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MotoGP, Aprilia attenta: come nel caso Iannone, hai un cerino acceso in mano

IL DIFFICILE MOMENTO DI RIVOLA La possibilità di raddoppiare le moto con un team satellite sta scemando con l'offerta Ducati al team Gresini. E a Noale, nell'attesa di Dovizioso in pista nel 2022 si rischia di perdere l'opportunità di ingaggiare un giovane    

MotoGP: Aprilia attenta: come nel caso Iannone, hai un cerino acceso in mano

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Il tempo scorre velocemente per l’Aprilia, tanto che la casa veneta avrebbe bisogno di oltrepassare la velocità della luce per rallentarlo. Un obiettivo che nemmeno le crescenti prestazioni della RS-GP con Aleix Espargarò in sella possono raggiungere.

Il settimo posto del pilota spagnolo al Mugello, a meno di due secondi da Jack Miller e ben davanti a Maverick Vinales confermano la crescita del progetto, che è competitivo, come conferma il distacco - 8 secondi circa - dal vincitore Fabio Quartararo.

La velocità l’Aprilia però ce la ha solo in pista, perché ai box è ferma sul tronco, per usare una metafora pugilistica. E per proseguirla: per prestazioni oggi occupa il centro del ring, ma si muove poco. O così sembra.

I fatti: la casa capitanata da Massimo Rivola ha espresso l’intenzione di raddoppiare le moto in campo e schierare un team satellite. Si pensava che questo potesse essere la squadra di Gresini, ma recentemente l’ipotesi si sta allontanando perché la Ducati, che intende arrivare ad otto moto, ha allargato l’offerta, oltre che al nascituro team Aramco-VR46, anche proprio al Team Gresini.

E’ più che probabile che economicamente parlando l’offerta di Rivola sia più vantaggiosa di quella Ducati, ma la GP21 appare ai piloti ed ai team manager più matura. Ma non è solo questo il problema, evidentemente.

Il rischio, qualora Nadia Padovani, la vedova di Fausto e Carlo Merlini, il suo braccio destro, decidessero definitivamente per Ducati sarebbe l’ennesimo cerino acceso in mano, dopo quello di Andrea Iannone, mentre ne arde un altro: quello lasciato nelle mani di Rivola da Andrea Dovizioso.

Già perché in questo momento, mentre Aprilia non può far nulla per trattenere Gresini e raddoppiare le moto in pista - non è una sua decisione - tergiversa anche sul fronte piloti, nell’attesa, ma sarebbe meglio dire speranza, che Dovi nel 2022 lasciato il ruolo di collaudatore accetti di tornare a correre.

L’elastico a questo punto è teso e prossimo a spezzarsi, perché una decisione sul secondo pilota va colta entro fine giugno. Per quella data infatti scadrà l’opzione che Ducati ha su Enea Bastianini, uno dei giovani piloti più promettenti. Per bloccarlo, nel caso a Borgo Panigale non avessero dove piazzarlo (VR46 dovrebbe fare la coppia Marini-Bezzecchi), Aprilia dovrebbe firmare un pre-contratto con Bestia, che però al momento non esiste.

E con alcuni dei migliori piloti della Moto2 già opzionati dalla KTM - parliamo di Remy Gardner e Raul Fernandez - rimarrebbe probabilmente solo il talentuoso Joe Roberts, che però sarebbe un rookie nella categoria, con tutti i rischi che ne conseguono.

Insomma, Aprilia avrebbe bisogno di avere nel box Einstein, non solo per l’intelligenza analitica, ma proprio per rallentare il tempo e prendere subito le decisioni che contano.

 

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