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MotoGP, Marquez: "non penso alla vittoria, nei primi 5 è un obiettivo realista"

"Con la Honda guidiamo in un’area di rischio. Bisogna essere intelligenti per gestire la situazione e non esagerare troppo. Zarco, Quartararo e Oliveira hanno un bel passo e forse non siamo abbastanza vicini per lottare con loro”

MotoGP: Marquez: "non penso alla vittoria, nei primi 5 è un obiettivo realista"

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Puntava alla prima fila, Marc Marquez, si è dovuto accontentare della seconda, con il quinto tempo, a soli tre decimi dal poleman Johann Zarco. Un passo avanti rispetto ai precedenti Gran Premi, ma nonostante abbia un buon ritmo l’otto volte iridato non sembra avere ancora il colpo in canna.

“Durante l’FP3 abbiamo provato la morbida al posteriore per vedere se era possibile usarla in gara. Nel primo run non si è comportata male, ma poi nel secondo è calata molto, cosa che ci ha tolto ogni dubbio: useremo la media. In qualifica ho fatto un bel giro, ma vediamo cosa ci aspetta domani. Zarco, Quartararo e Oliveira hanno un bel passo e forse non siamo abbastanza vicini per lottare con loro”.

E’ normale chiedere a Marc se fisicamente è provato, o ha una qualche strategia per la gara.
“Fisicamente non mi sento male, ho meno limitazione qui che in altri circuiti. Al Sachsenring si spinge molto con il braccio sinistro, quindi va bene, ma quando la moto scivola e bisogna giocare con il corpo non mi muovo come vorrei”.

Ciononostante la qualifica è stata decisamente positiva.
"Sì, è stata la migliore qualifica ma per me non significa molto. Siamo più vicini, ma tutti siamo più vicini ed è più dovuto al disegno del circuito che ad altro. La situazione generale è la stessa. Con la Honda guidiamo in un’area di rischio per fare il tempo. Bisogna essere intelligenti per gestire la situazione, i punti di frenata e non esagerare troppo”.

C’era chi si aspettava un passo avanti più netto dopo il test di Barcellona.
“Praticamente in quei test abbiamo provato molte cose, ma la moto era la stessa della gara. Abbiamo cambiato dei dettagli, e siamo tornati un po’ al passato per avere una base conosciuta, altrimenti è impossibile evolvere la moto. Nel nostro lato del box le cose vanno meglio, e anche quando gli altri provano ciò che ho scelto, lo adottano, ma al momento non è sufficiente anche se in questo circuito dobbiamo dare il meglio di noi”.

A proposito del meglio: durante la qualifica si sono viste scene da Moto3…
“È vero: in queste Q2 molti piloti stavano aspettando un traino ed io ero uno di quelli, ma hanno contribuito diversi fattori. C’era stata la bandiera gialla, il circuito corto, erano caduta Zarco e Nakagami negli ultimi minuti e nessuno voleva sprecare il giro”.

Venerdì c’era chi scommetteva su una tua pole.
“In nessun momento posso pretendere di lottare per la pole. Sono entrato in Q2 per miracolo: non si cambia da un giorno all’altro. Non stiamo a posto per lottare per la vittoria, ma speriamo qui di essere più vicini. Ci sono tre piloti con buon ritmo, tre piloti che in corsa solitamente fanno un passo in avanti…io sono ottimista ma anche realista. Sono 30 giri, una gara lunga”.

Un Gran Premio con quale obiettivo?
“Alla vittoria non si può pensare, fra i primi cinque è un obiettivo realista. Il podio, invece, non è completamente fuori dall’orizzonte ma dovrebbe funzionare tutto perfettamente”.

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