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Yamaha XSR900: una racer ispirata alla TZ750

Il designer Jeff Palhegyi non è nuovo alle realizzazioni del progetto Yamaha Yard Built. Questa volta per la Yamaha XSR900 rende omaggio alla TZ750 sulla quale vinse Giacomo Agostini.

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Jeff Palhegyi si ripete e reinterpreta un modello Yamaha secondo la sua visione, per il progetto Yard Built. Nel 2017 aveva messo le mani sulla SCR900 esaltando la filosofia scrambler della sport heritage giapponese. Quest'anno invece il modello base è la XSR900, che viene vestita con cupolino e semicarena inferiore, pensando a un modello della seconda metà degli anni settanta del secolo scorso, la Yamaha YZ750.

ISPIRAZIONE DAL PASSATO

Il lavoro del team di Jeff Palhegyi, in pieno spirito Yamaha Sport Heritage, si è fatto ispirare dalla storia della casa dei Tra Diapason, per realizzare una moto moderna. La Yamaha TZ50 infatti è una moto da competizione costruita dal 1974 al 1979 per l'allora neonata formula 750, cioè la classe di maggior cilindrata del motomondiale. Un modello subito vincente, prima nel campionato neozelandese con John Boote ma il debutto internazionale avvenne in una gara di endurance, la 200 Miglia di Daytona, con il successo di Giacomo Agostini, appena passato in Yamaha, davanti a Kenny Roberts. Una vittoria che Agostini ripeté alla 200 Miglia di Imola, ancora davanti a Roberts.

"Lavorare con Jeff Palhegyi Designs è stata un'avventura incredibile", ha affermato Derek Brooks, Yamaha Motorcycle Product Line Manager. "Ne abbiamo fatta di strada negli anni e l'ultimo progetto di Jeff, la XSR900 ispirata alla TZ750, rappresenta la nostra storia nel senso che unisce le prestazioni moderne e l'aspetto neo-retrò della XSR con lo stile racing di Yamaha". Dall'eredità di quel passato motociclistico deriva la interpretazione della XSR900 di Palhegyi: "Volevo realizzare una XSR900 in stile retrò che avesse l'aspetto delle moto da corsa Yamaha ufficiali degli anni '70 e '80", ha affermato Jeff Palhegyi. "La mia ispirazione alla fine è venuta dalla TZ750".

LE MODIFICHE

Ci sono spunti stilistici della TZ750 ovunque, poiché questo era il tema della moto, con le sovrastrutture a rappresentare la parte fondamentale dell'intero lavoro, che riprendono le forme della moto dell'epoca. Un risultato ottenuto grazie all'esperienza ultraventennale di Jeff Palhegyi, risalente all'inizio della sua carriera nel 1995. La carena di questa Yamaha XSR900 è stata la sfida principale del progetto Yard Built, realizzando da zero codino, serbatoio, la parte inferiore e il cupolino, per avvicinarsi il più possibile alla TZ750.

"Il design del serbatoio è stato un'altra parte molto impegnativa della costruzione di questa moto, poiché si tratta della cover del serbatoio e, per farlo sembrare il più possibile uguale a quello della TZ750, abbiamo dovuto anche adattare il serbatoio interno al coperchio in alluminio, così abbiamo dovuto realizzare tutti i componenti interni, cosa che ha richiesto un'attenta progettazione e fabbricazione", ha spiegato Palhegyi. Oltre alla carrozzeria fatta a mano che consisteva in una struttura mista in lega e FRP (Fiber Reinforced Polymers, materiali fibrorinforzati con fibre a matrice polimerica, semplicemente materiali fibrorinforzati) creata con una forma unica per adattarsi al telaio XSR, la XSR900 Yard Built di Jeff Palhegyi

Designs ha molte parti speciali che includono:

  • Ruote Dymag costruite per l'attuale Yamaha YZF-R1 (assi modificati, ruote dentate e distanziali personalizzati sono stati fabbricati da Jeff Palhegyi Designs per un corretto montaggio)
  • Impianto di scarico in titanio Graves Motorsports
  • Manubrio a clip Graves Motorsports
  • Pedane Sato Racing
  • Pneumatici Bridgestone Battlax Racing Street RS10
  • Tappo benzina e parabrezza vintage Mead Speed
  • Sedile personalizzato costruito da Howard McKee
  • Catena di trasmissione finale Driven Components
  • Vernice personalizzata di Benny Flores

"Il montaggio della carrozzeria appena verniciata per completare la costruzione della XSR900 è stata la mia parte preferita di questo progetto", ha affermato Palhegyi. "Metterlo insieme e realizzare che era tutto ciò che speravo quando l'ho abbozzato per la prima volta su un tovagliolo da cocktail ha reso tutti i nostri sforzi molto gratificanti".

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