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Marquez: "La MotoGP è una bestia, la migliore palestra è guidarla"

"Pensi di essere pronto e di poter tornare allenandoti e girando in moto, ma la MotoGP è una bestia diversa. Per gareggiare a questi livelli non c'è modo di prepararsi se non scendere in pista e rimettersi in gioco"

MotoGP: Marquez: "La MotoGP è una bestia, la migliore palestra è guidarla"

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Marc Marquez sta faticando per tornare ai suoi livelli. E' sotto gli occhi del mondo la fatica che sta facendo per tornare competitivo, e quando la TV ce lo mostra, nei box, che fra un run e l'altro si massaggia la spalla si capisce quale sia oggi il suo punto debole: la forma fisica. Per questo motivo è normale che la maggior preoccupazione, e la curiosità, sia proprio attorno al suo stato di salutre attuale.

"Il Mugello è stata una gara difficile, come le altre fino ad ora del resto - spiega l'otto volte iridato - ma tornare a correre qui e farlo con i fans a guardarci sarà sicuramente un'esperienza molto positiva. Sono ancora in fase di recupero quindi non penso farà molta differenza il risultato effettivo in gara, mi concentrerò ancora sopratutto sul mio recupero sia a livello fisico che a livello di feeling con la moto."

Sapevamo che il ritorno per te non sarebbe stato facile, quindi è stato anche difficile quantificare le aspettative nei tuoi confronti. Dal tuo ritorno in MotoGP cosa ti ha colpito maggiormente?
"Sicuramente l'aspetto fisico sta giocando un ruolo importante. Quando sei costretto a casa e perdi la confidenza non è facile tornare ai livelli di prima. Pensi di essere pronto e di poter tornare facendo palestra e girando in moto, ma la MotoGP è una bestia completamente diversa. Per gareggiare a questi livelli, con queste moto e tra questi piloti, non c'è modo di prepararsi se non scendere in pista e rimettersi in gioco."

Quanto è stato difficile rapportarsi nuovamente con la tua Honda?
"Penso che sia io che la moto abbiamo bisogno di migliorare, quindi dovremo macinare ancora un bel po 'di chilometri per ritrovare la confidenza e tornare ai livelli di prima."

L'assenza di Cal Crutchlow si è fatta sentire nello sviluppo della moto?
"Credo abbia influito sullo sviluppo della moto quanto la mia assenza l'anno scorso. E' una moto che richiede il massimo sforzo fisico per essere spinta al suo limite, se non sei nelle migliori condizioni è ovviamente difficile ritrovare il giusto equilibrio, sia per quanto riguarda il pilota che per quanto riguarda la moto, ma stiamo lavorando molto quest'anno per tornare al meglio delle nostre possibilità."

Date le tue attuali condizioni fisiche, hai mai pensato di chiedere alla Honda di rendere la moto "più facile" da guidare?
"Trovare il giusto compromesso con la propria moto per poterla spingere al limite non è cosa facile, nel 2019 durante i test caddi diverse volte prima di trovare il giusto setup. Stiamo lavorando di concerto con gli altri piloti per migliorare la moto e renderla migliore per tutti quanti, ma nel mio caso specifico per tornare al top sia io che la moto dovremo aiutarci a vicenda, e questo richiederà del tempo."

Torneranno anche i fans sugli spalti, cosa ne pensi?
"Ne sono molto felice, si è già visto in altri sport, penso sia un segnale molto positivo sia per il mondo delle corse, per i fans ma anche per noi piloti."

Pensi che la loro presenza influirà sulla gara?
"Non a livello di guida, ma sicuramente l'emozione che la loro presenza comporta sul finire di gara e durante le premiazioni è qualcosa che mancava a tutti noi, credo. L'atmosfera che regalano è qualcosa di unico e sempre diverso."

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