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MotoGP, La Honda ha bisogno di una 'spalla' per Marc Marquez, ma il team è blindato

Lo spagnolo vorrebbe dare tutto, ma non può ancora farlo. La Honda non è più la ‘sua’ moto ed HRC è blindata anche per il 2022. Un labirinto inestricabile di cui nessuno sembra tenere in mano il filo di Arianna    

MotoGP: La Honda ha bisogno di una 'spalla' per Marc Marquez, ma il team è blindato

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Marc Marquez non è ancora al livello che tutti si sarebbero aspettati. E’ tornato a Portimao andando anche abbastanza forte, ma le tappe di Jerez, Le Mans e Barcellona hanno offerto una situazione parecchio diversa sulla sua reale condizione fisica. L’infortunio al braccio non è stato ancora superato ed il nervosismo sembra aumentare nel box della Honda, perché oltre a non avere a disposizione il miglior pilota al mondo al meglio della sua condizione, c’è da fare i conti con una moto che ancora non è in grado di competere con le migliori rivali del lotto. Un’onta difficile da digerire per la HRC e la dimostrazione che l’unica cosa che davvero conta anche nella moderna e supertecnologica MotoGP è l’uomo.

In questo caso l’uomo è Marc Marquez, ovvero l’unico in grado di spremere al 100% il potenziale di una moto difficile come la RCV213 a patto di essere al meglio della propria condizione fisica. Una situazione che al momento semplicemente non c’è, perché lo spagnolo è ancora sottoposto ad antibiotici dopo il terzo intervento al braccio e la situazione non sembra migliorare con il passare delle settimane, il che rappresenta un problema enorme per la Honda. Quando è rientrato, Marc era perfettamente consapevole di non poter spingere al massimo, ma sperava di poter fare velocemente dei passi in avanti fino ad avvicinarsi alla condizione atletica ottimale. 

Marc Marquez: la spalla è un problema più grande di quanto immaginato

Oggi c’è la totale consapevolezza di quanto sia ancora lungo quel cammino, con la ventilata ipotesi di fermarsi per qualche tappa per dare modo al braccio ed anche alla spalla destra di ‘riposare’. Il punto è anche questo, ovvero il fatto che tutti sono concentrati sull’omero, ma in realtà Marc era stato sottoposto ad un’operazione anche alla spalla destra prima dell’inizio del mondiale 2020. La combinazione tra la spalla non al massimo della condizione ed un braccio destro che ancora non ha tutta la forza necessaria, sta mettendo in enorme difficoltà Marc, alle prese con mancanza di energia che ormai sta diventando cronica e lo porta spesso ad andare oltre il limite. Stiamo parlando di un pilota che ha un rapporto davvero particolare con il limite, un pilota che ha insegnato il significato di caduta-non caduta, un pilota che ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo pur di tentare fino all’ultimo millesimo di secondo di vincere la gara, piuttosto che accontentarsi di un secondo posto. 

Solo che questo approccio funziona quando sei in perfette condizioni, quando puoi sfruttare tutto il tuo talento in sella contando su forza, agilità e controllo. Ora come ora, non sembra sia questo lo scenario e Marc inizia a rendersi sempre più conto di quanto sia complessa la situazione. C’è poi da aggiungere all’equazione una HRC che senza Marquez in sella sembra aver perso la bussola nello sviluppo della moto. Ricordiamo bene che ad inizio 2020 Marc si era ritrovato a rubare letteralmente la moto di Nakagami dal box LCR per fare una comparativa tra la ‘sua’ Honda 2019 e la versione 2020 portata in Qatar dalla HRC. Lo spagnolo alla fine scartò la moto nuova, preferendo optare per le soluzioni che gli avevano consentito di dominare nel 2019. 

Honda senza Marc ha perso la bussola dello sviluppo

Non avendo Marc a disposizione in questo inizio 2021, la Honda si è affidata alle indicazioni di Stefan Bradl per deliberare la nuova moto, sottoponendo ovviamente le soluzioni anche a Taka Nakagami e Pol Espargarò, nonché ad un Alex Marquez visibilmente in difficoltà. Il risultato è stato che quando Marc Marquez è potuto tornare in moto, si è ritrovato tra le mani una RCV213 ben diversa rispetto a quella che aveva lasciato in eredità alla Honda. L’idea era di realizzare una moto adatta allo stile di tutti i piloti, ma i risultato per adesso parlano di altro. Anche Taka Nakagami che nel 2020 era stato brillante con la Honda di LCR, quest’anno sta soffrendo tantissimo e sta commettendo troppi errori. 

Marc Marquez al Mugello ha portato avanti una strategia spregiudicata, seguendo come un’ombra Vinales in qualifica per strappare l’accesso alla Q2. La cosa ha funzionato, dimostrando che la velocità Marc ce l'ha ancora, ma poi in gara ha commesso un errore entrando in contatto con Brad Binder che forse avrebbe salvato se fosse stato in perfette condizioni fisiche...mortificando così una possibile top ten. Una parte delle difficoltà di Marquez possono essere imputate alla non perfetta condizione fisica, un’altra parte allo sviluppo della Honda che è andato in una direzione diversa da quella indicata da Marc. 

Honda ed un piano B che non esiste

In ogni caso la situazione è difficile al momento, con Pol Espargarò che risulta essere il primo pilota Honda in classifica generale con appena 29 punti al proprio attivo dopo sei gare. Un valore che gli consente di essere 11° in classifica, una posizione assolutamente non allineata con il blasone di HRC in MotoGP. Servono soluzioni ed anche presto, perché se il percorso di Marc Marquez per tornare al 100% della propria condizione dovesse rivelarsi ancora più lungo del previsto, la Honda dovrebbe in ogni caso farsi trovare pronta con un piano B. Il problema è che questo piano B semplicemente non esiste, perché gli attuali piloti Honda hanno tutti un contratto valido a tutto il 2022. Pol Espargarò e Marc Marquez difenderanno i colori del Team Repsol anche nel 2022, così come Alex Marquez e Taka Nakagami saranno in sella alle RCV di LCR. 

La situazione è dunque complessa e le soluzioni sembrano sempre meno all’orizzonte. HRC nel cercare di realizzare una moto in grado di andare forte con tutti ha snaturato la belva con cui Marc Marquez dominava fino al 2019, ed ora che lo spagnolo non è più in grado di offrire quelle prestazioni è davvero difficile fare una scelta. Le strade che ha HRC davanti sono due. La prima prevede di continuare a fidarsi ciecamente di Marc Marquez confidando in un recupero al 100% da parte del campionissimo. Dall’altra parte, Honda potrebbe coltivare il ragionevole dubbio di non vedere mai più all’opera ‘quel’ Marc Marquez, l’uomo in grado di fare un’enorme differenza da solo. Dunque la scelta di tentare di sviluppare una moto più facile per tutti i piloti sembrerebbe del tutto naturale in questo scenario. 

Il rischio tra le altre cose è anche quello di bruciare un talento come quello di Pol Espargarò, che al momento sta passando un periodo di crisi del tutto simile a quello vissuto da Jorge Lorenzo proprio nel 2019 in sella alla stessa moto. Pol ha visto la KTM da cui si è separato salire sul podio al Mugello, dimostrando probabilmente di aver ritrovato la strada per la competitività e nel frattempo sta annaspando in sella ad una Honda che proprio non riesce a digerire. Situazione simile per Alex Marquez, che dopo qualche sprazzo di velocità mostrata nel 2020, in questo inizio 2021 si è letteralmente arenato, non riuscendo mai ad offrire prestazioni all’altezza di un due volte campione del mondo. Nakagami potrebbe nuovamente rivelarsi l’ancora di salvezza di HRC, ma per adesso anche il giapponese non sta stupendo. 

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