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MotoGP, Marquez: "E' un anno di transizione: sto lavorando per migliorare la Honda"

"Ho dei limiti, ma non sono un calciatore, per allenarmi devo gareggiare. Nel box non parliamo più del mio braccio, ma della moto. Dopo l’FP1 ho paragonato oggi con il 2019: perdo 2/10 in ognuno dei tre veloci cambi di direzione: devo avere pazienza"  

MotoGP: Marquez: "E' un anno di transizione: sto lavorando per migliorare la Honda"

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Marquez 13° ad otto decimi dal leader provvisorio Bagnaia e per di più con un distacco doppio rispetto al compagno di marca Nakagami, 7° tempo, è qualcosa difficile da spiegare. Ci ha provato Marc stesso al termine della prima giornata di prove del Gran Premio d’Italia analizzando entrambi i motivi che hanno portato a questo risultato, fisico e tecnico.

“Come prima cosa voglio parlare del mio braccio: sull’omero c’è una placca, ma non è necessario rimuoverla. Non è una opzione, può stare lì. Per quanto riguarda invece il trattamento di antibiotici, se dopo Barcellona i medici mi daranno l’OK potrò smetterli. A proposito della spalla, invece, dobbiamo capire meglio la situazione. Sicuramente ora è più stabile, ma oggi per esempio, qui al Mugello, ho capito di avere un grande limite. Dopo l’FP1 ho paragonato i dati di oggi con quelli del 2019 ed abbiamo visto che perdo 2/10 in ognuno dei tre veloci cambi di direzione. Quasi 7 decimi in totale…Devo avere pazienza, avremo una situazione migliore nel futuro”.

E’ impegnato come non mai, Marc, e su due fronti.

Marquez: "Quando rientro ai box non parliamo del mio braccio ma di come migliore la Honda"

“A Jerez ed a Portimao ho lavorato per adattare la moto alla nuova posizione di guida, cercandone diverse, ma poi non riesco a guidare come voglio, specie sulla destra…Comunque siamo arrivati ad un punto ora, in cui quando rientro nel box non parliamo più del mio braccio, ma della moto. Dobbiamo essere pazienti. Guidare per me è positivo, anche se non piloto al mio livello. In questo modo non perdo la velocità ed il contatto con la competizione. Certo, al momento la prestazione non è quella usuale, ma sarà meglio nel futuro”.

Insiste sul fatto che attualmente la mancanza di prestazione, a livello fisico, non è più in cima ai suoi pensieri.

“La più grande differenza attualmente è la mentalità: a Jerez quando rientravo nei box si parlava del braccio, qui discutiamo di cosa ho bisogno sulla moto. Sono cosciente di avere dei limiti e dove li ho non spingo più, ma per il resto mi comporto come nel 2019 e cerco solo di ottenere il meglio dalla mia Honda. Miglioreremo nel futuro e se la spalla non migliorerà i risultati non miglioreranno mai, ma lavorando in un modo diverso non miglioreremo mai”.

Vuol dire, Marc Marquez, che in questo momento la priorità è quella di far progredire la RC213-V. E che, invece, ha pienamente fiducia che la natura, per quanto lo riguarda, gli consentirà di tornare in forma. Di essere il Marquez di sempre.

Marquez: "ora la moto si muove la metà, ma solo perché non la spingo al limite"

“Rispetto al 2019 o al 2020 in fondo le gomme sono le stese. Io ho detto sempre che la Honda è una moto critica e con lei si cade e facendo si perde confidenza. Ciò che accade ora a me è che non sono al cento per cento. Certo, ora la moto si muove la metà…ma perché non la porto al limite. Non sono preparato per farlo. Si è vero: abbiamo dei problemi di trazione, ma c’erano anche nel 2019. La differenza è che io ora non mi adatto”.

Nei giorni scorsi Marc ha rivelato ch

e dopo il Gran Premio di Jerez in Honda si è anche parlato di non correre. E’ ancora una opzione?
La risposta dell’otto volte iridato è quella dell’atleta che sa che solo la competizione regala gli stimoli necessari per tornare al proprio livello.

Marquez: "Come finirò la stagione non ha importanza: mi sto solo allenando mente corro"

“E’ una realtà che per me correre per 5 punti od un singolo punto non cambia il risultato a fine anno: quarto, quinto o settimo non cambia niente. Io corro per vincere. E' un anno di transizione. Dobbiamo capire, invece, da dove vengo e dove vado: io devo evitare le cadute, ma devo comportarmi come se fossi in un test…pubblico, in corsa: è l’unico modo. Un calciatore può allenarsi andando in un campetto a tirare due calci al pallone, ma un pilota di MotoGP, se vuole guidarla, deve per forza gareggiare”.

Marquez: "Con la RC213-V siamo ripartiti dal 2019: la evolvo un po' per volta"

Pol Espargarò, il suo compagno di squadra, ha parlato di problemi tecnici comuni, e di essere contento che finalmente tutti i piloti Honda guidano la stessa moto. Così infatti si possono condividere i dati. Ma parlando con Marquez si capisce che la strada che ‘Magic’ sta seguendo è diversa.

“Onestamente non so cosa stanno guidando gli altri: io ho una RC213-V, chiamiamola ‘evoluzione’. Quando mi sento bene ed un particolare nuovo mi convince lo introduco, aggiornano la moto al 2021. Abbiamo fatto un rese totale. Provo tutti i nuovi particolari, uno per uno. E’ l’unico modo per capire veramente”.

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