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Aprilia Dorsoduro: la prossima generazione della motard sarà più hyper?

Il designer indiano Shaurya Sharma nel suo profilo LinkedIn ha pubblicato alcuni disegni con i quali ipotizza la futura generazione della Aprilia Dorsoduro.

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La Aprilia Dorsoduro è stata lancia nel 2008, è una supermotard che, oltre a rivendicare le radici della casa veneta (Dorsoduro è un sestiere di Venezia la cui sagoma ricorda proprio le forme di serbatoio e sella della moto vista dal lato sinistro), ha un carattere che rispecchia l'anima racing della casa di Noale. Spinta da un motore bicilindrico, è una moto indicata per divertirsi sia sui tornanti di montagna che nel traffico cittadino. Da un po' il Gruppo Piaggio non se ne occupa e ora spuntano questi disegni.

UN SUGGERIMENTO

La Aprilia Dorsoduro, inizialmente prodotta nella cilindrata di 750 cc, nel 2010 è stata affiancata dalla sorella maggiore da 1.200 cc. La potenza è rispettivamente di 92 CV a 8.750 giri e 130 CV a 8.700 giri, mentre la coppia di 82 Nm e 115 Nm a 7.200 giri. Valori molto interessanti per chi cerca una moto sia per l'uso quotidiano e per spensierati weekend, ma anche per viaggi di medio lungo raggio, vista la posizione di guida eretta.

Nonostante il successo commerciale, soprattutto per la prima versione, sembra che il Gruppo Piaggio la stia trascurando, dal momento che è da un po' di tempo che non viene aggiornata e, anzi, non è nemmeno presente nel sito ufficiale di Aprilia, a parziale conferma delle voci riguardo il suo stop alla produzione, a causa del mancato aggiornamento alla normativa Euro 6. Peccato, perché la Dorsoduro è una modo dinamica, fatta per gustarsi in pieno l'esperienza di guida, anche in pista per i piloti più esperti. Lo deve aver pensato Shaurya Sharma, un designer indiano che ha ipotizzato, in questi disegni, il futuro della Dorsoduro.

UN PO' HYPER

Su LinkedIn mostra la sua personale interpretazione della nuova generazione della supermotard e subito balza all'occhio l'ispirazione alla rivale, la Ducati Hypermotard. Infatti, tolto il faro anteriore che riprende in parte il gruppo ottico a LED degli ultimi modelli Aprilia, si nota la somiglianza con la moto bolognese, dalla quale si differenzia per forcellone bibraccio invece del monobraccio utilizzato dalla Hypermotard. Rispetto alla Dorsoduro di ultima produzione, per il telaietto posteriore Shaurya Sharma non utilizza un traliccio ma una soluzione in acciaio, che conferisce un aspetto leggero alla moto.

Il designe asiatico non specifica la cilindrata, se 750 cc o 1200 cc o, ma ce la possiamo benissimo immaginare anche spinta dal nuovo bicilindrico parallelo da 660 cc e 100 CV e 67 Nm della sportiva RS 660 e della Tuono 660. Come la progenitrice inoltre, una delle prime ad adottare la tecnologia Ride by Wire e della centralina con tre mappe a disposizione, si può ipotizzare una dotazione elettronica di primissimo livello, come tutti i modelli top di gamma ora in commercio. Quindi, perché la nuova – se esisterà – Dorsoduro, dovrebbe fare a meno di un pacchetto elettronico di alto livello con APRC (Aprilia Performance Ride Control) composto dalla evoluta piattaforma inerziale a sei assi in grado di riconoscere in tempo reale la condizione della moto rispetto alla strada, esaltando performance e piacere di guida? E chissà se non se lo stia chiedendo anche qualcuno a Noale.

 

Fonte disegni: Shaurya Sharma 

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