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MotoGP, TECNICA - Brembo spiega come eseguire uno ‘stoppie alla Miller’

Fino a 14 bar di pressione e 7,2 kg di carico sulla leva del freno sono necessari per uno stoppie da manuale. Toprak Razgatlioglu e Jack Miller si sfidano nella Stoppie Challenge

MotoGP: TECNICA - Brembo spiega come eseguire uno ‘stoppie alla Miller’

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Esibirsi in manovre di ‘equilibrismo’ in sella alla proprio moto rilascia una scarica di endorfine e soddisfazione, se l’azione è andata a buon fine. Per arrivare al risultato cercato occorre fare molta pratica e di conseguenza molti sbagli. Con le due ruote gli errori si pagano spesso a caro prezzo. Lasciarsi ispirare dai campioni, con il giusto approccio, può rappresentare uno stimolo ma anche un ausilio per raggiungere il risultato. Brembo, azienda leader nella fornitura di impianti frenanti in ambito stradale e pistaiolo, svela i dati tecnici che si celano dietro il gesto tecnico di procedere per alcuni metri sulla sola ruota anteriore mentre la posteriore è sollevata da terra.

Gli pneumatici moderni sono in grado di offrire un elevato grip. Tra le due condizioni limite che si possono presentare durante una frenata decisa, il bloccaggio della ruota anteriore o il ribaltamento in avanti, prevale la seconda. Questo lo si può notare facilmente osservando i piloti girare in pista: non è raro osservare la ruota posteriore sollevata da terra durante una frenata al limite. Lo scopo in questo caso non è ovviamente il divertimento o la spettacolarità del gesto bensì la ricerca del limite per ottenere la miglior prestazione.

Oltre all’interasse della moto e alla posizione del baricentro, un fattore ovviamente influente è il peso. Il minimo per la moto in MotoGP è 157 kg, in Superbike 168 kg e 217 kg con pilota incluso in Moto2. Limitare il peso è importante per migliorare il comportamento dinamico. Riuscire a concentrare il ‘dimagrimento’ nelle masse non sospese ancor di più. Per questo Brembo e Marchesini investono molto per ridurre il peso dei componenti. Una coppia di ruote Marchesini in magnesio forgiato pesa circa 6 kg. La coppia di pinze Brembo a 4 pistoni utilizzate in MotoGP non supera gli 1,5 kg. Per rimanere entro questo limite la lavorazione parte da un blocco unico di allumino-litio.

Per eseguire uno stoppie non è necessaria una velocità elevata che anzi può risultare controproducente. Secondo quanto dichiara Brembo, la velocità a cui gli stuntman eseguono l’acrobazia è di circa 40-60 km/h. Negli ultimi anni il pilota turco Toprak Razgatlioglu ha mostrato spesso il suo eccezionale controllo del mezzo con interminabili stoppie che si concludono a volte con una rotazione a 90° della moto. Un modo alternativo e divertente per eseguire la manovra di parcheggio nel proprio box. Solitamente il turco percorre la corsia box a 80 km/h in seconda marcia, poi esercita una pressione di 12-14 bar sul freno anteriore. Quando la ruota posteriore si solleva, Razgatlioglu riduce la pressione a 2-3 bar, conservando l’equilibrio sulla sola ruota anteriore. Successivamente scala in prima marcia e infine usa il freno posteriore per ritrovare il contatto con il suolo.    

Al campionato Superbike risponde, per la Stoppie Challange, Jack Miller. L’australiano, attualmente in forza al team factory Ducati MotoGP, è tra i piloti che maggiormente si lascia andare a slanci di euforia che si concretizzano in spettacolari stoppie. Non è il solo in MotoGP, lo scorso gennaio duranti i test invernali sul circuito Jerez anche Stefan Bradl in sella alla Honda R213V si è esibito in uno stoppie da pole position.
Per realizzare uno stoppie bisogna agire sul freno anteriore con decisione, ignorando invece quello posteriore. Molto importante è anche la posizione del corpo, a partire dai gomiti che non vanno tenuti rigidi, mentre le ginocchia devono stingere saldamente il serbatoio.

Con il passare dei decimi di secondo la pressione sul freno anteriore va progressivamente ridotta per evitare il ribaltamento in avanti: in queste fasi la ruota posteriore è staccata da terra e solo quando avrà intrapreso la sua ridiscesa conviene servirsi del freno posteriore. Agendo sul freno posteriore nelle prime fasi dello stoppie si bloccherebbe invece la rotazione della ruota posteriore, incidendo sull’equilibrio complessivo moto-pilota. È sbagliato anche portare il busto in avanti, in posizione innaturale perché il baricentro complessivo di uomo-moto risulterebbe sbilanciato.

Per realizzare lo stoppie i piloti del Mondiale Superbike esercitano un carico sulla leva del freno di 7,2 kg o 6,5 kg a seconda del diametro della pompa utilizzato. Per avere un riscontro numerico si prenda come riferimento il valore di 6,1 kg relativi alla prima curva del round in Qatar, al termine di un rettilineo lungo più di un chilometro.

Per ottenere la decelerazione voluta e quindi il sollevamento della ruota posteriore è necessario che l’impianto frenate eserciti una adeguata coppia frenante che è direttamente proporzionale al raggio efficace del disco, al coefficiente d’attrito e alla forza di chiusura della pinza. Oltre alla capacità frenante di un impianto è altresì importante la prontezza e la modulabilità. Ogni pilota ha le proprie esigenze ed è per questo che le pompe freno sono provviste di numerose regolazioni al fine di trovare la desiderata risposta frenante in relazione alla forza applicata sulla leva.

Lo stoppie non risulta troppo gravoso in termini di stress termico per l’impianto frenante in quanto la velocità e quindi l’energia cinetica a cui viene eseguita la manovra non è particolarmente alta. Inoltre viene solitamente eseguito dopo un giro di raffreddamento, per cui la temperatura del fluido e delle pastiglie è contenuta evitando il rischio di surriscaldamento.

Fonte: brembo.com

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