di fare una gara d’attacco, nella speranza che le gomme riescano a resistere visto il problema di consumo eccessivo che sembra potersi manifestare sulla distanza di gara. Lo scenario diventa anche peggiore se si considera che proprio il Sachsenring sarebbe potuto essere il tracciato perfetto per offrire una onesta chance a Morbidelli, vista la mancanza di lunghi rettilinei che di solito mortificano la sua M1 troppo spesso a corto di cavalleria nei confronti con la concorrenza. Il problema è sempre lo stesso, i rivali sono andati avanti con lo sviluppo, Morbidelli ha una moto del 2019.

"Questa secondo me è la MotoGP con il livello più alto di sempre - ha affermato Morbidelli - ci sono tanti piloti giovani che vanno forte, i più esperti sanno come sistemare la moto e sanno anche andare fortissimo. Ci sono molte case che lavorano bene e sono in grado di essere al top dando degli ottimi pacchetti ai propri piloti. Anche il regolamento fa si che il livello sia altissimo e che gli equilibri siano davvero precari". 

Ma qualcosa di buono te lo ha regalato questo sabato?
"Sono felice delle sensazioni che ho sulla moto, nella FP4 sono stato anche veloce e costante. I dati che abbiamo raccolto sono interessanti secondo me. Domani parto molto lontano e penso che le possibilità di fare una buona gara siano praticamente pari a zero. Ma ci proverò, magari con una buona partenza e cercando di esprimere il mio passo meglio che posso per poi vedere dove questo mi porta. Almeno non mi sono fatto male nella caduta, ho solo preso un brutto colpo".

Cosa non funziona?
"Mi sento bene con la moto, ma sono al limite sempre perché perdo troppo in rettilineo, sulla discesa ed anche sul rettilineo principale. Perdo in quasi tutti i punti della pista rispetto a Quartararo, che è il miglior pilota Yamaha. Praticamente metà del mio gap si accumula nei rettilinei ed è difficile recuperare per me, anzi è impossibile. Difficile cercare di essere più veloce dei migliori qui, era un impegno davvero difficile su questa pista". 

Superare qui per è difficile più che altrove?
"Non ho la moto per superare nessuno secondo me". 

Anche gli altri piloti Yamaha sono sono messi meglio, tranne Quartararo. Hai paragonato i tuoi dati con i suoi?
"Quasi impossibile paragonare le mie prestazioni a quelle degli atri piloti Yamaha, il pacchetto è molto diverso. Io posso guardare qualche dato, capire dove perdo di più e magari tentare di correggere le traiettorie per recuperare. Ma non sai mai quanto margine hai per migliorare, non sai se sei già al limite delle tue possibilità. Io mi fido delle mie sensazioni e queste mi dicono che sto guidando benissimo e che mi sento molto bene sulla moto. Posso farle fare più o meno quello che voglio, ma non è abbastanza per stare in posizioni interessanti davvero". 

Come ti spieghi questo vantaggio di Fabio?
"Conosco Fabio molto bene e conosco il suo stile di guida che è abbastanza strano. Fa cose spesso diverse rispetto a tutti gli altri, che conosco anche bene. Ma non posso commentare diversamente, se non dicendo che è particolare".

Per le gomme come sei messo, potrebbe essere una gara di resistenza.
"La gara sarà dura per le gomme. Se sarò solo, potrò tenere un buon ritmo e magari fare una bella gara. Se però sarò con gli altri, sarà un problema. Il fatto è che perdo sempre in rettilineo e non recupero in curva quando sono in gruppo perché gli altri di fatto mi bloccano. Posso tentare di recuperare quanto voglio, ma è sempre così. Sono spesso costretto a rallentare in curva e poi quando si apre il gas perdo sempre terreno. Non ho molte opzioni, va sempre così". 

Senza la caduta in Q1 e magari entrando in Q2, come pensi che ti saresti qualificato?
"Ero al limite, non so quanto avrei potuto spingere di più in Q1. Magari montando la dura, che era la scelta giusta, forse avrei recuperato qualcosa, ma non ne sono sicuro. Poche volte nella mia carriera in MotoGP ho guidato così al limite". 

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