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Marini: "Le MotoGP ora fanno paura e le vie di fuga sono un po’ strette"

"L'ho notato in quasi tutte le piste, bisognerebbe adeguarle e lo dico sempre in Commissione Sicurezza. Le moto sono molto più veloci rispetto a 5 o 6 anni fa e anche i tracciati più vecchi dovrebbero adeguarsi”

MotoGP: Marini: "Le MotoGP ora fanno paura e le vie di fuga sono un po’ strette"

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Luca Marini ha terminato il venerdì di prove libere in 17esima posizione a 859 millesimi dal miglior tempo di Johann Zarco. Il pilota del team Sky VR46 è stato polemico riguardo le vie di fuga del tracciato soprattutto in seguito all’episodio che lo ha coinvolto in prima persona nelle FP2.

“La nuova curva 10 mi sembra migliore rispetto a quello che ricordo dallo scorso anno. È molto simile alla prima curva, però penso che sia meglio così, mi piace. Anche l’aderenza mi sembra migliorata, alla fine mi sembra che sia diventata una delle curve migliori del circuito, soprattutto per l’aderenza. Nel resto del tracciato non ce n’è abbastanza, te ne rendi conto soprattutto in frenata quando alzi la gamba e puoi toccare con il piede l’asfalto. È incredibile come lavorano le gomme. La moto non è al massimo in queste situazioni però devo dire che sono abbastanza competitivo qui”.

Considerando queste caratteristiche su cosa ricadrà la scelta delle gomme?
La gomma posteriore potrebbe essere la chiave per la gara. Per ora ancora non si sa se metterò la morbida o la media in gara. Se mettessi la media dietro credo che potrei pensare di meno alla gestione e spingere di più, mentre se mettessi la morbida dovrei controllare molto di più l’accelerazione. Sto lavorando alla gestione delle gomme dal primo GP e sono abbastanza contendo dei miei progressi. Riguardo al consumo sono uno dei migliori in gara insieme ad Enea”.

Riguardo l’asfalto in curva 10 continui a frenare nel cambio di direzione?
“Sì, prima freno e poi cambio direzione. Mi sono reso conto così che c’è molto più aderenza. In uscita è tutto nuovo, l’aderenza è costante. Dopo alcuni giri mi sono adattato a quel tratto”.

Qual è stato il motivo della caduta ad inizio sessione? È stato un problema della moto o solo un episodio fine a sé stesso?
“Stavo spingendo molto e dalla curva 3 sono uscito che la moto si muoveva moltissimo, stavo cercando di fare il mio miglior tempo perché mi trovavo nel treno giusto. Sono arrivato in curva 4 frenando molto avanti, la gomma era calda e ho usato il freno dietro, mi è partito e anche se ho cercato di alzarla e andare dritto poi ho trovato il muro e quindi mi sono buttato per terra. Ha compromesso un po’ l’intero turno, non sono contento di quell’errore. Con la MotoGP le vie di fuga sono un po’ strette, l’ho visto in quasi tutte le piste quest’anno. La velocità cambia e si arriva nelle curve molto più forte. Io un miglioramento nei circuiti vecchi, che sono uguali da molti anni, la farei. Io spingo sempre in commissione per questo, anche altri piloti la pensano come me. Le moto ora fanno paura, sono molto più veloci rispetto a 5 o 6 anni fa e anche i tracciati dovrebbero adeguarsi”.

Il livello è altissimo e tu sei un debuttante. Per pochissimo non sei entrato direttamente in Q2 ma in una situazione così è difficile emergere.
“Hai centrato in pieno quello che sta succedendo quest’anno. Il livello della MotoGP è aumentato, tutte le moto sono ufficiali ormai e i piloti sono quasi tutti campioni del mondo. È bello che sia così perché è giusto, spero che nei prossimi anni sia ancora più alto il livello. Alla fine, la MotoGP è la massima espressione di questo sport. È difficile emergere, quello che devo fare io quest’anno non è per forza fare dei risultati. Devo crescere e quando possibile fare bene perché lo voglio io per primo. In gara cerco sempre di fare del mio meglio ma non devo per forza arrivare davanti. Le sensazioni sulla moto migliorano sempre e mi sto adattando a piste nuove, sarà tutta esperienza nuova per il prossimo anno”.

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