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SBK, Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Rinaldi supera l’esame di maturità e fa godere la Riviera e la Ducati, mentre Redding finisce dietro la lavagna, Rea limita i danni, Razgatlioglu si scopre da Mondiale

SBK: Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Misano, la Riviera, l’occasione giusta per far brillare il Rosso. Ci è riuscito Michael Ruben Rinaldi, che nella sua terra si è regalato un fine settimana che rasenta la perfezione. L’esame non consentiva secondi appelli e lui non si è fatto certo prendere dalla pressione, tanto affrontarlo e superarlo a pieni vita.

Un risultato che rappresenta un’iniezione di fiducia a tutti gli effetti per Michael, che oltre a vincere ha oscurato il proprio compagno di squadra, tanto da farlo finire dietro la lavagna. Brilla quindi il 21 e con lui Toprak, capace di rosicchiare la bellezza di 15 punti a Rea,  che per l’occasione non ha visto una sola volta il gradino più alto del podio. Quello che invece è riuscita a salirci Ana Carrasco, la quale ha messo fine all’incubo di Estoril dello scorso febbraio.

IL BELLO – Facile e scontato, ma non può che essere così! Giù il cappello di fronte a Michael Ruben Rinaldi, che ha vinto una gara in cui era praticamente condannato a portare a casa il successo. Il romagnolo risponde quindi alle critiche di inizio stagione nel migliore dei modi, rilanciando le proprie aspettative in questo 2021. Probabilmente non sarà da Mondiale, ma di certo potrà essere una mina vagante capace di scombinare gli equilibri. 

IL BRUTTO – Scott Redding è finito per tre volte quarto. Lo si potrebbe considerare un risultato positivo, ma per lui ha il retrogusto di una sconfitta a tutti gli effetti. Misano rappresentava infatti l’appuntamento del riscatto, invece non è riuscito una sola volta a finire sul podio, arrivando sempre dietro a Rea. I numeri parlano chiaro: -45 dal Cannibale.

IL CATTIVO – Non vogliamo certo puntare il dito contro di lui, ma nella sua Misano ha tradito le attese. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Federico Caricasulo. In Gara 1 è finito a terra, mentre domenica ha cercato di evitare i rischi, tanto da non andare oltre il nono posto. Di sicuro non è questo quanto si aspettava da questa seconda vita in SuperSport.

LA CONFERMA – Soffiare il titolo a Johnny Rea sembra essere una vera e propria Mission Impossible. Ma in questa stagione Toprak Razgatlioglu sta dimostrando di trovare quella maturità di cui aveva bisogno. A Misano ha rosicchiato ben 15 punti al Cannibale, centrando quel successo che ancora mancava nel 2021. Adesso non resta che superare l’esame di Donington, dove mai ha corso con la R1.    

LA DELUSIONE – Tra errori e sfortune siamo convinti che Chaz Davies voglia dimenticare il prima possibile questo weekend di Misano. Prima la scivolata di Gara 1, poi eccolo finire a terra in seguito al contatto con Mahias nella Superpole Race. Il gallese ne esce incerottato, tanto da doversi ritirare nella manche di domenica.

L’ERRORE – Una sbavatura, che però pesa come un macigno. Per una questione di centimetri Steven Odendaal ha dovuto rinunciare alla vittoria per track limits. Ad Estoril ci ha pensato la moto a lasciarlo per strada, questa volta è una penalizzazione di tre secondi a toglierli il successo.

LA SORPRESA – Brilla la Rinaldi di Ducati e anche quella di Axel Bassani, a tal punto da rivelarsi il migliore degli indipendenti. Un fine settimana da incorniciare per il pilota Motocorsa, che alla prima stagione in SBK ha regalato il miglior risultato al team di Lorenzo Mauri.

IL SORPASSO – Johnny Rea non ha vinto e già questa è una notizia. Lo vogliamo però premiare con il riconoscimento di miglior sorpasso del fine settimana. Andarsi infatti a rivedere la doppia infilata a Rinaldi e Redding nelle prime battute di Gara 2.  

LA CURIOSITA’ – Era dal 2017 che un pilota italiano non vinceva su una moto italiana a Misano. Michael Rinaldi è quindi riuscito a raccogliere quel testimone lasciato da Marco Melandri. 

IO L’AVEVO DETTO – Scott Redding alla vigilia del weekend: “So che non posso più sbagliare”. Non è andata proprio così.  

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