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MotoGP, Dall'Igna: "Morbidelli? Ducati non avrebbe trattato così un vicecampione"

"Sono decisioni che si prendono però a metà stagione e capisco le difficoltà di Yamaha. In questo momento Miller, Bagnaia e Zarco possono tutti giocarsi il mondiale, vivremo gara per gara"

MotoGP: Dall'Igna: "Morbidelli? Ducati non avrebbe trattato così un vicecampione"

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Gigi Dall'Igna ci ha concesso una lunga intervista esclusiva alla vigilia del fine settimana di gara della MotoGP al Sachsenring. Una opportunità per poter parlare con la mente tecnica di Ducati in MotoGP e SBK, toccando molti argomenti davvero interessanti affrontati tutti con grande trasparenza, come sempre avviene quando si ha l'opportunità di intervistarlo. 

Questa è l'intervista completa, di cui ieri abbiamo anticipato qualche battuta. Dalla MotoGP alla SBK, passando per il futuro tecnico delle categorie e per la situazione di una leggenda come Valentino Rossi, che potrebbe chiudere la propria carriera proprio in sella ad una Ducati. 

Il primo argomento è proprio legato al futuro ed a quelle otto Desmosedici che saranno in pista nel 2022. 
“Avevamo gestito 8 moto nella MotoGP con il Team Ufficiale, Aspar, Avintia e Pramac, infatti non è una novità per noi – ha esordito Dall'Igna- abbiamo le competenze e la capacità per farlo. A livello organizzativo sarà complicato, ma dal punto di vista tecnico sarà un vantaggio avere più più piloti forte in pista, dato che lavorare su base statistica è importante”.

Parlando invece di SBK,  Rinaldi ha sorpreso tutti con le vittorie di Misano. Te lo saresti immaginato?
“Sono contento della prestazione offerta di Michael, ha disputato delle gare intelligenti, vincendo, ma anche accontentandosi quando era il momento. Un test in MotoGP? Le valuteremo con calma, siamo ancora all’inizio della stagione. Ad inizio anno queste cose non si possono fare, perché sono rischi inutili”.

SBK e MotoGP: qual è il giudizio di questi due Campionati?
“La SBK è un bellissimo campionato, sia da vedere che a cui partecipare, dato che lo sviluppo della moto di serie offre stimoli importanti, infatti Ducati lavora in questo senso. Lavorare sui prototipi è uno sviluppo tecnologico diverso rispetto a quello che si fa su una derivata stradale, dato che in GP parti da un foglio bianco, mentre con le stradali da una base già esistente. In MotoGP c’è infatti una inventiva tecnica rispetto alla SBK. In futuro, visto che è il mercato a dettare legge, non rimarrei sorpreso di vedere delle Streetfighter in azione”.

In SBK Rea continua a dominare. Avete mai pensato di portarlo a Borgo Panigale?
“Rea ci è sempre stato simpatico come pilota. Petrucci? ci è molto simpatico anche se la simpatia  ad un certo punto bisogna metterla da parte. È un pilota che in SBK potrebbe esprimersi, ma non credo che la SBK sia il suo obiettivo principale, anche perché mi piacerebbe che continuasse con KTM in MotoGP”.

Parliamo di MotoGP. Cosa pensi delle concessioni che potrebbe avere Honda?
“Il regolamento è molto chiaro e difficilmente discutibile. Mi auguro di no per Marc e la Honda, ma nel caso in cui Honda dovesse trovarsi in questa situazione sarebbe giusto che le sfrutti”. 

Sei sorpreso di KTM e Oliveira?
“La MotoGP moderna è fatta di piccoli cambiamenti e questi possono fare grandi differenze. Di sicuro c’è stato un cambiamento importante. Miguel è un talento puro, l’ha dimostrato nel 2020 e negli anni precedenti, infatti può lottare per il Mondiale quest’anno e in quelli a venire”. 

Se fossi stato in Yamaha, avresti dato una moto non aggiornata a Franco Morbidelli?
“Ducati non si sarebbe comportata così con un vicecampione del mondo, dato che lo sport deve essere uno dei principali aspetti quando si ragiona in termini di squadra e piloti. Di sicuro una decisione del genere deve essere presa attorno a giugno-luglio e non a fine stagione. immagino che Yamaha si sia trovata impreparata e nella condizione scomoda di avere un pilota importante in casa, senza però riuscire a gestirla al meglio. Credo infatti che la sfortuna di Franco sia stata questa, nonostante lui abbia meritato la moto versione 2021”.

Dall'Igna: "Valentino con una Ducati? E' il personaggio più importante della MotoGP, farà quello che vuole"

In ottica 2022 si parla anche di cosa farà Rossi. Se decidesse di tornare su una Ducati?
“Valentino è sempre Valentino e rimarrà tale fino a quando smetterà di correre. Credo che lui sia stato il personaggio più importante per questo sport e bisogna lasciargli fare ciò che vuole, proprio per quello che rappresenta”.

Dando uno sguardo all’ambito tecnico: cosa pensi della flessibilità della ali in F1 in confronto alla MotoGP?
“Il regolamento in MotoGP è preciso in merito alla rigidezza dei profili che portano carico aerodinamico, pertanto non è possibile modificare il profilo alare”.

Torniamo alla MotoGP: quest’anno Ducati gioca col tridente Zarco-Bagnaia-Miller.
“Pecco ha avuto una gara sfortunata al Mugello, mentre a Barcellona non ha brillato, anche se io sono contento di lui. In questo momento  tutti e tre hanno le possibilità per portare a casa il massimo risultato, poi a fine anno vedremo quale sarà la situazione. Meglio infatti ragionare gara per gara”. 

Intanto nel weekend si torna in pista in Germania.
“Qua la potenza conta meno, così come accaduto a Jerez. Pronostici non li faccio mai, dato che poi è facile essere smentiti. Sulla carta questo non è uno dei nostri tracciati preferiti, anche se siamo riusciti a essere competitivi in diversi tracciati. Voglio però partire con positività in vista del fine settimana”

Parliamo anche di gomme. Come ben sappiamo da anni esiste il monomarca. Prima c’era Bridgestone, ora il testimone è passato a Michelin.
“Avere un Campionato monomarca credo sia più prestigioso per una Casa e un pilota, dato che togli dei vantaggi nel dare a uno piuttosto che un altro costruttore. Credo infatti sia più complicato vincere un monomarca, anziché uno con più costruttori”.

Dall'Igna: "Se Miller vince bevo dallo stivale, sono più australiano di lui"

Se Miller vince un’altra gara, sei disposto a bere dal suo stivale?
“Certo, sono più australiano di lui. Una vittoria deve essere sempre festeggiata e bisogna farlo nel modo migliore”.

Gigi, ultima considerazione: pensavi fosse così difficile la sfida con Ducati? 
“Sapevo che sarebbe stata una sfida difficile, dato che la MotoGP è il terreno più difficile su cui giocare. Ci siamo però tolti molte soddisfazioni, crescendo, anche se manca ancora il titolo piloti. Fino a quando non ce la faremo non potremo essere contenti”.  

Una volta che vinci il titolo accetterai la sfida di cambiare Casa, magari con Honda o KTM?
“Prima pensiamo a portare a casa questo titolo piloti”. 

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