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MotoGP, Rossi, caduta dopo un GP nel Bronx: "non avevo grip, una occasione sprecata"

"Nel warm up era andata bene la dura posteriore, in gara subito in difficoltà: slittava e vibrava, perdevo sei decimi a giro, finché sono caduto"

MotoGP: Rossi, caduta dopo un GP nel Bronx: "non avevo grip, una occasione sprecata"

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Quindici punti dopo sette Gran Premi sono il bottino totale di Valentino Rossi nel primo terzo di campionato: miglior risultato il 10° posto nel GP d’Italia al Mugello. Svegliateci, stiamo sognando.

I casi sono due: o Valentino è vittima di una sfiga pazzesca, stellare, assurda oppure c’è veramente qualcosa che non va. Fra cadute e brutte prestazioni infatti Rossi è l’ombra di sé stesso. Non è che nel 2020 fosse una freccia, ma dopo lo stesso numero di Gran Premi aveva un podio e 58 punti totali che lo posizionavano in nona posizione a -26 dall’allora leader provvisorio del campionato, Andrea Dovizioso.

Ora è vero che il nostro ha compiuto 42 anni, ma se fosse l’età il problema significherebbe che gli anni gli sono piovuti addosso come un sacco di cemento. Non è possibile.

Oggi infatti Vale è 19° assoluto e quando è caduto, all’inizio del 16° giro era 13°, alle spalle di Bastianini, Alex Marquez e davanti al fratello, Luca Marini, nel Bronx della classifica.

“Stiamo cercando una ragione di quanto è successo - spiega Rossi perplesso nel briefing del dopo gara - mi sono trovato male fin dal giro di ricognizione. Ero senza grip. La temperatura di oggi in gara era uguale a quella della FP4. Tanto che stamattina, nel warm up, avevo messo una hard posteriore per togliermi i dubbi e dopo 12 giri andavo ancora forte. Invece nel pomeriggio è andata male da subito. Perdevo sei decimi a giro. Nei primi giri mi hanno passato tutti, perché uscivo piano dalle curve. Normalmente quando stai dietro a qualcuno a soffrire è la gomma anteriore, perché si surriscalda, non quella posteriore. Poi successivamente sono caduto anche perché come sempre accade in questi casi erano venute fuori molte vibrazioni”.

E’ rammaricato, il nostro, perché dopo l’11° tempo in qualifica, quarta fila, aveva sperato di meglio.

“Per noi è stato un grande peccato - continua - perché con il passo che avevo pensavo di fare una buona gara. E’ stata una occasione persa. Riproveremo con una hard ed una media domani durante il test per capire le sensazioni. Non ero partito male, al contrario, avevo staccato abbastanza bene, ma alla curva due Pecco e Binder si sono rialzati e mi hanno passato le due Honda. Poi ho cominciato ad andare veramente piano e la posteriore slittava molto”.

Come diceva Vale, i test di lunedì a Barcellona serviranno per capire, anche se il nove volte iridato non sa ancora se la Yamaha avrà per lui qualcosa da provare. E poi, aggiunge: “non credo che i test faranno la differenza”.

Il resto sono illazioni. Si prova ad evocare un problema tecnico, ma Vale non sembra averne avuti. Si cambia argomento, parlando dell’holeshot.

“Lo uso in partenza ed in accelerazione fuori dalle curve e funziona. In frenata? No, abbiamo anche visto dai dati, non c’è differenza”.

Si torna dunque al punto di partenza.

“Ieri belle prove non ero male, ed ero sempre vicino anche nel warm up. Questo è importante, ma ho avuto una grande delusione nella gara, fin dall’inizio. Peccato, avevamo una grande opportunità per fare una bel Gram Premio. Normalmente la gomma dura ha bisogno di un po’ più di tempo per andare in temperatura, ma dopo tre giri solitamente è già OK”.

Quindi il mistero rimane. Così come quello della tuta aperta di Quartararo, sulla quale ovviamente Valentino non sa niente.

“E’ molto strano…”, si limita a dire. Ed in effetti fra tutti i problemi visti negli anni, questo ha caratteristiche di assoluta rarità. Chissà quanto e se costerà caro a Quartararo dopo la segnalazione della Suzuki alla Direzione di Gara, anche se pensiamo che il 'mistero della tuta aperta' sia meno misterioso di quello di una gomma che nel warm up era andata bene e in gara non aveva grip.

 

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